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Christine Lagarde: quanto dura il suo mandato e quando scade

Un primo piano di Christine Lagarde

Classe 1956, laurea in legge all’Università di Paris-Nanterre, un passato tra lo studio Baker McKenzie, i ministeri del Commercio estero, dell’Agricoltura e dell’Economia in Francia e la direzione del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde è la prima donna a ricoprire l’incarico di presidente della Banca centrale europea. Dallo stimolo all’economia reale degli inizi ai rialzi costanti dei tassi di interesse di oggi, l’avvocatessa sta segnando una fase cruciale e delicatissima nella storia della BCE. Ma quanto durerà ancora il suo mandato alla guida dell’Eurotower?

 

Christine Lagarde: quanto dura e quando scade il mandato?

Il mandato di Christine Lagarde è iniziato il 1° novembre 2019 e prevede una durata di otto anni. La scadenza è quindi fissata per il 31 ottobre 2027. Come ha ricordato la stessa Banca centrale europea quando la ex numero uno del Fondo monetario internazionale ha preso ufficialmente le redini della BCE, “è stata nominata dal Consiglio europeo il 18 ottobre 2019 per un mandato di otto anni”. Una delle 100 donne più potenti del mondo secondo Forbes ha esordito in piena pandemia con una frase già diventata storica come il whathewer it takes del suo predecessore Mario Draghi: “Non siamo qui per chiudere gli spread. Non è la funzione o la missione della BCE”.

In verità, nel suo primo intervento non formale da governatrice in occasione del premio Ehren-Victoria assegnato a Berlino dall’associazione tedesca degli editori, la Lagarde non ha parlato di politica monetaria né di quantitative easing. Al centro del suo discorso c’è stato l’amico, collega e mentore Wolfgang Schäuble, ex Ministro delle finanze tedesco e presidente del Bundestag e strenuo difensore delle politiche di austerità. Elogiando l’impegno, il rigore e il senso dello Stato di Schäuble, la numero uno della BCE ha sottolineato la sua “capacità di esaminare profondamente ciò che va fatto, evitando false certezze”.

 

L’incarico di Christine Lagarde è rinnovabile?

L’incarico di Christine Lagarde alla presidenza della Banca centrale europea non è rinnovabile. Come specificano il Trattato sull’Unione europea (TUE) e il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), il Consiglio europeo nomina il presidente della BCE per un periodo di otto anni con una votazione a maggioranza qualificata. Dopo la selezione di una candidatura considerata “adeguata” e la formulazione di una raccomandazione formale, la nomina ufficiale avviene in seguito a una consultazione con il Parlamento e il Consiglio direttivo della BCE, composto da sei membri del comitato esecutivo e dai governatori delle Banche centrali dei paesi dell’eurozona.

L’articolo 283 del TFUE (ex articolo 112 del TCE) prevede al paragrafo 2 che il presidente, il vicepresidente e gli quattro altri membri che compongono il comitato esecutivo della BCE siano “nominati, tra persone di riconosciuta levatura ed esperienza professionale nel settore monetario o bancario, dal Consiglio europeo che delibera a maggioranza qualificata, su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della Banca centrale europea”. Il paragrafo 2 si chiude specificando appunto che “il loro mandato ha una durata di otto anni e non è rinnovabile”.

L'infografica del comitato esecutivo della BCE formato nel 2019
Il comitato esecutivo della BCE formato nel 2019 (foto: Consiglio europeo)

 

Chi sono stati finora i governatori BCE

Dal 1998 a oggi hanno ricoperto le carica di vertice della BCE quattro presidenti:

  • l’olandese Wim Duisenberg dal 1° giugno 1998 al 31 ottobre 2003;
  • il francese Jean-Claude Trichet dal 1° novembre 2003 al 31 ottobre 2011;
  • l’italiano Mario Draghi dal 1° novembre 2011 al 31 ottobre 2019;
  • la francese Christine Lagarde dal 1° novembre 2019 al 31 ottobre 2027.

 

Il mandato più breve, durato appena cinque anni, è stato quello di Wim Duisenberg: il banchiere, politico ed economista di Heerenveen, l’uomo che trainò l’entrata in vigore dell’euro, è scomparso in circostanze drammatiche il 31 luglio 2005. “Mister Euro”, com’era soprannominato, stava trascorrendo le vacanze nella sua villa a Foucon, nel sud-est della Francia, quando ha avuto un malore cardiaco, è scivolato in piscina ed è morto per annegamento. In realtà, già nel 2003 il 68enne Duisenberg aveva deciso di lasciare l’incarico di presidente della BCE a Jean-Claude Trichet (all’epoca governatore di Banque de France) per “ragioni d’età”. Ma il passaggio di consegne non era stato semplice e immediato perché il suo successore aveva delle pendenze giudiziarie in Francia per alcune irregolarità nel Crédit Lyonnais, una delle maggiori banche francesi quando Trichet era direttore del Tesoro.

La morte improvvisa e controversa di Duisenberg è stata oggetto di numerose speculazioni e di un’interrogazione alla Commissione europea di Ashley Mote, europarlamentare britannico dell’UK Independence Party (il partito euroscettico che con Nigel Farage ha promosso la Brexit) morto a sua volta nel 2020 all’età di 84 anni. Mote faceva notare che nello stesso periodo della morte di Duisenberg si sarebbe suicidato Arthur Zankel, ex membro del Cda di Citibank caduto da una finestra del suo appartamento a New York, e che la scomparsa del primo presidente della BCE “è avvenuta a meno di 48 ore dalle sentenze di rinvio a giudizio pronunciate a Milano contro filiali di UBS, Deutsche Bank, Citigroup e Morgan Stanley da parte dei procuratori che stanno indagando sul crac della Parmalat, il gigante italiano dei latticini”. Misteri (o presunti tali) che non hanno mai trovato una soluzione.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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