Default Russia anche se i soldi ci sono. Ora cosa succede? - Borsa e Finanza

Default Russia anche se i soldi ci sono. Ora cosa succede?

Russia in default anche se i soldi ci sono

Il debito russo è in default per la prima volta da oltre 100 anni. Il pagamento per circa 100 milioni di dollari di interessi su obbligazioni riservate a investitori esteri al termine dei 30 giorni di grazia non è stato onorato, o comunque non vi sono segnali in tal senso. Nello specifico l’inadempienza riguarda: un’obbligazione denominata in dollari in scadenza nel 2026, su cui la Russia avrebbe dovuto pagare il 27 maggio interessi per 71,25 milioni di dollari; un’obbligazione in euro di durata fino al 2036, con interessi per 26,5 milioni di euro, pari a circa 28 milioni di dollari.

Il default della Russia rappresenta l’effetto più estremo della lotta finanziaria che si è innescata tra l’Occidente e il Cremlino dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina. Quanto accaduto ha una natura diversa rispetto ad altre situazioni simili accadute in passato. Innanzitutto perché Mosca è già stata messa al bando nei rapporti economici, finanziari e politici a livello internazionale dalle sanzioni. Inoltre perché il default non dipende dalla mancanza di volontà o di denaro del Paese guidato da Vladimir Putin di saldare i suoi impegni, ma dal fatto che i canali di trasferimento monetario sono stati chiusi da parte degli Stati occidentali.

Le alte Autorità russe infatti respingono l’idea che il Paese sia andato in default, ma hanno affermato che si tratta di un marchingegno costruito artificialmente dall’Occidente per colpire la Russia. Infatti, il Tesoro americano il mese scorso ha impedito agli investitori americani di ricevere pagamenti dal Governo russo mentre l’Unione Europea questo mese ha impedito a Mosca di trasferire i pagamenti in dollari ai depositari internazionali di titoli, sanzionando il National Settlment Depository russo.

 

Russia in default: e ora che succede?

L’ultima volta che il debito russo è andato in default era il 1998 con la crisi del Rublo, ma allora si trattava di debito interno. Questa volta la risonanza è internazionale. Se i creditori non avranno il loro denaro indietro, la Russia probabilmente sarà portata davanti ai Tribunali competenti per una causa legale. La situazione è paradossale, perché Mosca è in grado di pagare, così come di gestire altri 40 miliardi di obbligazioni estere in circolazione (di cui 2 miliardi in scadenza entro il 2022), grazie alle entrate derivanti dalla vendita di gas e petrolio. I blocchi finanziari però le impediscono di farlo. Il punto è che l’inadempimento su un pagamento viene comunque considerato un default e ciò comporterà per il Governo russo l’impossibilità da parte del Governo russo di accedere ai mercati finanziari per ottenere altri prestiti.

Secondo gli economisti di Nomura Research Institute, la dichiarazione di default russa è un evento simbolico, in quanto il paese è già quasi completamente tagliato fuori dai mercati finanziari dalle sanzioni. Tuttavia il Governo russo ha già perso l’occasione di emettere debito denominato in dollari e il default verosimilmente inasprirà la situazione.

 

Russia: il G7 inasprisce le sanzioni

Intanto i leader del G7 riuniti a Monaco di Baviera stanno per prendere altre decisioni importanti nella guerra economico-finanziaria che stanno conducendo nei confronti della Russia. In queste ore si sta discutendo di imporre un tetto ai prezzi sul petrolio russo per contrastare la capacità di Putin di finanziare la guerra in corso contro l’Ucraina.
Inoltre dovrebbe essere attuato il divieto di importazione dell’oro russo. Mosca è il secondo più grande produttore del metallo prezioso nel mondo dopo la Cina e il 90% di tale produzione è destinata alla Gran Bretagna. Lo scopo è quello di impedire agli oligarchi di usare il metallo prezioso per convertire i loro beni, aggirando le sanzioni. La notizia di un divieto imminente è stata confermata ieri dal Presidente americano Joe Biden, che su Twitter ha scritto “Gli Stati Uniti hanno imposto costi senza precedenti a Putin per negargli le entrate di cui ha bisogno per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina”. E ha aggiunto “Il G7 annuncerà il divieto di importazione di oro russo, commercio che permette alla Russia di rastrellare decine di miliardi di dollari”.

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