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Banche europee: ad aprile 1 miliardo di perdite per i venditori allo scoperto

Banche europee: i venditori allo scoperto hanno perso $ 1 miliardo ad aprile

Puntare contro le banche europee sull’onda della crisi finanziaria non è stata una buona idea. I venditori allo scoperto ci hanno rimesso circa 1 miliardo di dollari finora nel mese di aprile, secondo la società di analisi Ortex. Contrariamente a quanto avvenuto nel mese di marzo, durante il quale avevano realizzato guadagni per 2,7 miliardi di dollari. Dai minimi di marzo, però, le azioni degli istituti finanziari del Vecchio continente hanno iniziato un rally importante, con l’indice STOXX European Banks che è salito del 18%.

Gli short seller hanno confidato nel fatto che le turbolenze bancarie seguite al salvataggio di emergenza di Credit Suisse mediante fusione con UBS sarebbero continuate. I ribassisti pensavano che altre grandi banche europee potessero essere coinvolte, anche in considerazione di quanto stava accadendo contemporaneamente negli Stati Uniti, dove una dopo l’altra erano cadute Silvergate Capital, Silicon Valley Bank e Signature Bank, mentre First Republic Bank lottava tra la vita e la morte.

Inoltre, come dimostra un sondaggio di Bank of America, i gestori di fondi hanno ridotto l’esposizione bancaria nel mese di aprile ai minimi da maggio 2020, in virtù di un’aspettativa di recessione nell’economia europea. A tutto ciò si aggiungono le preoccupazioni per il mercato immobiliare, con molti istituti di credito che hanno un’esposizione significativa sugli immobili commerciali. Ortex rileva che tra le banche più vendute sul mercato europeo figurano BNP Paribas, Santander e ABN. Tutte però hanno dimezzato le loro perdite dall’inizio di marzo.

 

Banche europee: cos’è andato storto per i venditori allo scoperto

Le banche europee si sono riprese bene probabilmente sia perché il rischio di un possibile contagio si è attenuato, sia perché gli investitori cominciano a prendere in considerazione la possibilità che la Banca Centrale Europea rialzi ancora i tassi di interesse per contrastare un’inflazione ancora resistente. Con tassi più elevati le aziende di credito possono rafforzare il loro business principale grazie a una maggiore redditività del margine di interesse netto.

“I rialzi dei tassi hanno aumentato significativamente il reddito da interessi e questo non diminuirà. Non è ancora il momento di lasciare i finanziari fuori dal proprio portafoglio”, ha dichiarato Carlo Franchini, responsabile della clientela istituzionale di Banca Ifigest a Milano. Secondo James Rutland, gestore di fondi presso Invesco a Londra, “le banche non riescono a riflettere l’impatto positivo dei tassi di interesse finora, hanno basi di capitale molto più forti di quelle che hanno avuto in altri periodi di debolezza economica e quindi la BCE ha continuato ad approvare i riacquisti di azioni”.

Ora sarà molto importante verificare lo stato di salute del settore bancario europeo con i risultati delle trimestrali, soprattutto per misurarne la resilienza di fronte alle turbolenze di marzo e le condizioni dell’attivo in rapporto a una recessione incombente. Secondo gli analisti di Refinitv, le banche europee riporteranno utili in crescita del 31% in media nel primo trimestre. Mentre, per l’intero anno la stima risulta essere di un aumento del 19,5%.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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