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Banche cinesi bocciate da Goldman Sachs, azioni giù in Borsa

Banche cinesi: arriva downgrade di Goldman Sachs e azioni crollano in Borsa

Giornata negativa alla Borsa di Hong Kong per le azioni delle banche cinesi. L’indice Hang Seng Mainland Banks è precipitato del 3,57%. A innescare il sell-off è stato il downgrade di Goldman Sachs sui principali istituti di credito del paese. Nello specifico, la big bank americana ha declassato Agricultural Bank of China (-2,90%) da neutral a sell, Industrial and Commercial Bank of China (-1,91%) e Industrial Bank (-0,51%) da buy a sell.

La motivazione della bocciatura è l’esposizione delle banche cinesi al debito del governo locale e il rischio che ne deriva per gli utili.  Peraltro in Cina, a differenza di quanto accade in Europa e Stati Uniti, tutto il settore bancario è sotto pressione per via della riduzione dei tassi d’interesse da parte della People’s Bank of China che cerca in tal modo di  rilanciare la ripresa economica. L’effetto dell’abbassamento dei tassi è la riduzione dei margini ai minimi storici per gli istituti di credito.

Gli analisti di Goldman Sachs hanno anche sollevato il problema dei dividendi. Le banche cinesi coperte dagli analisti della banca d’affari USA potrebbero diminuire la cedola di 2 punti percentuali nel 2023, al 4-6%. “Gli obiettivi di distribuzione dei dividendi potrebbero essere sottoposti a crescenti pressioni, a causa di una crescita degli utili più debole e di elevati requisiti di adeguatezza patrimoniale” hanno scritto gli analisti nel rapporto.

 

Banche cinesi: le azioni vanno comprate?

Quello dell’esposizione al debito governativo è un problema di vecchia data per le banche cinesi. I governi locali utilizzano gli LGFV – veicoli di finanziamento statali – per sostenere le spese sulle infrastrutture e per la crescita economica. Sulla base delle stime del Fondo monetario internazionale, il debito complessivo ha raggiunto una cifra monstre di 9.000 miliardi di dollari, il che mette a repentaglio il sistema finanziario della Cina. Per ridurre i rischi soprattutto dei piccoli istituti di credito, secondo Goldman Sachs, le sei maggiori banche del paese potrebbero assumere maggiore debito governativo ma questo non farebbe altro che erodere i loro margini.

L’analisi della banca newyorchese non è del tutto condivisa tra gli analisti. Secondo Mark Dong, direttore generale di Minority Asset Management a Hong Kong, “l’esposizione delle banche cinesi ai debiti dei governi locali non è una novità” e anche se ci dovesse essere un peggioramento della situazione debitoria statale “alle banche potrebbe non essere chiesto dal governo di sostenere la maggior parte dei costi”.

Sulla stessa linea si trova Jian Shi Cortesi, direttore degli investimenti di GAM Investments, che vede un impatto limitato sugli utili dall’esposizione degli istituti di credito al debito governativo. “Non mi aspetto che, se il debito del governo locale andasse in difficoltà, siano le banche a sostenerne il costo” ha detto. L’esperto quindi non consiglia agli investitori di evitare le banche cinesi, sia perché queste hanno effettuato adeguati accantonamenti per eventuali perdite su capitale e prestiti, sia perché le valutazioni sono interessanti negoziando a 3-4 volte gli utili.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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