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Azioni inglesi da comprare dopo i crolli di mercato?

Azioni inglesi da comprare dopo i crolli di mercato?

Le azioni inglesi sono in caduta libera da diverse settimane, con il FTSE 100 che si avvicina all’importantissimo supporto di 6.787 punti, al di sotto del quale la discesa potrebbe essere più pronunciata. Negli ultimi giorni, l’indice londinese ha risentito del calo generalizzato delle Borse mondiali a causa dell’inasprimento della politica monetaria della Banche centrali, dell’intensificarsi della crisi energetica e dell’esacerbarsi della guerra Russia-Ucraina per via del referendum lanciato da Mosca per l’annessione di alcuni territori occupati. Soprattutto, il mercato azionario britannico è stato destabilizzato dopo l’annuncio del piano di riduzione delle tasse da parte del Cancelliere del Regno Unito Kwasi Kwarteng che ha alimentato le speculazioni sul debito del Paese.

La risalita dei rendimenti obbligazionari ha rappresentato quest’anno il principale veleno per le azioni britanniche, in quanto prospetta uno scenario in cui l’economia del Regno Unito potrà finire in una recessione anche molto dura. Questa appare alquanto inevitabile, dal momento che l’inflazione sale rapidamente e, secondo le proiezioni, raggiungerà presto una crescita del 10-11%. Ciò significa che la Bank of England si troverà costretta ad alzare i tassi d’interesse più di quanto non lo abbia fatto finora, spingendo in questo modo ancora di più verso una contrazione economica.

 

Azioni inglesi da acquistare? Ecco cosa pensano gli analisti

Una buona parte degli scenari più tetri è stata scontata dal mercato, alla luce anche del fatto che la sterlina a inizio settimana ha segnato il suo minimo storico di 1,0350 in confronto al dollaro USA. La crisi delle obbligazioni che ha messo in allarme mutui e fondi pensione, nonché la capitolazione della valuta britannica, hanno portato la BoE a intervenire sul mercato con un accomodamento di due settimane per tentare di frenare la speculazione. Il messaggio che se ne può trarre è che l’istituto guidato da Andrew Bailey non necessariamente rimarrà imbullonato nelle sue posizioni estremamente aggressive quanto alla sua politica monetaria, ma sarà pronto a far sentire la sua presenza quando occorre.

La sfumatura da colomba potrebbe piacere agli investitori di azioni britanniche, che a questo punto potrebbero percepire il fondo da cui ripartire molto vicino. Quindi, è possibile pensare di comprare l’equity della Gran Bretagna adesso? Secondo Viraj Patel, senior strategist di Vanda Research, le azioni britanniche sono meno attraenti a causa degli alti rendimenti obbligazionari. “Penso che alcune di queste paure apocalittiche siano state in qualche modo esagerate, ma non penso che qualcuno voglia intervenire in questo momento e acquistare asset britannici sottovalutati”, ha affermato.

A giudizio di Alan Custis, responsabile azionario di Lazard Asset Management, vi sono delle opportunità per le blue chip britanniche con utili all’estero, perché beneficiano della sterlina debole. Inoltre, il FTSE 100 blue-chip è rinomato per i rendimenti alti dei dividendi, che per il 45% vengono pagati in dollari. Tuttavia, l’esperto rimarca il ruolo importante del mercato obbligazionario, che si intreccia con quello azionario. In sostanza, Custis ritiene che gli analisti azionari stanno osservando da vicino la volatilità dei Gilt perché dà indicazioni sul percorso dei rendimenti. L’esperto sottolinea che il mercato stia scontando in questo momento un tasso d’interesse terminale al 6%, mentre prima di questa settimana turbolenta pensava a un picco del 3,5%-3,75%. “Dove finiranno i tassi BoE sarà molto importante perché ciò avrà impatto sui tassi ipotecari e sulla spesa dei consumatori”, con riflessi sulle azioni britanniche.

Seema Shah, senior global investment strategist di Principal Global Investors, è parecchio dubbioso sulle azioni britanniche nel lungo termine. “Mentre per gli Stati Uniti penso che sia un clamoroso sì nei prossimi 10 anni, con le azioni che saranno più alte di dove sono oggi, per il Regno Unito vi è una domanda più grande”, ha detto.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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