Yen sotto pressione, gli investitori sono in ansia per le elezioni

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Da diverse settimane, lo yen è sotto pressione sui mercati valutari. Rispetto al dollaro americano, la divisa giapponese ha perso oltre 6 punti percentuali dai massimi di aprile. Secondo quanto riportato dalla Commodity Futures Trading Commission, negli ultimi tre mesi lo yen si è indebolito rispetto a tutte le sue principali controparti, con i fondi a leva che hanno ridotto le loro posizioni lunghe sulla valuta nipponica. Sul mercato delle opzioni, inoltre, i trader a breve termine sono diventati nettamente ribassisti sullo yen rispetto al dollaro Usa per la prima volta da quasi un anno. In questo articolo:

 

  • Le preoccupazioni fiscali incidono sulle yen
  • Usd/Jpy: quali previsioni per i prossimi mesi?

 

Le preoccupazioni fiscali incidono sullo yen

Ad angosciare gli investitori sono le imminenti elezioni politiche in Giappone. Domenica prossima si voterà per la Camera Alta e, secondo i sondaggi dei media locali, la coalizione guidata dal Partito liberal democratico (Ldp) che sostiene il governo del primo ministro Shigeru Ishiba potrebbe non ottenere la maggioranza. Questa preoccupazione ha già fatto salire i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi ai massimi pluriennali, ma sta pesando anche sullo yen. In teoria, quando salgono i rendimenti, la valuta dovrebbe essere comprata. Tuttavia, si sta creando una perdita di fiducia verso gli asset del Sol Levante come conseguenza dell’ansia elettorale. “Questo sembra il caso in cui c’è un ‘cattivo’ aumento dei rendimenti”, ossia in cui “azioni, obbligazioni e yen del Giappone vengono venduti insieme”, ha affermato Marito Ueda, direttore generale del dipartimento di ricerche di mercato presso SBI Liquidity Market.

In realtà, gli investitori temono che la politica futura giapponese sarà improntata su un aumento della spesa pubblica e un alleggerimento fiscale, il che finirebbe per indebolire lo yen. “L’espansione fiscale del Giappone è qualcosa che non può essere evitato, indipendentemente da come andranno le cose (con le elezioni, n.d.r.)”, ha aggiunto Ueda.

 

Usd/Jpy: quali previsioni per i prossimi mesi?

Il voto in Giappone quindi potrebbe condizionare l’andamento dello yen nei prossimi mesi. Ueda vede il cambio Usd/Jpy salire a 152 se il governo dovesse perdere la maggioranza. La coppia di valute ha chiuso l’ultima seduta di contrattazioni a 148, mentre oggi cresce di circa mezzo punto percentuale a 148,75. Prima delle elezioni, “se usciranno altri sondaggi ancora peggiori per l’Ldp, c’è la possibilità che lo yen superi quota 150 per dollaro”, ha aggiunto Ueda.

Ancora più pessimista è Shoki Omori, chief desk strategist di Mizuho Securities a Tokyo, secondo cui “una massiccia perdita elettorale della coalizione di governo potrebbe indebolire lo yen fino a 155 contro il dollaro, un livello che non si vede da febbraio”. A suo avviso, “i mercati perderanno fiducia nello yen con l’espansione della spesa fiscale”. Diverso, però, è il discorso se il risultato per l’Ldp sarà migliore del previsto. A quel punto, Omori ritiene che la moneta potrebbe rafforzarsi portandosi a 144 per dollaro, con la maggioranza che sostiene l’esecutivo intatta.

Kumiko Ishikawa, analista senior di Sony Financial Group ha affermato che “se la coalizione di governo otterrà la maggioranza, ci potrebbe essere un rally di sollievo dello yen”. Tuttavia, l’esperto sottolinea che “il movimento sarà temporaneo”, in quanto “l’attenzione poi si sposterà su come Ishiba riuscirà a negoziare con il presidente Usa Donald Trump sui dazi”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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