Borse europee, il rimbalzo è debole. Usa: Cina nella lista nera
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BORSE UE, FALLISCE IL RIMBALZO. USA: CINA NELLA LISTA NERA

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Washington accusa Pechino di aver violato gli accordi del G20. Oro ancora ai massimi dagli ultimi sei anni

Provano il rimbalzo le borse europee, sostenute in qualche modo dal buon risultato degli ordinativi alle fabbriche tedesche. Germania, Francia e Italia viaggiano sopra la parità ma nella prima ora di contrattazioni gli scambi sono deboli, anche in virtù del fatto che il mese di agosto porta da sempre volumi piuttosto limitati. Prosegue intanto la tensione tra Usa e Cina che venerdì e lunedì scorso ha causato una vera e propria tempesta sui mercati. Dopo l’annuncio di Donald Trump dei nuovi dazi a partire da settembre e la doppia risposta cinese (svalutazione dello Yuan e ordine alle aziende di stato di non acquistare prodotti agricoli cinesi), è arrivato il nuovo botta e risposta tra i due paesi. Gli Stati Uniti hanno accusato Pechino di essere un “Currency Manipulator”, tradotto: manipolatore di valute, che poi in buona sostanza non è troppo lontano da quello che il presidente americano chiede di fare da tempo alla Fed per sostenere la crescita Usa: un svalutazione decisa del dollaro. Il Dragone -ovviamente- ha respinto ogni accusa. E così, gli States sono passati nuovamente al contrattacco, attraverso una nota ufficiale della Casa Bianca: “Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha determinato oggi che la Cina manipola la sua valuta. In seguito a questa decisione, Mnuchin contatterà il Fmi  per lavorare assieme alll’eliminazione dei vantaggi competitivi ingiusti creati dalle ultime azioni della Cina”. Pechino insomma è accusata di aver violato gli impegni presi nell’ambito del G20, secondo cui i paesi membri evitano di svalutare le rispettive divise per avvantaggiarsi sui partner commerciali. Difficile in questo contesto riuscire a trovare un rimbalzo consistente per le borse europee, l’Oro intanto batte un nuovo record arrivando ai massimi da aprile 2013 mentre il Bund decennale è stabile ai minimi storici. Guadagna terreno l’Euro, sia sul Dollaro sia sul Franco Svizzero, sia sulla Sterlina, ai minimi dagli ultimi due anni. Sostanzialmente invariato il prezzo del petrolio. 

EQUITY

Dax 11.568 (-0,78%)
Come detto, Francoforte è l’indice che più degli altri assieme a Parigi tenta il rimbalzo più deciso, supportato dai buoni risultati degli ordinativi alle fabbriche: su base mensile +2,5% a giugno, il più alto degli ultimi undici mesi, a fronte di uno 0,5% stimato, e soprattutto del -2% di maggio. Dati che fanno bene anche alla moneta unica, essendo la Germania ancora la locomotiva d’Europa nonostante stia vivendo un rallentamento globale della sua economia.

Ftse Mib 20.665 (-0,52%)
Volatilità per Piazza Affari che ondeggia al di sopra e al di sotto della parità mantenendosi ai livelli della vigilia, ben al di sotto dei 21.000 punti, per poi trovare più slancio nel corso della mattinata e invertire la tendenza nel pomeriggio, chiudendo a 20.665 punti (-0,65%). Si avvicina la pubblicazione dei conti di Unicredit, prevista per domani.

Cac 40 5.234 (-0,13%)
Parigi riduce le perdite ed è la migliore in Europa dopo aver lasciato per strada il 5,76% nelle ultime due sedute. Vola Renault: dopo il +1,2% di lunedì, viaggia a +2,8%.

Ibex 8.699 (-0,89%)
Fa più fatica rispetto alle altre principali borse europee, Madrid, la peggiore della seduta. Ad aumentare l’incertezza, gli scarsi volumi di agosto e un paese ancora senza governo, quattro mesi dopo le elezioni.

VALUTE
L’Euro raggiunge 1,12 nel cambio con il Dollaro, quindici giorni dopo l’ultima volta. Anche il Franco Svizzero cede qualcosa alla moneta unica pur rimanendo sui livelli della vigilia mentre la Sterlina segna un nuovo record negativo, oggi ai minimi da agosto 2017 e pronto a superare quota 0,92.

Euro / Dollaro 1,12 (-0,01%). Euro / Sterlina 0,9192 (-0,3%) Euro / Franco Svizzero 1,091 (+0,06%)

COMMODITY

Resta in area 55 dollari al barile il prezzo del petrolio, che rimane poco mosso ma che attende in serata i dati sulle scorte di greggio, benzina e distillati settimanali dall’American Petroleum Institute, un dato che mostra quanto prodotto è ancora in stock e dunque, quanto dureranno le riserve.

La materia prima che non arresta il proprio apprezzamento è l’Oro, il massimo di seduta a 1.474 dollari l’oncia è il record da aprile 2013 mentre è stabile il rame, a 2,56 dollari per libbra sui valori della vigilia, vicino ai minimi dell’anno (2,52).

TASSI D’INTERESSE
Il rendimento del Bund decennale ancora in area -0,52%, mentre il Btp italiano, con lo spread ancora in area 200 punti base, è stabile sull’1,51%. 

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