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BCE, Holzmann: ecco perché taglierà i tassi dopo la Fed

BCE: Holzmann, ecco perché taglierà i tassi dopo la Fed

La BCE taglierà i tassi di interesse dopo la Fed. In un’intervista alla carta stampata, il governatore della Banca centrale austriaca e membro del Consiglio direttivo dell’Eurotower, Robert Holzmann, ha dichiarato di non avere dubbi sul fatto che l’Europa seguirà con un certo ritardo le mosse degli Stati Uniti in tema di politica monetaria. “In genere la Federal Reserve è sempre avanti di circa sei mesi, quindi presumo che anche stavolta noi seguiremo con ritardo. Non vedo circostanze che ci portino a tagliare prima” ha dichiarato.

Le osservazioni di Holzmann arrivano nel pieno di un dibattito su quando la Banca centrale europea muoverà i primi passi verso un accomodamento monetario. Questo mese, in occasione dell’ultima riunione di politica monetaria, l’istituto guidato da Christine Lagarde non ha lasciato molte speranze su un taglio ravvicinato dei tassi di interesse. Tuttavia i membri del Comitato di politica monetaria appaiono concordi sul fatto che l’inflazione si stia ritirando verso l’obiettivo di lungo termine del 2%. Questo ha spinto alcune “colombe” della BCE a proporre un colpo di forbice già a marzo o, al più tardi, ad aprile. Sembra improbabile però che il prossimo mese lo status quo venga modificato, perché la maggioranza all’interno del board vuole maggiore garanzie su una discesa stabile dei prezzi al consumo.

A preoccupare sono i prezzi dei servizi, più sensibili all’aumento dei salari rispetto a quelli del settore manifatturiero. Il timore che si possano innescare nuove spirali inflazionistiche ha indotto banchieri centrali come Holzmann alla prudenza. L’economista, inoltre, ha citato le tensioni nel Mar Rosso come possibile “situazione esplosiva”, avvertendo che se lo scenario dovesse degenerare “i prezzi del petrolio salirebbero enormemente”.

 

BCE: Schnabel, atterraggio morbido a portata di mano

L’appuntamento è per il 7 marzo, quando i membri della BCE si riuniranno per decidere quando attuare il primo taglio dopo la sfilza di rialzi che hanno portato il tasso di riferimento al 4,5%. I mercati  suggeriscono che il momento tanto atteso potrebbe arrivare a giugno, con una probabilità del 25% di vedere una prima mossa già ad aprile. Al primo taglio Fed a giugno viene attribuita una probabilità del 70%, anche se luglio è visto come il mese più indicato.

Intanto l’economista tedesca Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, parlando al pubblico dell’Università Bocconi di Milano, ha evidenziato alcuni segnali che indicano come l’economia europea stia toccando il fondo a seguito della campagna di inasprimento monetario senza precedenti. Schnabel ha parlato di “atterraggio morbido a portata di mano”, il che sarebbe importante viste le premesse che paventavano una recessione nell’eurozona. “Potremmo essere in grado di raggiungere questo obiettivo ed è qualcosa su cui stiamo lavorando, ma dobbiamo essere cauti. Ci sono ragioni per cui l’ultimo miglio è più difficile”, ha affermato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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