Borse europee, primo rimbalzo vero. Banche centrali, tocca a voi
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BORSE EUROPEE, PRIMO RIMBALZO VERO. BANCHE CENTRALI, TOCCA A VOI

borse europee

In ripresa anche Piazza Affari ma gli investitori aspettano risposte importanti dal G7. Modalità risk on di nuovo attiva, oro a 1.600, petrolio a 48 $ al barile

 

L’esplosione di acquisti su Wall Street si riversa a cascata anche sulle borse europee, che così estendono i guadagni della vigilia, Piazza Affari compresa, che ieri, lunedì 2 marzo, aveva chiuso in rosso dell’1,5%. Gli investitori attendono dal G7, in programma oggi, una risposta politica forte e coordinata all’emergenza coronavirus, in particolare misure fiscali e monetarie. In questo senso, sono ricominciate le pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla Federal Reserve, colpevole di non aver ancora avviato un allentamento e una riduzione consistente dei tassi d’interesse. Un taglio che in molti vorrebbero arrivasse anche dalla Banca Centrale Europea. Ma Christine Lagarde si aspetta una reazione anche da parte delle altre banche centrali. La durata del rally che ha ha ufficialmente ripreso oggi, dopo le sedute in rosso causa coronavirus, potrebbe dipendere proprio dalle future mosse dei vari istituti di riferimento di ciascun paese.

EQUITY

Dax 12.096 (+2,01%)
La migliore prestazione, in avvio, è quella di Francoforte, tornato al di sopra del livello di 12.000 punti. La prima resistenza importante è a quota 12.500 punti.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 21.961 (+1,41%)
Finalmente rimbalza anche Piazza Affari, che rimane comunque nei valori della vigilia, unico tra gli indici europei. Confermato il 9,8% come tasso mensile di disoccupazione a gennaio, in linea con i dati di dicembre.

Cac 40 5.415 (+1,54%)

I 5.477 raggiunti nell’intraday sono già il massimo delle ultime tre sedute, ma la shooting star al giro di boa potrebbe determinare nuovi ribassi. Parigi si allontana però sensibilmente dalla soglia psicologica dei cinquemila punti.

Ibex 8.930 (+2,16%)

Al giro di boa è maglia rosa nel vecchio continente, unica a guadagnare oltre il 2,1%. Come Parigi, Madrid ha già segnato il nuovo massimo nelle ultime due sedute. Sul fronte macroeconomico, occhio alla variazione del tasso di disoccupazione spagnolo: il numero di persone registrate come disoccupate a febbraio è diminuito di 7,8 mila unità, per un totale di 3,246 milioni. Il dato precedente aveva registrato un aumento di 90,2mila persone senza lavoro. Per settore, la disoccupazione è diminuita nei servizi (-9.485 mila); edilizia (-4.819) e industria (-2.259), mentre è salita per l’agricoltura (2.855 mila).

 

VALUTE

Riparte la risalita del Dollaro dopo i 2% di perdite accumulate nelle precedenti sette sessioni. Per ora si tratta di guadagni minimi, attorno allo 0,1%, che coincidono con un miglioramento del clima sul mercato dopo l’impegno preso dalle banche centrali di tutto il mondo di fornire stimoli monetari per mitigare le conseguenze della crisi del coronavirus. Per gli analisti tuttavia si tratta solo di un rimbalzo e non di una ripresa. Inoltre, la capacità di intervento delle banche centrali è piuttosto limitata dopo 10 anni di stimoli monetari. In ripresa anche la Sterlina, se possibile ancora più volatile del dollaro lo scorsa settimana. Per quanto riguarda l’Euro, raffica di dati macro: da segnalare l’inflazione che torna a crescere su base mensile: +0,2% dopo il -1% di gennaio, che poi era anche il dato atteso dagli analisti. Su base annuale il valore è pari a +1,2%, in linea con le previsioni ma inferiore all’1,4% del mese precedente. Stabile il tasso di disoccupazione al 7,4% mentre l’indice dei prezzi alla produzione cresce meno delle aspettative: +0,4% rispetto al +0,5% del consensus a gennaio su base mensile. Su base annuale la contrazione dello 0,5% rispecchia il dato previsto dal mercato.

Euro Dollaro 1,1111 (-0,2%). Euro Sterlina 0,8689 (-0,4%). Euro Franco Svizzero 1,064 (-0,32%).


Grafico Euro Dollaro by TradingView


MATERIE PRIME

La turbolenza sull’oro sembra ormai alle spalle. Il metallo prezioso si è riattestato appena sotto quota 1.600 dopo il crollo fino a 1.570 dopo i 1.689 appena raggiunti: un vero e proprio sell off verificatosi in contemporanea all’inversione negativa degli indici, probabilmente causato anche da una valutazione eccessivamente rialzista del lingotto nel suo ultimo rally. Inoltre, vi sono anche alcune preoccupazioni in merito alla domanda di gioielli dall’Asia nei prossimi mesi, causato dal rallentamento della produzione, e quindi della ricchezza per l’epidemia del coronavirus. In caso di nuovi stimoli da parte delle banche centrali, non si esclude una crescita parallela, e inusuale, sia per l’oro che per gli indici europei. Discorso ben diverso per il petrolio, che ha interrotto la sua parabola discendente a 42,50 dollari al barile, che poi coincide con gli stessi supporti che arrestarono le perdite della vigilia di Natale del 2018. A due ore dall’apertura di Wall Street Wti a 48,2 dollari al barile, per un rialzo dell’1,52%.


Grafico Petrolio Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Con il risk on di nuovo attivo, scende il rendimento del bund tedesco, ieri a un massimo di -0,66%, oggi a quota -0,58. Anche il Btp decennale italiano è in lieve calo, a 1,06% dopo gli 1,12 della vigilia.


Grafico Bund by TradingView

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Redazione

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