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Cina: 4 settori azionari fortemente convenienti

Cina: 4 settori azionari fortemente convenienti

Oltre ad essere sorvegliata speciale per la sua posizione ambigua nei confronti del conflitto europeo, la Cina sta soffrendo su 3 fronti: economico, sociale e finanziario. Quanto alla prima prospettiva, l’ultima stima del tasso di crescita dell’economia del Dragone al 5,5% ha fatto registrare il dato più basso dal 1991, affossando un Paese già preoccupato per il ritorno dell’inflazione e del coronavirus.

La rapida risalita dei contagi ha infatti costretto 37 milioni di persone a un nuovo lockdown in Cina. A inizio marzo, anche i listini cinesi hanno sofferto con un importante sell-off in seguito alla notizia di una possibile penalizzazione da parte della Securities and Exchange Commission americana, che ha stilato una blacklist preliminare di azioni cinesi le cui società “non soddisfano i requisiti di revisione locali”, accrescendo i rischi di un delisting delle ADR (le American Depositary Receipt) da Wall Street nel 2024. Gli ADR sono certificati che consentono a tutti gli investitori di operare su azioni di aziende non americane quotate nelle borse statunitensi.

Nonostante questo scenario di fondo tutt’altro che roseo, gli analisti di Cirdan Capital non hanno dubbi: le azioni cinesi sono fortemente convenienti. Marco Oprandi, Head of Cross Asset Solutions della boutique finanziaria inglese specializzata nell’emissione di prodotti strutturati, supporta questa view con 2 tesi:

 

  • il delisting è in realtà un’ipotesi remota
  • il ritorno dei programmi di buyback delle azioni proprie da parte di molte società quotate

 

Quanto al primo punto, gli analisti di Cirdan Capital ritengono molto più probabile un accordo tra policy policy makers americani e cinesi in termini di politica monetaria, che possa rispettare gli aspetti contabili al momento sotto la lente della SEC. In merito al secondo punto invece, il ritorno in auge dei buy-back azionari ridurrebbe l’offerta di azioni nel mercato incrementando contemporaneamente la fiducia degli investitori. Ad esempio, Alibaba il 22 marzo ha registrato un +13% a seguito dell’annuncio del buyback delle azioni per $25 miliardi invece di $15 miliardi.

Per questi motivi, crediamo che l’equity cinese abbia registrato i minimi livelli negli ultimi mesi e che le valutazioni siano estremamente convenienti, soprattutto se confrontati con altri strumenti finanziari”, conclude Oprandi, specificando le macroaree di investimento impermeabili alla debolezza nel lungo periodo su cui saranno dunque registrate le migliori sovraperformance a parere dell’emittente: infrastrutture, green energy, beni di largo consumo ed e-commerce.

 

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