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Come investono gli italiani e su che cosa? Lo rivela la Consob

Cultura, innovazione e sostenibilità: sono le linee guida sotto la lente d’ingrandimento nelle scelte finanziarie degli italiani rilevate dalla CONSOB. L’Autorithy guidata da Paolo Savona ha diffuso il suo Rapporto 2022 basato sull’indagine “L’approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane”. La ricerca è stata realizzata da GfK Italia nei mesi di giugno e luglio 2022 su un campione rappresentativo di 1.436 investitori, l’80% uomini. Gli analisti specificano che il report “esplora anche talune differenze di genere sulla base di un campione esteso a 2.085 individui e più bilanciato rispetto alla presenza femminile”. Le informazioni registrate sono relative a conoscenze finanziarie, finanza digitale, consulenza e investimenti sostenibili. Un quadro efficace per comprendere come investono gli italiani.

 

Su cosa investono gli italiani?

Innanzitutto, il 40% degli investitori italiani partecipa ai mercati finanziari da più di 10 anni, mentre il 23% dichiara di essere un “nuovo investitore”, ossia ha acquistato un’attività finanziaria per la prima volta nel triennio 2020-2022. Passando al “cosa” ha comprato, gli italiani tendono a detenere soprattutto certificati di deposito e buoni fruttiferi postali, indipendentemente dalle conoscenze finanziarie e dall’esperienza negli investimenti che è superiore ai cinque anni soltanto nel 55% degli intervistati. Inoltre, la preferenza per il conto corrente è scesa dal 18 al 12%. Ecco le scelte di investimento più diffuse in Italia nel 2022.

  • Certificati di deposito e buoni fruttiferi postali: 50% degli investitori
  • Fondi comuni di investimento: 29%
  • Titoli di Stato italiani: 18%
  • Gestioni patrimoniali: 16%
  • Prodotti assicurativi a contenuto finanziario: 15%
  • Azioni quotate: 13%
  • Obbligazioni bancarie: 11%
  • Titoli esteri: 8%

 

In generale, invece, i possibili impieghi del risparmio sono al 23% per l’investimento immobiliare, al 20% per l’investimento finanziario e all’8% per l’acquisto di criptovalute, un dato più che raddoppiato rispetto al 2021. Ma perché gli italiani investono? Le motivazioni primarie sono tre: la protezione del capitale nel 39% degli intervistati, la crescita per il 27% e la generazione di una rendita periodica per il 18%. Il 41% degli investitori sentiti privilegia l’attenzione alla sostenibilità delle spese, che tuttavia non sempre sono monitorate.

Nel 45% dei casi (in forte aumento rispetto al 2021) l’investimento avviene con una consulenza informale (amici, parenti, colleghi), nel 26% con una consulenza vera e propria e nel restante 24% autonomamente. Gli intervistati ammettono di non ricorrere ad un consulente perché investono piccole somme (29%) o in strumenti semplici (23%), ha costi troppo elevati (26%) oppure non hanno fiducia (19%). Ma il Rapporto conferma che la scarsa diffusione della consulenza è associata alla bassa conoscenza del servizio: soltanto il 39% del campione, ad esempio, ha consapevolezza che la consulenza è riservata esclusivamente ai soggetti iscritti all’Albo unico dei consulenti finanziari e appena il 34% sa che la consulenza è un servizio a pagamento.

In aggiunta, il 57% del campione non è disposto a pagare un consulente. Il 63% degli investitori assistiti si affida allo stesso consulente finanziario da almeno sei anni. I tre fattori principali che guidano la scelta di un professionista sono la chiarezza, l’attenzione verso il cliente e l’affidabilità.

 

È sempre più difficile gestire le finanze personali

Il 2022 non si è dimostrato un anno facile per il risparmio. L’80% degli intervistati ritiene “complessa” la gestione delle finanze personali a causa del contesto incerto, caratterizzato dall’inflazione e dall’impatto della crescita dei prezzi sul proprio potere di acquisto. Gli altre tre elementi sono il rischio di essere truffati, la sfiducia nel sistema e l’inadeguatezza delle conoscenze finanziarie.

A tal proposito, l’indagine rileva ancora una cultura finanziaria troppo bassa in Italia, in particolare riguardo a concetti di base, strumenti come azioni, obbligazioni e fondi comuni e dimensioni dei rischi di credito, mercato e liquidità. Eppure, gli investitori italiani riconoscono sempre più l’importanza che riveste il ruolo della cultura finanziaria: il 66% di intervistati sono infatti propensi ad apprendere, un +10% rispetto all’anno precedente.

È proprio a causa della scarsa cultura finanziaria e all’incertezza del mutato contesto economico che, rispetto al 2021, sono peggiorati il controllo finanziario (pianificazione, rispetto di un budget e risparmio) e l’attitudine all’investimento: rispettivamente 6,6 e inferiore a 5 su una scala da 0 a 10. Oltre a ciò, gli investitori italiani diversificano ancora poco il proprio portafoglio: il 43% detiene un solo prodotto finanziario.

Chi ha un solo prodotto diverso da un’attività di risparmio gestito (quasi il 50% del campione) sceglie CD e BFP nel 51% dei casi. La diversificazione è ancora legata a chi ha maggiore capitale e conoscenze finanziarie approfondite. Tra gli intervistati assistiti da un professionista, accade il contrario di quanto avviene tra investitori autonomi: è meno diffuso il possesso di un solo prodotto e di depositi bancari e postali, mentre è più frequente l’investimento in fondi comuni e obbligazioni bancarie.

Il bilancio del 2022 parla chiaro: il 44% degli intervistati ha risparmiato occasionalmente una parte del suo reddito a fronte di un 14% che non ha risparmiato e ad un 6% che ha risparmiato la maggior parte del reddito. Il restante 36% è un risparmiatore regolare. Dal Rapporto, infine, viene a galla ancora una forte differenza di genere. Le donne hanno una maggiore avversione al rischio e alle perdite, al tempo stesso mostrano la tendenza al cosiddetto underconfidence, ovvero a sottostimare le proprie conoscenze e competenze. Ciononostante, a differenza degli uomini, con minori conoscenze in materia di prodotti finanziari preferiscono ricorrere più di frequente al supporto di un consulente. Il Rapporto 2022 completo è disponibile sul sito del CONSOB.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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