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Trade war tra USA-Cina è un grave danno per l’industria tech

Chip: Nvidia, la guerra tra USA e Cina un grave danno per tutta l'industria tech

La trade war sui chip tra USA e Cina rischia una pericolosa escalation. Dopo la decisione delle autorità di Pechino di bloccare gli acquisti di chip delle aziende cinesi del settore dalla statunitense Micron Technology, è arrivata puntuale la reazione statunitense. Il Dipartimento del Commercio USA potrebbe mettere alcuni blocchi commerciali al produttore cinese di semiconduttori Changxin Memory Technologies.

“Gli Stati Uniti devono chiarire alla Repubblica popolare cinese che non tollereranno la coercizione economica contro le loro aziende o i loro alleati” ha scritto in una nota Mike Gallagher, presidente del Comitato ristretto della Camera sulla competizione strategica tra gli Stati Uniti e la Cina. “Il Dipartimento del commercio dovrebbe aggiungere immediatamente ChangXin Memory Technologies alla black list e garantire che nessuna tecnologia statunitense, indipendentemente dalle specifiche, vada a CXMT, YMTC o ad altre aziende della Repubblica popolare cinese che operano in questo settore”, ha continuato il rappresentante dei repubblicani. YMTC (Yangtze Memory Technologies Corp) è un produttore cinese di chip inserito nella black list del Dipartimento USA a dicembre del 2022.

 

Chip: a cosa porta la guerra tecnologica tra USA e Cina 

La tensione nei rapporti tra USA e Cina sui chip preoccupa tutto il settore, nonostante la scorsa domenica il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avesse sollecitato un disgelo tra le due superpotenze. Uno dei soggetti più allarmati da questo stato di estrema tensione è l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, secondo cui i controlli sulle esportazioni USA per colpire la produzione cinese di semiconduttori hanno lasciato la più preziosa società di chip del mondo “con le mani legate e incapace di vendere chip avanzati in uno dei più grandi mercati”. Al colosso di Santa Clara è stato posto il divieto ad agosto dello scorso anno di vendere i suoi chip di fascia alta H100 e A100 ai clienti cinesi nell’ambito delle strette di Washington sulla tecnologica utilizzata per l’intelligenza artificiale.

Huang osserva anche che le aziende cinesi stanno iniziando a costruire i loro chip per competere con Nvidia sul versante dei giochi, della grafica e dell’intelligenza artificiale: “Gli Stati Uniti devono stare attenti, perché la Cina è un mercato molto importante per l’industria tecnologica. Se la Cina non può comprare dagli USA, i chip li costruirà da soli”. Le strette americane rischierebbero altresì di creare “enormi danni alle aziende statunitensi”, se queste non fossero messe nelle condizioni di commerciare con il Dragone, ha sottolineato Huang.

Tutto ciò avrebbe anche ripercussioni sul fronte del Chips and Science Act – il pacchetto di finanziamenti da 250 miliardi di dollari messo in piedi dall’amministrazione Biden -, secondo l’ad di Nvidia. La Cina rappresenta circa un terzo del mercato dell’industria tecnologica americana, il che renderebbe estremamente difficile riuscire a trovare un sostituto di tale portata. “Se l’industria tecnologica americana richiede un terzo in meno di capacità, nessuno avrà bisogno di fabbriche statunitensi, nuoteremo nelle fabbriche”, ha affermato. “Se non stanno attenti alle normative, danneggeranno l’industria tecnologica”, ha concluso Huang.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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