Per quarant’anni, dal 1980 al 2020, l’investitore globale ha potuto contare su una combinazione quasi perfetta: globalizzazione, inflazione sotto controllo, tassi in discesa e Banche centrali pronte a intervenire. Un mondo in cui “bastava essere investiti”, ha ricordato Enzo Corsello, responsabile Italia di AllianzGI, nel corso della presentazione dell’outlook 2026 della casa di investimenti, con Massimiliano Maxia, senior Fixed income product specialist . Quel mondo non esiste più. A partire dal 2020 una serie di eventi ci hanno portato al mondo di oggi “in cui la volatilità è una costante” e “la politica è tornata a impattare sui mercati finanziari”. In questo contesto, per AllianzGI il 2026 sarà l’anno in cui verrà messa alla prova la capacità di diversificare e selezionare gli investimenti.
In questo articolo:
- L’economia K: bollettino di navigazione
- La politica nel 2026, tra guerre ed elezioni
- La parola d’ordine rimane qualità
- Diversificazione: AllianzGI guarda anche a emergenti e materie prime
L’economia K: bollettino di navigazione
Almeno da due anni si susseguono, periodicamente, allarmi su un’imminente recessione. Finora non si è palesata. Al contrario, l’economia globale ha mostrato capacità di resilienza e perfino l’Europa ha innestato una marcia superiore, al di là del rallentamento nella seconda metà del 2025. Tra i sostegni principali per l’economia globale Corsello cita le politiche fiscali espansive, che proseguiranno con le necessità di investimenti per le infrastrutture tecnologiche e di difesa, e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Il rischio, tuttavia, è che troppi rimangano indietro, ovvero imbocchino la strada in discesa della “K-shaped economy”. “Alcuni settori, imprese e fasce sociali continuano a crescere rapidamente, mentre altri restano indietro o arretrano” semplifica Corsello. Una frattura che si estende al mondo degli investimenti e deve essere presa in considerazione nella costruzione dei portafogli di investimento. Per la gestione attiva, e per i gestori capaci di selezionare i settori e i trend in crescita, è una grande opportunità.

La politica nel 2026, tra guerre ed elezioni
Politica e geopolitica, strettamente intrecciate con l’economia. Un groviglio che rende difficile capire dove sta andando il mondo. Gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, hanno iniziato il 2026 all’insegna dell’assertività. Venezuela, Iran, Groenlandia. I mercati finanziari, dopotutto, non hanno reagito male alle ultime mosse dell’amministrazione americana. Buon per il presidente Usa, che dovrà affrontare quest’anno le elezioni di midterm. Per Corsello ciò significa che Trump avrà un occhio di riguardo per il mercato azionario. Gli statunitensi hanno un’elevata quota di risparmi investiti in Borsa. Tutelare questi risparmi investiti può determinare il successo elettorale del tycoon.
Il quale, per il country head di AllianzGI, andrà oltre. “Possiamo aspettarci – ha spiegato – misure a favore dei consumatori e pressioni sul costo del credito”, quindi sui tassi di interesse. Per gli investitori, pertanto, non sono solo i fondamentali economici e aziendali a contare, ma anche i parametri politici, geopolitici e sociali. Tutto molto difficile, molto “instabile” come sottolinea Corsello.
La parola d’ordine rimane qualità
Dalla quantità dell’era in cui “bastava rimanere investiti” alla qualità che gli asset manager predicano nel mondo degli investimenti. Nel 2026 ciò varrà ancora di più. Con una bella sorpresa: l’Europa. “Il superamento dell’austerity tedesca ha aperto la strada a stimoli fiscali che rafforzano il potenziale di crescita dell’area, mentre le valutazioni restano più contenute rispetto agli Stati Uniti”. Già lo scorso anno l’Europa ha sovraperformato Wall Street e Corsello sottolinea come AllianzGI lo avesse previsto. Per l’eurozona, un ulteriore fattore di forza è dato dal “rendimento da dividendi, nettamente superiore rispetto a quello del mercato Usa”. Il dividendo, come le cedole obbligazionarie, è un asset apprezzato, capace di stabilizzare il portafoglio in fasi che, come detto, sono instabili.
Accanto alla componente azionaria, AllianzGI vede la presenza di obbligazioni con scadenza medie, sui 4 anni, sul credito europeo. Attenzione invece alle scadenze più lunghe sul debito pubblico, appesantito dalle emissioni che dovranno coprire gli ingenti investimenti infrastrutturali e nella difesa.
Diversificazione: AllianzGi guarda anche a emergenti e materie prime
Se Europa e Stati Uniti rappresentano, come sempre, il fulcro dei mercati finanziari, la diversificazione deve prendere in considerazione anche le “asimmetrie”. In questo i mercati emergenti vengono considerati da Corsello come una buona opportunità grazie a crescita, debolezza del dollaro, politiche monetarie che devono ancora prendere la china del rialzo. Tra le preferenze di AllianzGI le potenze tecnologiche dell’Asia, Taiwan in primis ma anche la Corea del Sud, che permettono di rimanere investiti sul tema dell’intelligenza artificiale senza subire gli sbilanciamenti delle Big tech Usa.
Infine, in un contesto instabile come quello attuale, le materie prime continueranno a fare bene. Per il country head di AllianzGI, considerati gli ingenti investimenti di cui già si è detto, da tenere d’occhio saranno i metalli industriali, tra i quali il rame e l’argento.









