BCE: per Lagarde tassi d'interesse non saranno aumentati nel 2022
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BCE: per Lagarde tassi d’interesse non saranno aumentati nel 2022

Tassi BCE: per Lagarde fermi per tutto 2022

Ieri sera la Fed ha dato il via ufficiale al tapering

, con un graduale rientro del piano di acquisti introdotto nel 2020 che dovrebbe portare a giugno 2022 alla fine degli acquisti. La Banca centrale USA non ha invece toccato la leva dei tassi di interesse. E in Europa, cosa attendersi da qui alla fine del prossimo anno? “Nell’Eurozona per il momento i tassi non si toccano”. È stata questa la sentenza di Christine Lagarde in occasione del 175esimo anniversario del Banco de Portugal.

Il numero uno della BCE ha così smentito quanti ipotizzavano che nel 2022 l’Eurotower potesse iniziare a ritoccare il costo del denaro in concomitanza con la fine dell’utilizzo del PEPP. Adesso non ci sono le condizioni perché ciò avvenga, ha ribadito l’ex-FMI, ponendosi in una posizione leggermente diversa da quella ormai assunta dalla Federal Reserve. L’istituto guidato da Jerome Powell potrebbe innalzare il tasso ufficiale di sconto almeno di 50 punti base nella seconda parte del prossimo anno, con la fine del tapering.

 

Tassi BCE: politica monetaria rimarrà accomodante anche dopo l’emergenza

Lagarde ha sottolineato che inasprire le condizioni di finanziamento sarebbe una mossa sbagliata in un periodo storico dove l’aumento dei prezzi dell’energia e del carburante sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie, contrastando il rilancio economico dopo la pandemia. L’inflazione deriverebbe proprio da qui, ma nel medio termine le aspettative rimangono contenute, una volta che si allenta la pressione sulle catene di approvvigionamento.

Ciò non toglie che l’istituto centrale pensi che i prezzi continueranno a crescere più a lungo di quanto aveva previsto in precedenza, stando almeno alle affermazioni della scorsa settimana. A tal riguardo i dati sull’inflazione rilasciati venerdì 29 ottobre non sono stati molti incoraggianti, dal momento che hanno rilevato una crescita dei prezzi al consumo del 4,1% nel mese di settembre, ben superiore al 3,7% previsto dagli analisti e al 3,4% del mese precedente.

La BCE tuttavia è preoccupata per la ripresa. Per questa ragione Lagarde ha tenuto a precisare che la politica monetaria continuerà a sostenere l’economia anche dopo l’emergenza pandemica, calibrando gli acquisti degli assets in armonia con il ritorno sostenibile dell’inflazione al target del 2%. Maggiori dettagli comunque verranno forniti nel meeting di dicembre, quando saranno disponibili nuove previsioni economiche.

 

BCE: spaccatura all’interno del Consiglio Direttivo?

All’interno della BCE comunque serpeggia una certa apprensione per le dinamiche inflazionistiche. Se il Governatore della Banca di Francia Francois Villeroy de Galhau si ritiene certo che l’inflazione sarà temporanea e non c’è motivo per cui Francoforte debba alzare i tassi, il capo della Banca Centrale Slovena Bostjan Vasle crede che vi sia un’alta probabilità che l’alta inflazione si consolidi. Secondo il membro sloveno del Consiglio Direttivo il rischio è che le famiglie internalizzino i prezzi più alti e li alimentino chiedendo un ritocco in busta paga.

Nei giorni scorsi si sono vissuti momenti di tensione all’interno del Consiglio, dove alcuni rappresentanti hanno consigliato a Lagarde di non dire che le scommesse degli investitori su un rialzo dei tassi siano sbagliate. La ragione sta nel fatto che vi è un’elevata incertezza sulle prospettive, con i mercati che potrebbero avere un’opinione diversa. Di conseguenza persistere in un respingimento di tale situazione potrebbe alla fine ritorcersi contro. A tal riguardo, Piet Christiansen, capo strategist di Danske Bank ha dichiarato che Lagarde ha corretto il tiro, ma il danno ancora non è stato eliminato in quanto il mercato “porterà un premio al rischio della BCE.”

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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