Gli amministratori delegati di 44 importanti aziende, da Airbus, Bnp Paribas e Carrefour a Philips, Ravensburger e TotalEnergies, hanno inviato una lettera aperta a Bruxelles per chiedere di fermare l’AI Act europeo. Gli elementi chiave della legge-quadro sull’intelligenza artificiale, ovvero gli obblighi sui GPAI, i modelli di uso generale, dovrebbero entrare in vigore ad agosto, ma amministratori delegati, imprenditori, founders e investitori europei riuniti sotto l’ombrello dell’EU AI Champions Initiative, chiedono il rinvio di due anni della fase attuativa del regolamento.
La lettera aperta si chiama Stop the Clock (fermare l’orologio, prima che sia troppo tardi) ed è indirizzata a Ursula von der Leyen, Henna Virkkunen, Stéphane Séjourné e Valdis Dombrovskis. I firmatari chiedono una moratoria sull’applicazione dell’AI Act in vista degli obblighi imminenti sui GPAI e di quelli sui sistemi di AI ad alto rischio che entreranno in vigore dall’agosto 2026. Le big d’Europa vogliono una pausa tecnica di 24 mesi per evitare che gli standard troppo rigidi previsti dal regolamento comunitario minaccino la competitività delle imprese nella corsa globale ai data center e all’AI e fermino l’innovazione e la crescita di startup e aziende innovative.
In questo articolo:
- Le aziende che chiedono di fermare l’AI Act europeo
- L’appello congiunto del venture capital
- La risposta della Commissione europea
Le aziende che chiedono di fermare l’AI Act europeo
Nella missiva si afferma che l’AI Act “mette a rischio le ambizioni europee in materia di intelligenza artificiale, poiché compromette non solo lo sviluppo di campioni europei, ma anche la capacità di tutte le industrie di implementare l’AI su larga scala, come richiesto dalla concorrenza globale”. Il dibattito in corso è incentrato sulla stesura del cosiddetto codice di condotta, l’insieme di regole generali che fornirà indicazioni di base alle aziende del settore su come attuare gli obblighi sui modelli di uso generale.
Il quadro normativo è considerato “complesso, poco chiaro e sovrapposto”, a fronte di un approccio che dovrebbe essere meno burocratico, “più proporzionato e favorevole all’innovazione”. “Questi sforzi di semplificazione dovrebbero andare a vantaggio di Pmi, startup, scaleup e grandi aziende consolidate, che contribuiranno tutte a guidare l’innovazione se potranno avvalersi di regole chiare e prevedibili”. Ecco quali sono le 44 aziende e i rispettivi amministratori delegati firmatari, ai quali si aggiungono sei consorzi e realtà associative come gli organizzatori EU AI Champions, European AI Forum, German AI Association e German Startup Association:
- Adyen, Ingo Uytdehaage
- Airbus, Guillaume Faury
- Alan, Jean-Charles Samuelian-Werve
- Artemis Group, Michael Pieper
- ASML, Christophe Fouquet
- Axa, Thomas Buberl
- Bitpanda, Eric Demuth
- Black Forest Labs, Robin Rombach
- BNP Paribas, Jean-Laurent Bonnafé
- Brainly, Michał Borkowski
- Cambrium, Pierre Salvy
- Carrefour, Alexandre Bompard
- Celonis, Bastian Nominacher
- Cradle, Stef van Grieken
- Dassault Systèmes, Bernard Charles
- ElevenLabs, Mati Staniszewski
- EthonAI, Julian Senoner
- EU AI Champions, Jeannette zu Fürstenberg
- European AI Forum, Daniel Abbou
- Flix, Daniel Krauss
- Friedhelm Loh Group, Niko Mohr
- German AI Association, Robert Kilian
- German Startup Association, Verena Pausder
- Kayrros, Antoine Rostand
- Langdock, Lennard Schmidt
- Loft Orbital, Pierre-Damien Vaujour
- Lufthansa, Grazia Vittadini
- Mercedes-Benz, Ola Källenius
- Mirakl, Philippe Corrot
- Mistral, Arthur Mensch
- OLX Group, Christian Gisy
- Owkin, Thomas Clozel
- Parloa, Malte Kosub
- Pelico, Tarik Benabdallah
- Personio, Hanno Renner
- Philips, Roy Jakobs
- Picnic, Daniel Gebler
- Pigment, Eleonore Crespo
- Prosus, Fabricio Bloisi
- Publicis, Maurice Lévy
- Ravensburger, Clemens Maier
- Sana Labs, Joel Hellermark
- Siemens Energy, Christian Bruch
- Skeleton Technologies, Taavi Madiberk
- Spread AI, Robert Goebel
- Supercell, Ilkka Paananen
- Südzucker, Hans-Peter Gai
- TomTom, Harold Goddijn
- TotalEnergies, Patrick Pouyanné
- United Internet, Ralph Dommermuth
Da quando è stata pubblicata, la lettera ha raccolto le adesioni di oltre cento aziende supporters che corrispondono a più di 3.000 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato e rappresentano quasi 4 milioni di posti di lavoro in tutta Europa. All’appello dell’EU AI Champions Initiative si sono unite anche le startup italiane, che alla Camera hanno organizzato l’evento L’IA è futuro, non burocrazia per ribadire la necessità di sospendere l’applicazione dell’AI Act per 24 mesi. “Non per sottrarsi alla regolamentazione, ma per renderla efficace, realistica e sostenibile”, hanno fatto sapere i promotori.
Il regolamento europeo prevede oltre 35 standard da applicare in un periodo di tempo di 6-8 mesi, con oneri operativi insostenibili per Pmi e startup, specie quelle in fase di seed e early stage. Si stima che i costi di conformità potranno arrivare fino a 300.000 euro all’anno. “Il rischio è una fuga di cervelli e capitali”, è la preoccupazione di Gabriele Ferrieri dell’ANGI, l’Associazione nazionale giovani innovatori. La confusione è tanta e allungare i tempi significa anche allarmare chi ha già investito per adeguarsi.
L’appello congiunto del venture capital
Non mancano startupper e venture capitalist europei del settore a chiedere di posticipare l’applicazione normativa del codice di condotta per i modelli di uso generale. In una lettera aperta pubblicata sul portale Sifted, amministratori delegati e founders denunciano l’assenza di linee guida chiare e il rischio concreto di essere schiacciati da enormi complessità burocratiche. Lo spettro è la perdita completa di competitività, con startup e capitali costretti a spostarsi fuori dall’Europa.
I firmatari hanno definito la legge una “frettolosa bomba a orologeria” che potrebbe costringere numerose aziende a trasferirsi all’estero. “Un’attuazione priva di chiarezza può lasciare le imprese bloccate tra interpretazioni contrastanti, minando l’innovazione e scoraggiando gli investimenti”, si legge nel testo. “Se l’Europa si limita a parlare di leadership nell’AI ma non riesce a creare un ambiente stabile, i suoi settori, in particolare le applicazioni basate sull’AI, potrebbero spostarsi verso giurisdizioni più favorevoli”. Le 32 realtà che hanno lanciato l’appello con i rispettivi Ceo e founders sono:
- 20VC, Harry Stebbings
- Accel, Sonali De Rycker
- Better Stack, Juraj Masar
- Cast AI, Yuri Frayman
- Cherry Ventures, Filip Dames e Christian Meermann
- Codesphere, Elias Schneider
- Creandum, Fredrik Cassel
- Deel, Alex Bouaziz
- Elfcare, Julia Elf
- Epidemic Sound, Oscar Höglund
- EQT Ventures, Sandra Malmberg
- Fern Labs, Ash Edwards
- Flower, John Diklev
- Galdana Ventures, Dídac Lee
- Karma, Hjalmar Ståhlberg Nordegren
- Kry, Johannes Schildt
- Legora, Max Junestrand
- Lovable, Anton Osika
- Nexos.ai e Nord Security (NordVPN), Tomas Okmanas
- Nordic Air Defense, Karl Rosander
- Partech, il comitato esecutivo
- Project Europe, Kitty Mayo
- Sana, Joel Hellermark
- Stability AI, Emad Mostaque
- Startup Coalition, Dom Hallas
- Synthesia, Steffen Tjerrild e Victor Riparbelli
- Teamtailor, Erik Andersson
- TomTom, Harold Goddijn e Corinne Vigreux
- Visionaries Club, Judith Dada e Robert Lacher
- Voi, Fredrik Hjelm
- XShore, Konrad Bergström
La risposta della Commissione europea
La richiesta di stop all’AI Act è stata rispedita al mittente. “Ho visto molti rapporti, tante lettere e molte cose dette sull’AI Act. Voglio essere il più chiaro possibile: non ci sarà alcun stop the clock. Non ci saranno periodi di dilazione né una pausa”, ha dichiarato un portavoce della Commissione europea. “Abbiamo scadenze legali stabilite in un testo di legge. Le disposizioni sono scattate a febbraio, gli obblighi per i modelli di IA di uso generale inizieranno ad agosto e l’anno prossimo avremo gli obblighi per i modelli ad alto rischio che scatteranno nell’agosto 2026”.
“Tutto ciò sarà incredibilmente dannoso per le imprese in fase early stage, che dovranno sostenere costi per assumere esperti di conformità che le aiutino a interpretare la legislazione. Questa situazione ridurrà significativamente le risorse e ucciderà le aziende”, ha commentato Kitty Mayo, amministratrice delegata di Project Europe, l’iniziativa di riferimento del venture capital europeo. “È una masterclass su come eliminare un’intera generazione in ascesa di aziende europee di AI incredibilmente promettenti”.









