In occasione del World Water Day 2026, la Giornata mondiale dell’acqua promossa dalle Nazioni Unite dal 1993, la Cina ha annunciato di aver realizzato la rete idrica più grande al mondo. Il sistema di distribuzione, considerato una priorità strategica per il governo, copre l’80,3% del territorio nazionale. L’infrastruttura gestisce l’approvvigionamento delle risorse, il controllo delle inondazioni e la tutela ambientale.
Nelle zone rurali, il completamento di 82.900 progetti ha permesso a 495 milioni di persone di beneficiare di nuovi sistemi di accesso all’acqua, con una copertura che ha raggiunto il 96% per quella potabile. Il presidente Xi Jinping ha sottolineato che “nel perseguire la modernizzazione della Cina, è necessario considerare le questioni relative alle risorse idriche” e “accelerare l’ammodernamento delle infrastrutture”. L’acqua ormai è l’oro blu: un megatrend sempre più strategico.
In questo articolo:
- Cina potenza mondiale dell’acqua: rete idrica da record
- L’obiettivo dell’infrastruttura idrica più grande al mondo
Cina potenza mondiale dell’acqua: rete idrica da record
L’Mwr, il Ministero delle risorse idriche guidato da Li Guoying, dichiara in una nota che il governo cinese ha investito 5.680 miliardi di yuan e ha costruito 95.000 dighe e bacini per una capacità di stoccaggio totale superiore a mille miliardi di metri cubi. Dal 2022 ad oggi, gli investimenti annuali hanno superato i 1.000 miliardi di yuan per quattro anni consecutivi.
È grazie a questi numeri che la Cina è diventata la nazione con il maggior numero di bacini, dighe di grandi dimensioni e tipologie varie di dighe al mondo. Ora la rete idrica nazionale collega il paese da sud a nord: il progetto ha portato oltre 87 miliardi di metri cubi d’acqua verso le regioni settentrionali a beneficio di 195 milioni di persone.
Pechino è all’avanguardia anche nell’efficienza dell’uso dell’acqua: a fronte di una forte crescita economica ed agricola, il governo è riuscito a mantenere stabile il consumo idrico annuo totale, sotto i 610 miliardi di metri cubi. L’agricoltura ha beneficiato direttamente del piano: 3,53 milioni di ettari di terreni agricoli sono stati irrigati, rafforzando la sicurezza alimentare con la copertura dell’80,76% della produzione di cereali.
Sul piano ambientale, è stato completato un ampio processo di rivitalizzazione fluviale e lacustre. Sono stati sviluppati piani di gestione e protezione su misura di fiumi e laghi, sono state migliorate le condizioni della fauna ittica e favorita la biodiversità. La digitalizzazione ha giocato un ruolo fondamentale grazie ad una rete sofisticata di satelliti, radar, stazioni di monitoraggio e modelli predittivi all’avanguardia.
L’obiettivo dell’infrastruttura idrica più grande al mondo
Pechino è il più grande emettitore di anidride carbonica al mondo con il 29,5% delle emissioni globali di gas serra. Al tempo stesso, è il maggiore produttore di tecnologie pulite (domina la catena di approvvigionamento di pannelli solari, batterie e veicoli elettrici), il più grande mercato elettrico del pianeta e la nazione che in questo campo investe di più all’estero.
La Cina non vuole solo rendere la gestione della sua rete idrica sempre più integrata, intelligente e connessa. Nel 15° piano quinquennale (quello per il periodo 2026-2030) approvato dal Congresso nazionale del popolo a inizio marzo, il governo accelera la costruzione del più grande sistema energetico rinnovabile del pianeta, puntando su energie pulite e infrastrutture elettriche senza rinunciare del tutto all’intensità carbonica.
L’idroelettrico è al centro della transizione cinese verso fonti rinnovabili. Per ridurre la dipendenza da combustibili fossili come carbone, gas e petrolio, il Dragone lavora ad infrastrutture di stoccaggio super efficienti per l’accumulo. L’obiettivo è utilizzare il surplus eolico e solare per pompare acqua nei bacini situati nelle aree montuose, in modo da rilasciare energia nei momenti di maggiore richiesta per produrre elettricità.
Il traguardo in vista è passare dagli attuali 60 Gw a 100 Gw di capacità di accumulo idroelettrico a pompaggio entro il 2030: un obiettivo centrale per il parametro climatico principale del piano, ovvero la riduzione del 17% delle emissioni di Co2 per unità di Pil. La strategia è costruire un sistema industriale moderno che combini capacità energetiche pulite, innovazione tecnologica e crescita economica nel lungo periodo.









