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Banche USA: ecco cosa aspettarsi dalla stagione delle trimestrali

Banche USA: ecco cosa aspettarsi dalla stagione delle trimestrali

Le banche USA, come da tradizione, sono pronte a inaugurare la stagione degli utili a Wall Street. Questa settimana ai nastri di partenza vi saranno JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup e Wells Fargo che pubblicheranno le trimestrali il 14 ottobre. Poi sarà la volta di Bank of America che rivelerà i dati il 17 ottobre e Goldman Sachs che entrerà in scena il 18 ottobre. Si tratta di una tornata di risultati particolarmente significativa per le indicazioni che potrà dare alla luce di tutto quello che è accaduto nel corso dell’anno. Con l’inflazione a livelli storicamente elevati e una recessione probabile, gli istituti finanziari sono gli osservati speciali, perché rappresentano il termometro della situazione e di  come potrebbe evolversi. Non vi è stata crisi economica che non abbia impattato in qualche modo sul sistema finanziario. Anzi, a volte è proprio quest’ultimo che ha innescato la crisi, come avvenne nel 2008.

Negli anni seguenti al 2008, tuttavia, un’accurata opera di patrimonializzazione delle banche USA, insieme a una vigilanza più stretta della Federal Reserve, ha creato un sistema bancario più resiliente alle tempeste economiche e finanziarie. Sotto questo profilo vi è un certo ottimismo in vista delle trimestrali. Bisognerà però valutare quanto sia stata forte l’impatto della FED con la sua politica monetaria aggressiva per sconfiggere l’inflazione. In altri termini il quesito a cui dare risposta è su quanto sia profondo il solco scavato nell’economia dai tassi di interesse elevati e come si sia riflesso sulle attività bancarie.

 

Banche USA alla prova trimestrali: cosa prevedono gli analisti

Dalle trimestrali delle big bancarie USA tutti si attendono un miglioramento della redditività del margine d’interesse. I tassi di riferimento più alti si sono riflessi con una tempistica breve sui tassi applicati ai mutui delle famiglie e ai finanziamenti delle imprese. La stessa cosa non si può dire riguardo i tassi riconosciuti ai depositanti che si sono adeguati in maniera più lenta e limitata. Tutto ciò ha un rovescio della medaglia: oneri di finanziamento più alti implicano una richiesta minore di mutui e prestiti, mettendo in difficoltà una componente del business bancario essenziale.

Inoltre, per coloro che hanno richiesto finanziamenti a tassi variabili cresce il rischio di non riuscire rimborsare il capitale preso a prestito. In tal caso le banche potrebbero ritrovarsi in bilancio una quantità maggiore di crediti inesigibili. I dirigenti delle banche USA hanno affermato che la qualità del credito rimane eccellente, con insolvenze al di sotto delle medie storiche e con i clienti che hanno accumulato enormi risparmi durante la pandemia. Gli analisti, inoltre, sostengono che almeno i grandi istituti bancari appaiono ben posizionati per resistere a una recessione economica, come hanno dimostrato gli stress test della FED. “Le banche entrano in questo periodo di incertezza in una posizione di forza”, ha dichiarato Jason Goldberg, analista bancario di Barclays.

Tuttavia, per le sei principali banche d’affari statunitensi, gli analisti in media stimano un calo degli utili trimestrali del 22%. JP Morgan, BofA, Citi e Wells Fargo vedrebbero una crescita dei ricavi su base annua, grazie all’aumento del margine d’interesse. Goldman Sachs e Morgan Stanley avrebbero ricavi in calo perché più dipendenti dall’attività di investment banking. Secondo Christian Bolu, analista di Autonomous Research, l’investment banking tradizionale è molto debole, con i mercati dei capitali azionari che sono diminuiti in modo abbastanza significativo. A registrare ottime performance invece dovrebbe essere la divisione del trading azionario e obbligazionario, grazie all’alta volatilità dei mercati. “Il trading, in generale, dovrebbe aumentare modestamente rispetto al terzo trimestre dello scorso anno, che è stato un trimestre particolarmente forte”, ha detto Goldberg di Barclays.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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