Asset management: il futuro in 3 step secondo Franklin Templeton - Borsa&Finanza

Asset management: il futuro in 3 step secondo Franklin Templeton

I manager di Franklin Templeton suonano la campanella di avvio contrattazioni al Nyse

Il futuro dell’asset management sarà determinato dall’evoluzione di tre fattori che sono già all’opera oggi: lo sviluppo dei mercati privati, la tecnologia e il fintech, la personalizzazione estrema degli investimenti. Lungo queste linee ha deciso di muoversi Franklin Templeton che ha affrontato il tema “I prossimi 75 anni dell’asset management” nel corso di una conferenza stampa al Palazzo della Triennale di Milano. Lo spunto per l’iniziativa sono stati i 75 anni dalla nascita di Franklin Templeton, il 15 novembre 1947. È stato Michele Quinto, responsabile per l’Italia di Franklin Templeton, ha illustrare i 3 trend in atto nel mondo del risparmio gestito.

 

La democratizzazione dei mercati privati

L’interesse degli investitori per i private market è in crescita da alcuni anni ma finora a essere coinvolti sono stati soprattutto gli investitori istituzionali e il retail, quest’ultimo principalmente nella sua parte più patrimonializzata. Gli Stati Uniti, come spesso accade, precedono l’Europa, dove l’accelerazione si è avuta soprattutto grazie alla spinta proveniente dalla regolamentazione, con l’adozione degli Eltif, fondi chiusi che ricalcano le strategie del private equity e dei Pir. “Si comincia a parlare di democratizzazione anche da noi – ha commentato Michele Quinto – un concetto molto utilizzato negli Stati Uniti, dove esistono degli strumenti appositi come gli interval fund (nei quali il fondo offre periodicamente di ricomprare parte delle quote al valore del nav ndr). L’obiettivo è rendere più liquido e accessibile questo mercato”.

Alla domanda si contrappone un’offerta altrettanto interessata a questa evoluzione “basti pensare che mentre le masse gestite sul private sono quintuplicate, quelle sui mercati più liquidi si sono dimezzate” segnala Quinto che prosegue: “Dobbiamo pensare che oggi una società arriva alla quotazione in dieci anni, prima ce ne metteva tre. In questi dieci anni, però, la società cresce con ritmi elevati e genera importanti ritorni”.

Nell’ottica di espandere l’accessibilità del mercato private anche al retail e non solo a quello più patrimonializzato, Franklin Templeton – che già ha una quota di asset alternativi di circa 260 miliardi di dollari su 1.300 miliardi di patrimoni in gestione al 30 settembre 2022 – ha acquisito quest’anno Lexington Partners e Alcentra, attive rispettivamente nel private equity e nel private credit.

 

Un asset management sempre più tecnologico

La democratizzazione estrema dei mercati privati si avrà grazie alla tecnologia della blockchain. Michele Quinto ha parlato di “tokenizzazione” degli asset privati, ossia la loro dematerializzazione in una catena a blocchi e suddivisione in quote rappresentate da token. Non è un futuro così lontano, almeno per Franklin Templeton. L’asset manager americano con sede a San Matteo nella Silicon Valley ha già iniziato a sperimentare la tokenizzazione dei suoi fondi comuni. “I dipendenti di Clario, una controllata del gruppo negli Stati Uniti – ha spiegato il responsabile per l’Italia del gruppo – possono acquistare mediante un’app i token rappresentativi di fondi comuni, scambiarseli, venderli e utilizzarli per fare acquisti in negozi convenzionati. Stiamo lavorando molto sulla blockchain. Anche in Italia stiamo collaborando a livello istituzionale, con Assogestioni, per portare la tokenizzazione nel mondo dell’asset management”.

Secondo Quinto, la conoscenza “tradizionale” dei mercati di cui un asset manager può disporre oggi non sarà più sufficiente nel mondo digitale in cui stiamo entrando: “Per questo abbiamo creato un team specializzato che ci aiuti nello sviluppo delle blockchain, non solo le nostre anche quelle dei nostri clienti”. La tokenizzazione può riguardare infatti ogni aspetto del mondo, si possono tokenizzare fondi comuni, immobili, brevetti, per fare qualche esempio.

A questo sguardo su un futuro vicino si affianca quello verso la realtà del presente, dove la tecnologia è rappresentata dal fintech e dalle società più innovative. In entrambi i casi Franklin Templeton è molto attivo. “Stiamo investendo molto nel digital wealth management – ha spiegato Qunto – e nell’insurtech, anche se in Italia in minore misura in quanto il modello distributivo passa ancora in gran parte per il mondo bancario. Quanto alle società innovative, avendo sede nella Silicon Valley godiamo di un punto di osservazione privilegiato”. Nel campus di San Matteo Franklin Templeton ha creato un incubatore di imprese, EvoNexus, per accompagnarle nello sviluppo. Le startup, dopo la prima fase, possono essere aiutate nella crescita dal fondo di venture capital di Franklin Templeton e accompagnate alla quotazione o cedute ad altri “magari nostri clienti che ne trovano interessanti gli utili e le potenzialità. È un modello che abbiamo esportato anche a Singapore e vorremmo riproporlo anche in Europa” ha aggiunto Quinto.

 

Personalizzazione dei fondi comuni

La personalizzazione è un trend già in corso nel mondo dell’asset management, anche se riguarda in maggiore misura il mondo del private banking e del wealth management. Ma mentre oggi si personalizza la costruzione di un portafoglio o di una gestione patrimoniale, la visione futura di Franklin Templeton è giungere alla personalizzazione dei benchmark. Come ha spiegato Quinto “i consulenti finanziari potranno associare ai loro clienti un benchmark di riferimento personalizzato. Il passaggio successivo sarà la costruzione di ETF e fondi comuni personalizzati. È per questo che stiamo investendo tanto nell’Intelligenza artificiale e abbiamo acquisito società come Canvas e Noonum” è la conclusione del country head Italy di Franklin Templeton.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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