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BoJ verso fine politica ultra-accomodante, yen da comprare?

BoJ verso fine politica ultra-accomodante, yen da comprare?

La politica monetaria ultra-accomodante della BoJ è destinata a terminare per sostenere lo yen, secondo gli strateghi di Deutsche Bank. Nell’ultima settimana la valuta giapponese si è rafforzata rispetto al dollaro USA, con il cambio USD/JPY scivolato fino a 148. Ma il 13 novembre lo yen era arrivato a lambire quota 152 per dollaro, livello massimo da oltre un anno. Ciò aveva indotto il ministro delle Finanze giapponese Shunichi Suzuki a minacciare un intervento diretto del governo sui mercati valutari esattamente come fece nei mesi di settembre e ottobre dello scorso anno.

L’USD/JPY ha perso quota anche per via della debolezza del dollaro, grazie ai risultati confortanti sul fronte inflazionistico e sull’aspettativa quindi che la Federal Reserve diventi più accomodante nei prossimi mesi. “Affinché lo yen faccia qualcosa di significativamente migliore, è davvero necessario una svolta accomodante da parte di tutte le Banche centrali o che la BoJ inizi davvero ad allontanarsi dal quantitative easing e dai tassi negativi”, ha detto Tim Baker, stratega FX G10 di Deutsche Bank.

La BoJ è stata molto ostinata finora nel mantenere la sua politica monetaria ultra-accomodante, sulle preoccupazioni che qualsiasi inversione potesse mettere in discussione i miglioramenti dell’economia giapponese. Tuttavia, il mese scorso l’istituto centrale ha affermato nella sua riunione ufficiale che la curva dei rendimenti dei titoli di Stato sarebbe stata sottoposta a un controllo più flessibile. La quantità di moneta in circolazione è però ancora enorme e questo non favorisce lo yen. “C’è più QE ora della BoJ di quanto abbiano mai fatto la Fed e la BCE. Ma la BoJ è rimasta indietro sull’inflazione, continua a dover aggiornare i suoi numeri”, ha aggiunto Baker.

 

BoJ, cosa bisogna fare con lo yen?

Aspettare che la BoJ normalizzi la sua politica monetaria potrebbe avere dei rischi, in primo luogo perché c’è ancora molta incertezza su quando la Banca centrale deciderà un cambio di rotta. In secondo luogo in quanto non si conosce di quale entità sarà la modifica. Alcuni grandi investitori  hanno già iniziato ad accumulare yen facendo leva sui prezzi a sconto della valuta nipponica. Pacific Investment Management Co. (PIMCO) è tra questi.

Alcuni mesi fa, quando l’USD/JPY era arrivato a 140, l’asset manager aveva iniziato a costruire una posizione short sul cambio contando sul fatto che, con l’accelerazione dell’inflazione, la BoJ avrebbe inasprito la sua politica monetaria. “Poiché continuiamo a vedere l’inflazione in Giappone aumentare ed essere costantemente al di sopra dell’obiettivo, i funzionari della BoJ vorranno muoversi nella direzione di abbandonare o modificare le loro politiche di controllo della curva dei rendimenti e alla fine potrebbe esserci bisogno di un rialzo”, ritengono gli analisti di PIMCO. L’inflazione negli Stati Uniti sta scendendo mentre in Giappone è ancora elevata. Nel nostro scenario questo favorisce una posizione lunga sullo yen”.

Il sostegno allo yen potrebbe arrivare anche dall’intervento delle autorità giapponesi, secondo PIMCO. “Penso che il governo senta ancora una buona dose di pressione, specialmente con lo yen intorno a 150 per dollaro”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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