Borse oggi 2 febbraio
Borse europee in profondo rosso in avvio di seduta. Male anche i future dei principali indici americani, con il Nasdaq in discesa di quasi due punti percentuali per le preoccupazioni che l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale abbia superato i fondamentali. Ha scosso anche la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di nominare Kevin Warsh come prossimo governatore della Federal Reserve. Intanto questa settimana l’evento da segnare in agenda è il meeting della Bce di giovedì 5 febbraio. Gli economisti non si aspettano un nuovo taglio dei tassi di interesse.
Profondo rosso questa mattina anche in Asia. Con il Nikkei di Tokyo che ha ceduto più dell’uno per cento. Fa peggio l’Hang Seng di Hong Kong che perde oltre due punti percentuali. Peraltro, gli indici Pmi cinesi di gennaio hanno registrato risultati contrastanti. In Giappone, l’indice Pmi manifatturiero è salito a 51,5 a gennaio. Infine, malissimo anche le borse sudcoreane al ribasso di oltre 5 punti percentuali.
Guardando invece allo spread Btp-Bund apre in rialzo a 62,38 punti base. Sul mercato valutario l’euro si attesta a 1,19 dollari. Al ribasso le quotazioni del petrolio, con il Wti a 61,54 dollari al barile e il Brent a 65,15 dollari. Infine, l’oro continua a viaggiare intorno a quota 5.400 dollari l’oncia.
Borse oggi 2 febbraio: i dati macro
Diversi i dati macro rilevanti della giornata. Già pubblicato il dato delle vendite al dettaglio in Germania, che sono aumentate dello 0,1% a dicembre 2025 rispetto al mese precedente e sono salite del +1,5% in confronto dello stesso mese del 2024. Alle 10 è poi atteso il Pmi manifatturiero finale a gennaio dell’Eurozona, alle 15:45 il Pmi manifatturiero finale a gennaio degli Stati Uniti, alle 16 la spesa in costruzioni a novembre e l’indice Ism manifatturiero a gennaio.
I titoli da osservare a Piazza Affari
A Piazza Affari sono diversi i titoli da tenere d’occhio. Tra questi, attenzione a Unicredit e Generali perché, secondo La Stampa, gli amministratori delegati, Andrea Orcel e Philippe Donnet, si incontreranno in settimana e potrebbero discutere della creazione di un maxi polo nel risparmio gestito. Focus anche su Intesa Sanpaolo che oggi imposta il nuovo piano industriale triennale all’insegna di crescita e redditività elevate. Al 2029 il gruppo stima ricavi per 30,7 miliardi, un utile netto oltre 11,5 miliardi e costi sotto controllo a 11,3 miliardi. La banca guidata da Carlo Messina prevede inoltre di distribuire circa 50 miliardi di euro agli azionisti tra il 2025 e il 2029. Sul fronte dei risultati, Intesa ha chiuso il 2025 con un utile netto di 9,3 miliardi, in aumento del 7,6%. Quanto a Leonardo si segnala che Jefferies ha alzato il target price di bene 10 euro da 58 a 68 euro, ribadendo il rating buy sull’azione.









