Borse oggi, 30 giugno 2025.
Le Borse europee hanno iniziato la prima seduta di contrattazioni della settimana all’insegna dei rialzi, in linea con l’andamento dei future di Wall Street. Fronte guerra commerciale, il Canada ha eliminato la digital tax nei confronti delle aziende Usa nel tentativo di dare nuovi stimoli ai negoziati con gli Stati Uniti.
Tra le piazze asiatiche, il Nikkei ha chiuso in rialzo sulle speranze di accordi commerciali con gli Usa, mentre l’Hang Seng cede terreno. Sul Forex, le quotazioni dell’euro-dollaro sono poco mosse. Tra le materie prime il petrolio ha segno rosso, mentre l’oro tenta un recupero.
Borse oggi 30 giugno 2025: i dati macro da monitorare
Per quanto riguarda i dati macroeconomici, oggi l’attenzione degli investitori sarà rivolta ad alcune letture riguardanti le principali economie dell’eurozona e gli Stati Uniti. Per l’Italia e la Germania si attendono i dati di inflazione di giugno (preliminari), mentre per gli Usa l’attenzione degli operatori sarà rivolta al Pmi di Chicago e all’indice manifatturiero della Fed di Dallas, entrambi relativi a giugno.
Da segnalare che oggi prende il via il forum annuale della Bce a Sintra, che durerà fino a mercoledì 2 luglio. Attenzione pertanto agli interventi della presidente Christine Lagarde (ore 21:00) e del vicepresidente Luis de Guindos (ore 10:30). Per la Federal Reserve invece, nel corso della giornata interverranno i membri Bostic e Goolsbee.
I titoli sotto la lente a Piazza Affari
A Piazza Affari alcuni titoli sotto sotto la lente nella prima seduta di contrattazioni della settimana. Ovs avrebbe presentato un’offerta per assumere il controllo di Kasanova, catena italiana specializzata in articoli per la casa. Lo riporta Il Corriere della Sera, spiegando che l’operazione prevedrebbe un aumento di capitale pari a 10 milioni di euro.
In ambito difesa, sempre secondo il Corriere, sarebbero attese entro la settimana le offerte per l’acquisizione della divisione militare di Iveco. Tra i soggetti in corsa figurano la joint venture tra Leonardo e Rheinmetall, il consorzio Knds (Nexter-Krauss-Maffei Wegmann) e il gruppo ceco Csg.
Per quanto riguarda il comparto bancario si è conclusa con successo l’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Banca Ifis su Illimity, che ha raccolto adesioni per l’84,09% dei titoli oggetto dell’operazione.
Banca Cf+ ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto volontaria sull’intero capitale di Banca Sistema, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una fusione tra i due istituti. L’operazione non è finalizzata al delisting. Il corrispettivo offerto per ciascuna azione portata in adesione ammonta complessivamente a 1,80 euro, suddiviso in 1,382 euro in contanti e 0,418 euro in azioni della società Kruso Kapital, controllata da Banca Sistema. Quest’ultima componente azionaria sarà calcolata attribuendo 21 azioni Kruso per ogni azione Banca Sistema, previo frazionamento azionario in rapporto 1:98.
Nell’ambito dell’operazione, Banca Cf+ ha siglato un accordo con Gianluca Garbi, Sgbs e Garbifin, i quali si sono impegnati ad aderire all’offerta portando in adesione quasi 20 milioni di azioni, pari a circa il 24,86% del capitale sociale di Banca Sistema. A supporto dell’operazione, Banca Cf+ può contare sul sostegno patrimoniale dei fondi gestiti da Elliott Investment Management, azionista di riferimento, a conferma dell’ambizione di rafforzare la crescita e lo sviluppo dell’istituto post-fusione.
Sull’ops Bper Banca-Pop Sondrio, il prezzo offerto è “più che congruo”, ha affermato l’a.d. della banca modenese Gianni Franco Papa in un’intervista ad Affari e Finanza di La Repubblica, aggiungendo che l’istituto effettuerà una valutazione “strategica e industriale” sull’eventuale acquisizione degli sportelli eccedenti che finiranno sul mercato legati all’offerta di Unicredit su Banco Bpm.
Diasorin e Mediobanca sotto la lente delle banche d’affari. Morgan Stanley ha tagliato il prezzo obiettivo su Diasorin da 100 a 99 euro, mentre Barclays ha alzato il target price su Mediobanca da 18 a 18,4 euro. Infine, si è chiusa l’opa volontaria totalitaria promossa da Confindustria, attraverso il veicolo Zenit, sulle azioni speciali de Il Sole 24 Ore.









