Attenti agli utili, potrebbero crollare del 30% nel 2023 - Borsa&Finanza

Attenti agli utili, potrebbero crollare del 30% nel 2023

Una strada a due corsie che si perde nella nebbia

La pazienza è una virtù. Lo è ancora di più sui mercati azionari. Eppure in questi giorni le Borse sembrano essersene dimenticate. Gli investitori non vedono l’ora che le Banche centrali svoltino nella loro politica monetaria, fermando o cambiando la direzione dei rialzi dei tassi di interesse. Per Robeco, che ha presentato ieri alla stampa il suo Outlook 2023, bisogna avere ancora pazienza prima di esporsi alle asset class più rischiose, anche perché prima di migliorare la situazione peggiorerà, soprattutto per gli utili aziendali.

 

Atterraggio duro, utili giù

Colin Graham, responsabile delle soluzioni multiasset di Robeco, ha spiegato che nel 2023 ci sarà un notevole miglioramento delle prospettive di rendimento per le principali asset class. Prima però, inflazione, tassi di interesse e dollaro dovranno raggiungere picchi significativi. E, soprattutto, bisognerà affrontare un atterraggio duro: “Riteniamo che la fiducia nella capacità degli istituti di emissione di prevenire una contrazione ciclica e predisporre un atterraggio morbido sia malriposta”.

Cattiva notizia o buona notizia? Le facce della medaglia sono due. È positivo il fatto che “le recessioni tendono a essere fortemente disinflazionistiche” come ha spiegato Graham. Una recessione potrebbe avvicinare i “picchi significativi” identificati da Robeco come necessari punti di svolta. È negativo il fatto che i profitti aziendali ne subiranno delle conseguenze, tanto che gli utili per azione subiranno un crollo del 20%-30% secondo l’asset manager.

 

Asset rischiosi? La svolta solo verso fine anno

Per Robeco i tempi non sono ancora maturi per esporsi agli asset più rischiosi. Bisognerà attendere la seconda parte dell’anno, quando il tasso di disoccupazione salirà al 5% e l’inflazione inizierà a scendere in maniera convincente. Si potrà allora iniziare ad assumere un’esposizione lunga alla duration nel reddito fisso, “prima di vedere dei ragionevoli punti di minimo nei mercati azionari e obbligazionari rischiosi”.

Se questo è lo scenario per i paesi sviluppati, per gli emergenti le cose dovrebbero andare meglio. Per Robeco l’azionario emergente, esclusa la Cina, potrebbe registrare un anno particolarmente positivo, favorito dall’attesa di un dollaro in discesa (dopo aver raggiunto il picco) e in virtù del fatto che le Banche centrali di questi paesi sono più avanti nella lotta all’inflazione, avendo iniziato prima ad alzare i tassi di interesse.

“Partendo dalle valutazioni e tenendo conto del livello effettivo dei tassi reali – spiega Robeco nel suo Outlook – nonostante il significativo de-rating avvenuto nel 2022 le valutazioni azionarie non hanno ancora toccato il fondo. Inoltre, la prossima recessione potrebbe rivelarsi meno mite. Confrontando le valutazioni high yield con quelle delle azioni, l’high yield sembra più interessante in questa fase. È prevedibile un importante punto di svolta nelle valutazioni delle attività rischiose nel 2024”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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