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Banche europee: remunerazioni per gli azionisti oltre 120 miliardi di euro

Banche europee: le remunerazioni per gli azionisti oltre i 120 miliardi di euro

Quest’anno gli azionisti delle banche europee potranno contare su oltre 120 miliardi di euro di remunerazioni sul 2023, suddivise in 74 miliardi di euro di dividendi e 47 miliardi di euro di buyback (dati UBS). Questo è quanto risulta finora dalle dichiarazioni degli istituti di credito in occasione del rilascio dei conti dell’anno passato e rappresenta un incremento del 54% rispetto ai ritorni dell’anno precedente. Non solo. Dal 2007 a oggi si tratta del più alto rendimento mai ottenuto dagli azionisti.

I soci delle banche europee negli anni passati hanno subito la pressione del divieto da parte della Banca centrale europea di distribuzione dei dividendi e del riacquisto di azioni proprie conseguentemente alla pandemia. Dal 2020 a oggi sono stati i riacquisti a crescere di più, dopo che fino ad allora il loro aumento era risultato molto lento. Le turbolenze pandemiche che hanno ridotto le quotazioni dei titoli bancari hanno finito per creare delle occasioni per le aziende di credito di riacquistare le proprie azioni a prezzi più contenuti.

 

Banche europee: ecco le migliori remunerazioni per gli azionisti

Da quando la BCE ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse nel luglio 2022, le banche europee hanno accumulato circa 100 miliardi di euro di redditività netta da interessi, data dalla differenza tra ciò che incassano in termini di rendimento da mutui e prestiti e quanto pagano sui depositi dei clienti. Questo ha incoraggiato gli istituti finanziari a premiare gli azionisti.

In particolare, Unicredit ha promesso di restituire 8,6 miliardi di dollari, ovverosia tutto l’utile conseguito nel 2023. La rivale Intesa Sanpaolo ha deciso di distribuire dividendi per un totale di 5,4 miliardi di euro per un payout ratio del 70%, oltre al riacquisto di azioni proprie per circa 55 centesimi di punto di Common Equity Tier 1 Ratio. Banca MPS ha annunciato il primo dividendo degli ultimi 13 anni, mentre Deutsche Bank e Banco Santander hanno dichiarato l’intenzione di aumentare le cedole.

Uscendo dall’Unione europea, in Gran Bretagna la scorsa settimana Barclays si è impegnata a distribuire agli azionisti circa 10 miliardi di sterline nei prossimi tre anni, mentre Standard Chartered ha annunciato la restituzione di 5 miliardi di dollari. In Svizzera, invece, UBS aumenterà il dividendo del 27% a 70 centesimi per azione. La mossa sarà accompagnata dal riacquisto di azioni proprie fino a 1 miliardo di dollari nel 2024, dopo che il piano di buyback è stato sospeso per la fusione attuata lo scorso anno con Credit Suisse.

 

Dividendi e buyback saranno sostenibili?

La domanda che in molti si fanno in questo momento è se effettivamente i premi che le banche europee stanno distribuendo agli azionisti attraverso dividendi e buyback siano sostenibili. Tra gli investitori serpeggia una certa cautela. “Le banche hanno bisogno di rendimenti elevati e sostenibili, ma c’è un punto interrogativo sulla sostenibilità”, ha dichiarato Anton Roman, gestore di portafoglio del fondo Axiom European Banks Equity”.

A giudizio di Lars Förberg, socio dirigente di Cevian Capital, investitore attivista in UBS, “negli ultimi anni, il settore bancario europeo ha migliorato notevolmente la propria redditività, ridotto i rischi e ricostruito la propria base di capitale a livelli che superano di gran lunga i requisiti normativi. Tuttavia, nel complesso è valutato come se fosse peggiore di prima, non migliore”.

Alcuni analisti ritengono che, con il taglio dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali, le entrate degli istituti di credito si ridurranno per ciò che attiene il core business. Giocoforza, il livello dei rendimenti per gli azionisti sarà destinato a scendere. “Le banche hanno significativamente aumentato il rendimento del capitale per gli azionisti ma potrebbe essere al massimo” ha affermato l’analista di JPMorgan Chase, Mislav Matejka. “Il regolatore potrebbe non perdonare una distribuzione di liquidità molto più favorevole per gli investitori in futuro”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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