Il meeting della Bce di questa settimana, previsto per il 5 febbraio, sarà probabilmente un’altra riunione senza particolari novità. Christine Lagarde dovrebbe ribadire che l’attuale orientamento della politica monetaria resta adeguato e che il quadro rimane caratterizzato da un elevato grado di incertezza.
I dati macroeconomici più recenti si sono mantenuti in linea con le proiezioni di dicembre della Banca centrale europea, sia sul fronte della crescita sia su quello dell’inflazione, rafforzando l’idea di una fase di stabilizzazione dopo il ciclo di allentamento monetario avviato nel corso del 2024. Anche l’assenza di nuove proiezioni macroeconomiche dello staff in questa riunione contribuisce a ridurre i margini per un cambiamento nel tono della comunicazione.
In questo articolo:
- Bce: tassi fermi e approccio prudente
- Cambio euro-dollaro sotto osservazione
- Inflazione al target, attenzione ai segnali sottostanti
Bce: tassi fermi e approccio prudente
Sul fronte dei tassi, il consenso tra i gestori resta ampio. Pimco si attende che la Bce mantenga invariato il tasso sui depositi al 2% per la quinta riunione consecutiva, in un contesto di inflazione sostanzialmente in linea con l’obiettivo, crescita prossima al trend e mercati del lavoro ancora solidi. Secondo il portfolio manager Konstantin Veit, queste condizioni lasciano alla Banca centrale poche ragioni per modificare l’impostazione della politica monetaria nel breve termine, nonostante il dibattito ancora aperto sui rischi inflazionistici di medio periodo. Una valutazione analoga emerge anche da Crédit Mutuel AM. François Rimeu, senior strategist, evidenzia come la comunicazione della Bce sarà orientata a preservare la massima flessibilità, evitando qualsiasi forward guidance esplicita e mantenendo un’impostazione strettamente dipendente dai dati.
Secondo Carmignac, l’economia dell’area euro ha mostrato una resilienza superiore alle attese iniziali, grazie allo slancio del settore dei servizi e a una graduale stabilizzazione della manifattura, in particolare nei comparti legati alla difesa. In questo contesto, i mercati stanno prezzando una pausa prolungata della Bce, con aspettative di tagli molto contenuti nel 2026 e una possibile risalita dei tassi solo verso la fine del 2027. Kevin Thozet, membro del comitato investimenti, sottolinea inoltre come i mercati dei tassi europei restino interessanti anche come strumento di copertura, soprattutto alla luce della marcata sottoperformance rispetto ai tassi statunitensi osservata nel corso del 2025 lungo l’intera curva, sia in termini nominali sia reali. Una divergenza che si era ampliata dopo le dichiarazioni di Isabel Schnabel, in passato percepite come orientate a un possibile rialzo dei tassi, ma che da allora si è parzialmente riassorbita con un tono più sfumato da parte dell’esponente del board Bce.
Cambio euro-dollaro sotto osservazione
Uno dei temi centrali del confronto con i mercati sarà l’andamento del cambio. Secondo diverse case di gestione, Francoforte riconoscerà i movimenti recenti dell’euro senza attribuire loro implicazioni immediate per la politica monetaria. Veit sottolinea come il rafforzamento dell’euro sia stato finora moderato e riconducibile in larga parte a un indebolimento generalizzato del dollaro statunitense, più che a una dinamica specifica della valuta unica. In termini di cambio effettivo ponderato per il commercio, l’apprezzamento resta infatti limitato, nonostante il movimento più marcato contro il dollaro Usa. Una lettura più articolata arriva da Carmignac, che osserva come l’euro ha recentemente superato la soglia di 1,20 contro il dollaro, un livello che non si vedeva dal 2021, segnando un apprezzamento di circa il 17% rispetto ai minimi del 2025, con un’accelerazione significativa nelle ultime settimane. Un livello che in passato era stato indicato dal vicepresidente della Bce Luis de Guindos come area di attenzione e che, se accompagnato da un rafforzamento rapido e persistente, potrebbe incidere sulle prospettive di inflazione e crescita dell’area euro.
Inflazione al target, attenzione ai segnali sottostanti
In questa fase l’inflazione si mantiene in linea con l’obiettivo del 2%, mentre la crescita resta prossima al suo potenziale, sostenuta dalla domanda interna. Le prospettive sui prezzi appaiono nel complesso equilibrate, pur in presenza di differenze di valutazione all’interno del Consiglio direttivo. Secondo Allspring Global Investments, l’inflazione è ormai prossima al target e il recente apprezzamento dell’euro potrebbe contribuire a una moderata attenuazione delle pressioni sui prezzi nel corso dell’anno. La casa di gestione evidenzia inoltre come la Bce stia valutando l’impatto dello stimolo fiscale sui comportamenti di spesa, in un contesto in cui la crescita salariale mostra segnali di rallentamento. In questo scenario, la banca centrale continua a privilegiare un approccio prudente, mantenendo i tassi invariati e osservando l’evoluzione di crescita e inflazione senza vincoli predefiniti sul prossimo orientamento di politica monetaria.









