Banca di Russia aumenta tassi per settima volta, Rublo in rialzo

Banca di Russia aumenta tassi per settima volta, Rublo in rialzo

La Banca di Russia aumenta i tassi per la settima volta, Rublo in rialzo

La Banca di Russia ha alzato di 100 punti base il costo del denaro, confermando così le attese del mercato delle scorse settimane. La Banca di Russia ha portato all’8,5% i tassi di interesse, continuando la battaglia contro l’inflazione che sta mettendo sotto pressione più di una banca centrale. Quello odierno è stato il settimo rialzo da inizio 2021, con l’istituto centrale di Mosca che ha lasciato aperta la porta a ulteriori aumenti. La Governatrice Elvira Nabiullina ha avvertito che la politica monetaria restrittiva della Banca Centrale non è terminata ancora, perché vi sono diversi fattori che fanno da contrasto alla lotta all’inflazione. Ad esempio in questo momento incidono molto la carenza di manodopera e le tensioni geopolitiche che interessano Russia e Ucraina, ma si allargano anche a Europa e Stati Uniti. La reazione sui mercati alle decisioni sui tassi è stata tutto sommato pacata, con il Rublo che guadagna lo 0,37% sul Dollaro americano e i rendimenti sui titoli del Tesoro a 10 anni in discesa di 7 punti base all’8,47%.

 

Banca di Russia: un’inflazione difficile da combattere

Dall’inizio dell’anno il tasso chiave della Bank of Russia è stato aumentato di ben 425 punti base, ma tale inasprimento non ha avuto grandi effetti per abbassare il carovita. Oggi l’inflazione russa viaggia a un livello dell’8,4% annuale, praticamente il doppio di quello che è l’obiettivo di Mosca per la fine del 2022. Ultimamente Vladmir Putin è intervenuto invitando le istituzioni a fare di tutto per riportare in linea i prezzi dei beni al consumo con l’anno che verrà.

La risposta di Nabiullina non si è fatta attendere, però la sensazione generale è che se non vi è il contributo politico del Governo soprattutto sul fronte energetico la situazione rischia di incancrenirsi. Le querelle con l’Europa sul gasdotto Nord Stream 2 con ogni probabilità saranno destinate a continuare ancora a lungo, con il pericolo di degenerare nel caso in cui Putin dovesse invadere l’Ucraina.

Le quotazioni del gas naturale è uno dei fattori chiave che influiscono sulla lievitazione dei prezzi e il mantenimento di uno status quo dove le posizioni dei vari schieramenti rimangono intatte difficilmente potrà impedire una nuova impennata del valore della materia prima nel 2022.

Tutto ciò mette anche sotto pressione il debito pubblico russo, perché il continuo aumento dei tassi spinge in alto i rendimenti e quindi il costo dell’indebitamento, arrivato al livello più alto dal 2018. Al contrario, il Rublo continua a rafforzarsi e segna uno dei migliori risultati quest’anno sul mercato delle valute emergenti. Questo però potrebbe non durare, soprattutto se ci dovesse essere un’escalation di tensioni sul fronte ucraino.

 

Il parere degli analisti su aumento tassi

Gli analisti prendono atto della linea dura adottata dalla Banca Centrale in questo frangente. Natalia Orlova, capo economista di Alfa-Bank, asserisce che l’obiettivo di Nabiullina di riportare l’inflazione al 4,0%-4,5% alla fine del 2022 sia molto audace, perché nel frattempo le pressioni sul mercato del lavoro sono aumentate. Scott Johnson di Bloomberg Economics invece sostiene che l’inflazione è destinata a rallentare, ma la Banca di Russia non lo dà per scontato e quindi la guida rimane improntata a un atteggiamento da falco. L’esperto tuttavia sottolinea che questo potrebbe essere l’ultimo rialzo dei tassi del ciclo.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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