Azioni asiatiche: ecco dove investire per JP Morgan e Goldman Sachs

Azioni asiatiche: ecco dove investire per JP Morgan e Goldman Sachs

Azioni asiatiche: ecco dove investire per JP Morgan e Goldman Sachs

Alcune azioni asiatiche potrebbero essere una buona scelta di sicurezza per gli investitori secondo JP Morgan e Goldman Sachs, in un momento in cui il mondo intero è scosso dalla guerra Russia-Ucraina. Gli analisti delle 2 banche d’affari ritengono che per un decennio le azioni di quell’area siano state sottovalutate e quindi abbiano sottoperformato rispetto al resto. Oggi invece hanno delle buone chances per ripartire e quindi rappresentare delle interessanti opportunità d’acquisto.

Il sud-est asiatico infatti è più isolato dalle tensioni geopolitiche rispetto all’Europa, perché l’import da Russia e Ucraina è inferiore all’1% del totale. Anzi, il rally delle materie prime che ne consegue potrebbe essere un vento favorevole per la Regione. Inoltre, sarà difficile vedere un deflusso di capitali come quello osservato nel 2013 quando vi fu il taper tantrum a seguito dell’annuncio del tapering da parte della Federal Reserve, perché a giudizio di JP Morgan i bilanci dei Paesi ora sono molto più sani rispetto ad allora. Goldman Sachs sottolinea una maggiore resilienza in confronto al passato, per effetto di condizioni migliori e valute con prezzi interessanti.

 

Indonesia, Singapore e Vietnam: perché comprare le azioni

Nello specifico saranno da monitorare i titoli di 3 Paesi nell’ambito delle azioni asiatiche, per JP Morgan e Goldman Sachs: Indonesia, Singapore e Vietnam. Il Jakarta Composite indonesiano nel 2022 è aumentato di oltre il 7%, l’indice Straits Times singaporiano ha guadagnato oltre il 9%, mentre l’indice VN vietnamite è cresciuto dell’1%.

Le banche saranno un settore molte interessante, secondo Desmond Loh, gestore di portafoglio di JP Morgan Asset Management. La ragione sta nel fatto che la maggior parte della popolazione non ha una banca o usufruisce poco dei servizi bancari. Tuttavia, il settore privato e il Governo stanno facendo molto per sensibilizzare la popolazione e hanno guidato in maniera proattiva l’adozione del digitale per accelerare la penetrazione finanziaria.

Anche il settore delle materie prime è da tenere sott’occhio, per Loh. Infatti, il rally delle quotazioni è stato di grande supporto per le esportazioni indonesiane e per la bilancia commerciale della Nazione. Tutto ciò influirebbe positivamente sulla rupia indiana e nel breve sulla crescita dell’Indonesia.

Anche Timothy Moe, chief equity strategist di Goldman Sachs per l’Asia Pacific, considera l’Indonesia insieme a Singapore una buona opportunità. Le ragioni sono fondamentalmente 3. La prima consiste nello slancio economico e di crescita dei 2 Paesi che si stanno riprendendo dal Covid-19. La seconda riguarda i benefici nel settore bancario derivanti da una politica monetaria più restrittiva e quindi dall’aumento dei tassi d’interesse. La terza fa riferimento alla graduale emergenza delle imprese dell’economia digitale che vengono incluse negli indici azionari di Indonesia e Singapore.

Un terzo Paese da valutare con attenzione è il Vietnam, a giudizio di Loh di JP Morgan. L’esperto lo ha definito uno Stato negli ultimi anni molto resiliente in termini di economia e crescita. Oltre al fatto che il Vietnam è stato uno dei pochi ad aver registrato una crescita economica durante la fase pandemica. I settori sui quali andrebbero concentrati gli investimenti, secondo l’esperto, sarebbero le banche e i consumi di alta qualità.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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