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Bund tedeschi: prestito titoli al livello più alto dal 2015, cosa significa?

Bund tedeschi: prestito titoli al livello più alto dal 2015, cosa significa?

I bund tedeschi sono sotto attacco degli speculatori? Così sembrerebbe da quanto risulta dai dati forniti da S&P Global Market Intelligence, che riportano come il valore del prestito dei titoli di Stato della principale potenza europea sia giunto a 111,1 miliardi di euro, ovvero al livello più alto da dicembre 2015. Questo ha un significato molto importante, perché è un segnale che gli hedge fund stanno assumendo una posizione contrarian. In sostanza, quando i grandi investitori vogliono shortare un’obbligazione, la prendono a prestito da un broker e la vendono, per poi riacquistarla nel momento in cui perde di valore per intascare la differenza di prezzo, restituendo il titolo al prestatore.

Tuttavia, recentemente i bund tedeschi hanno registrato un rally, con il rendimento dei titoli a 10 anni che è passato da un massimo di 11 anni del 2,569% di inizio 2023 a circa il 2,25% attuale. Ricordiamo che i rendimenti si muovono in direzione inversa rispetto ai prezzi. Se questi ultimi aumentano, i rendimenti scendono in quanto il plusvalore rispetto al prezzo di acquisto si accresce.

 

Bund tedeschi: perché i grandi investitori stanno prendendo a prestito

Ciò che conta però in questo momento è capire il motivo per cui gli investitori stanno assumendo posizioni di vendita allo scoperto sui bund tedeschi. Probabilmente la principale ragione deriva dal fatto che la Banca centrale europea si appresta ad alzare ancora i tassi e, stando alle dichiarazioni del presidente Christine Lagarde, continuerà a mantenersi aggressiva anche nei prossimi mesi. Questo fa pensare che le obbligazioni dell’eurozona siano destinate a perdere di valore prossimamente.

Gareth Hill, senior fund manager di Royal London Asset Management, ha dichiarato che le sue posizioni nei confronti del debito europeo a più lunga scadenza, incluso quello della Germania, sono di vendita. La ragione deriva da “una maggiore offerta in arrivo e da minori acquisti della Banca centrale”, ha riferito. In effetti, il Governo tedesco ha affermato alla fine dello scorso anno di voler affrontare la crisi energetica con una maxi-emissione di 540 miliardi di titoli di Stato nel 2023, segnando un aumento rispetto ai 450 miliardi del 2022. Nel frattempo, la Bce darà inizio a partire da marzo al suo quantitative tightening, ossia un processo dove inizialmente non reinvestirà il denaro ottenuto dalle obbligazioni giunte a scadenza e successivamente comincerà a vendere i bond sul mercato diminuendo la quantità di denaro in circolazione.

A giudizio di Kaspar Hense, senior portfolio manager di RBC BlueBay Asset Management, la gran parte del prestito di obbligazioni tedesche è legato con ogni probabilità alla gestione del portafoglio, ovvero per coprirsi dal rischio che l’aumento dei tassi d’interesse danneggi gli investimenti. “Il mercato usa la Germania come copertura” ha detto. Secondo Matt Chessum, direttore nel comparto finanza presso S&P Global Market Intelligence, le banche prendono a prestito in modo da avere una maggiore quantità di attività liquide di alta qualità nel portafoglio.

L’economia tedesca comunque sta dando pericolosi segnali recessivi. Ieri i dati sul PIL hanno sorpreso il mercato, riportando una contrazione trimestrale dello 0,2%, mentre le attese erano per una situazione invariata. Nel precedente trimestre si era avuta una crescita dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. La motivazione della contrazione risiede nell’aumento dei prezzi del gas che hanno compresso la domanda e quindi determinato un calo delle vendite. Tutto ciò in prospettiva non è molto ben augurante per il debito tedesco e potrebbe aggiungersi alle ragioni per cui da qui in avanti il prestito dei bund rischia di intensificarsi.

 

Titoli di Stato tedeschi: ci sono delle opportunità?

Alcuni strateghi riescono a vedere delle opportunità relativamente alla dinamica riguardante i bund tedeschi. Jim Neumann, chief investment officer di Sussex Partners, sta incoraggiando i clienti a destinare il proprio denaro agli hedge fund che assumono posizioni long e short sui titoli di Stato, in modo da “sfruttare le diverse opportunità che si presentano con le mosse delle Banche centrali”. Dello stesso avviso risulta Cosimo Marasciullo, gestore di fondi presso Amundi, che ha riferito come ci sia “una finestra di opportunità puntando contro il debito della zona euro”.

Mentre Pooja Kumra, stratega dei tassi europei presso la banca canadese TD, ha osservato che le obbligazioni tedesche recentemente hanno amplificato il rally perché molti investitori allo scoperto sono stati costretti a chiudere le loro posizioni corte. “Ogni volta che il posizionamento è estremo, fornisce volatilità”, ha detto. E questo potrebbe essere da monito.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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