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Banche USA: JPMorgan, perché le azioni potrebbero diventare non investibili

Banche USA: JPMorgan, perché le azioni potrebbero diventare non investibili

Con le nuove regole sul capitale proposte a luglio dalla Federal Reserve le azioni delle banche USA potrebbero diventare non investibili. È il parere di JPMorgan Chase espresso dall’amministratore delegato Jamie Dimon nel corso di una conferenza sul settore bancario organizzata da Barclays a New York. Le norme, in attuazione delle riforme di Basilea III, finirebbero per rendere più onerosi i prestiti per i mutuatari. Di conseguenza le attività di finanziamento delle banche USA rischierebbero di subire un colpo rilevante, dirigendosi verso settori meno regolamentati. “La proposta di chiedere alle banche di accantonare più capitale per proteggersi dal rischio è  estremamente deludente e evidenziato una mancanza di trasparenza da parte delle autorità di regolamentazione” ha detto Dimon.

Secondo le norme proposte dalla Fed, gli istituti finanziari sarebbero tenuti a detenere un capitale extra di 2 dollari per ogni 100 dollari di attività ponderate per il rischio. Dimon ha precisato che JPMorgan dovrebbe detenere il 30% di capitale in più rispetto a una banca europea. La Fed come di consueto ha aperto il dibattito in merito alle modifiche proposte in un avviso di regolamentazione proposta (NPR). Tuttavia l’ad del gigante finanziario newyorchese si è mostrato molto diffidente: “Pensate che le NPR faranno al differenza? Alla fine faranno comunque quello che vogliono” ha dichiarato in toni schietti.

Dimon ha anche riferito che JPMorgan sta riacquistando azioni a un livello più basso rispetto a quanto faceva prima e potrebbe continuare fino al 2024, poiché “la banca ha il capitale per aderire alle nuove regole”.

 

Banche USA: il malumore generale sulla proposta della Fed

La proposta della Fed ha incontrato il disappunto anche dei top manager di altre aziende di credito. Nella stessa conferenza ospitata da Barclays, Alastair Borthwick, direttore finanziario di Bank of America, ha detto che il testo della Fed implica che gli asset ponderati per il rischio sarebbero conteggiati due volte in alcuni casi e ciò potrebbe produrre l’effetto di una limitazione dei prestiti bancari. La scorsa settimana si era espresso anche David Solomon, amministratore delegato di Goldman Sachs: “Queste nuove regole sul capitale sono andate troppo oltre. Faranno male alla crescita economica senza migliorare materialmente la sicurezza e la solidità” ha affermato.

L’iniziativa dell’istituto guidato da Jerome Powell non ha raccolto entusiasmo nemmeno tra alcuni funzionari illustri dell’autorità monetaria. “Sono preoccupato perché la proposta odierna di Basilea III aumenterà il costo del credito e impedirà il funzionamento del mercato senza chiari benefici per la resilienza del sistema finanziario” ha detto Christopher Waller, membro del Consiglio dei governatori della Federal Reserve.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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