Xi Jinping e i suoi colleghi di partito sono convinti che la Cina nel 2024 crescerà a un ritmo del 5%. Forse devono far finta di esserlo, ma i dati che arrivano dal Paese dicono il contrario. Così come gli analisti di UBS, che si sono aggiunti a quelli di Nomura e JP Morgan Chase nel prevedere un PIL 2024 inferiore alla soglia indicata dal Politburo. L’exploit del primo trimestre dell’anno, quando la crescita si era attestata al 5,3%, non sembra destinato a ripetersi. Dopo il +4,7% del secondo trimestre, anche il terzo e il quarto potrebbero deludere.
Le stime per la Cina di UBS
Gli analisti del gruppo bancario svizzero prevedono che il PIL cinese si attesterà al 4,6% alla fine dell’anno, al di sotto delle previsioni dei governanti cinesi. La stima è stata rivista al ribasso dal +4,9% precedente, in conseguenza di una crisi del mercato immobiliare ancora in pieno corso e una politica monetaria giudicata restrittiva.
Nel 2024 il governo e la People’s Bank of China non si sono dimostrati tanto attivi nel sostenere la crescita e i consumi, che continuano a peggiorare. I risultati di PDD Holdings, che controlla la piattaforma di e-commerce Temu (ex Pinduoduo), ne sono la dimostrazione. Nel secondo trimestre dell’anno il fatturato di PDD si è attestato a 97,06 miliardi di dollari, mancando le stime degli analisti che si attestavano a 100 miliardi.
“Ci aspettiamo un impatto crescente della debolezza del settore immobiliare sull’economia, anche attraverso i consumi delle famiglie” hanno scritto gli analisti di UBS nel loro report. Oltre a UBS, anche Nomura e JP Morgan Chase hanno ridotto, nelle settimane passate, le attese di crescita 2024 della Repubblica Popolare. Per Nomura il risultato finale si attesterà al 4,5%, per JP Morgan al 4,6%.
La lenta implosione
Lo scenario economico per la Cina non lascia intravvedere segnali di miglioramento nel prossimo futuro. Wang Yan di Alpine Macro ritiene l’obiettivo di crescita al 5% del governo “quasi impossibile” e si è spinto a parlare di “lenta implosione” del Paese. Secondo lo strategist i responsabili politici cinesi non hanno una strategia chiara e coerente per affrontare le sfide e le misure per affrontarle sono frammentarie.
Tagli dei tassi di interesse, attualmente al 3,35%, iniezioni di liquidità, e aumento del deficit di bilancio per sostenere l’economia sono gli interventi che gli economisti ritengono necessari per modificare la rotta discendente della Cina.
“Una contrazione più grave del previsto nel settore immobiliare potrebbe pesare ulteriormente sulla domanda e peggiorare la fiducia, amplificando le tensioni delle autorità locali sui conti pubblici e portando a pressioni disinflazionistiche e spirali macro finanziarie avverse” ha scritto in un rapporto di inizio anno sul Paese il Fondo monetario internazionale. L’istituzione con sede a Washington è allineata a UBS e JP Morgan con riferimento alla crescita 2024, prevista al 4,6%, ma prevede un continuo peggioramento nei prossimi anni: 4,1% nel 2025, 3,8% nel 2026, 3,6% nel 2027, 3,4% nel 2028, 3,3% nel 2029.










