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BCE: i mercati ora prevedono tassi al 3,75%, ecco perché

BCE: i mercati ora prevedono tassi al 3,75%, ecco perché

La BCE aumenterà i tassi d’interesse ai massimi storici. È quanto risulta dal mercato degli swap, secondo cui gli investitori ora prevedono un balzo dei tassi sui depositi al 3,75% entro settembre, ovvero di 1,25 punti percentuali in più rispetto all’attuale livello del 2,5%. Per rivedere una soglia così alta bisogna fare un salto indietro nel tempo di oltre 20 anni, ossia al 2001, quando l’euro era stato lanciato da poco. Per otto anni l’Eurotower era stato tra gli istituti centrali più accomodanti, avendo tenuto i tassi sui depositi in negativo, prima dell’arrivo di un’inflazione dirompente che ha costretto a stringere sul costo del denaro.

Per qualche mese si è pensato che quest’anno la Banca centrale guidata da Christine Lagarde potesse essere molto più aggressiva della Federal Reserve nel 2023, essendo che quest’ultima si è mossa prima sul fronte dei tassi ed erano arrivati segnali di raffreddamento dell’inflazione USA più chiari rispetto a quanto accadeva in Europa. Adesso, dopo gli ultimi dati sul carovita e sul mercato del lavoro statunitensi, tale convinzione è venuta meno.

Ciò non toglie però che il mercato si aspetti una BCE falco per tutto l’anno, anche e soprattutto alla luce di segnali macro che mostrano un’economia dell’eurozona sorprendentemente resiliente. Da un lato le temperature invernali miti e il riempimento degli stoccaggi del gas che hanno allontanato una nuova crisi energetica, dall’altro la riapertura della Cina dopo i blocchi Covid, hanno trasmesso anche maggiore fiducia sull’economia del Vecchio continente. Questo spiana la strada al board di Francoforte per continuare diretto ad alzare i tassi d’interesse.

 

Il mercato del lavoro la chiave per l’inflazione

In settimana Lagarde ha dichiarato che la BCE sta “esaminando i salari molto da vicino”, in quanto un forte aumento del costo del lavoro manterrebbe una certa pressione sui prezzi, poiché le aziende tendono a trasferire il maggiore costo ai consumatori e la domanda tende a crescere con un reddito maggiore. Secondo i dati riportati dalla Banca centrale irlandese, nei 20 paesi che fanno parte dell’Eurozona i salari sono cresciuti di quasi il 5% negli ultimi mesi.

I sindacati stanno pressando per ottenre aumenti in busta paga, con l’inflazione europea ancora all’8,5%. Addirittura l’FNV, il più grande sindacato olandese, chiede che i salari salgano del 16,9% per i lavoratori dei trasporti, mentre il sindacato tedesco Ver.Di vuole un aumento del 10% per 2,5 milioni di lavoratori nel settore pubblico. Tutto ciò inevitabilmente rischia di innescare una spirale inflazionistica. “C’è il pericolo che l’inflazione si riveli più persistente di quanto non sia attualmente prezzato dai mercati finanziari”, ha affermato Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE.

 

Gli economisti alzano le previsioni sui tassi BCE

In questo contesto gli economisti non vedono spazi di accomodamento della Banca con sede a Francoforte. “È davvero sorprendente vedere la BCE ora apparire come la più aggressiva delle grandi Banche centrali”, ha detto Sandra Phlippen, capo economista della banca olandese ABN Amro. Secondo Frederik Ducrozet, responsabile della ricerca macroeconomica di Pictet WM, i tassi sui depositi raggiungeranno il picco del 3,5%, ma “la BCE potrebbe essere ancora in modalità restrittiva entro settembre e questo ti porta vicino a un tasso di deposito del 4%“. L’esperto ha aggiunto che “anche le colombe più moderate nella BCE parlano di una serie di aumenti dei tassi”.

A giudizio di Konstantin Veit, gestore di portafoglio presso l’investitore obbligazionario PIMCO, “la performance dell’economia è ovviamente una buona notizia nel breve termine per l’eurozona, ma per la BCE potrebbe suggerire più lavoro da fare sui tassi ufficiali”. La scorsa settimana Goldman Sachs, Barclays e Berenberg hanno alzato al 3,5% le loro stime sui tassi dei depositi, mentre oggi Deutsche Bank ha aumentato le sue previsioni al 3,75%.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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