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Dividendi record nel secondo trimestre, Italia +18,9%

Banconote da 50 euro sparse su un tavolo

Il 2023 potrebbe chiudersi con un livello record di dividendi distribuiti dalle aziende a livello globale. A dirlo è lo studio Global Dividend Index pubblicato da Janus Henderson. L’incasso complessivo per gli azionisti globali dovrebbe attestarsi a 1.640 miliardi di dollari secondo l’asset manager. Nella seconda parte dell’anno, tuttavia, potrebbero iniziare a farsi sentire gli effetti delle manovre restrittive sui tassi di interesse messe in atto dalle Banche centrali a partire dal 2022.

“La crescita economica sta rallentando in tutto il mondo in risposta ai tassi di interesse più elevati – spiega Ben Lofthouse, responsabile Global Equity Income di Janus Henderson -. Attualmente i mercati prevedono utili globali stabili per quest’anno dopo i livelli record segnati nel 2022, e quando parliamo con le società di tutto il mondo le sentiamo più prudenti sulle prospettive future. Sebbene l’occupazione sia rimasta molto robusta, alcune aree dell’Europa sono entrate in recessione tecnica e i decisori politici di tutto il mondo sono ancora intenti a combattere l’inflazione, anche se a costo della produzione”.

 

Il record di dividendi del secondo trimestre

Nel secondo trimestre le società globali hanno distribuito utili per 568,1 miliardi di dollari, in crescita del 4,9%, mentre la crescita sottostante ha accelerato al 6,9% su base annua. Una cifra record che dovrebbe permettere al 2023 di concludersi con una crescita complessiva delle cedole. Janus Henderson si aspetta un aumento delle distribuzioni del 5,2% su base complessiva, previsione che non è stata modificata al rialzo in virtù dello scenario più difficile per la crescita economica. La crescita sottostante dovrebbe attestarsi al 5%. “Stimiamo che i dividendi continueranno a crescere. La maggior parte delle regioni e dei settori offre dividendi in linea con le attese” è il commento di Lofthouse.

Il settore bancario, in particolare, continuerà a offrire una crescita solida per la restante parte dell’anno, effettuando distribuzioni record agli azionisti. Un contesto economico più debole è solitamente negativo per le banche, ma la fine di anni di tassi di interesse straordinariamente bassi sta avendo un effetto positivo molto forte sui margini bancari e favorisce le distribuzioni di dividendi. Le grandi banche sono strettamente regolamentate: pertanto, entrano in questa fase di flessione e la affrontano da una posizione patrimoniale solida”.

 

Italia e banche le più generose

L’Italia ha un feeling positivo con i dividendi. Le società italiane sono tra le più generose e per gli investitori italiani, cassettisti e prudenti, la cedola è un invito a nozze. I dividendi sono rassicuranti, secondo Lofthouse, in quanto sono solitamente molto meno volatili degli utili. Nel Belpaese la crescita sottostante degli utili è stata del 18,8%, superiore alla media globale e dell’area euro. Nel complesso in Europa sono stati distribuiti nel secondo trimestre 184,5 miliardi di dollari di cedole con una crescita complessiva del 9,7%. Di questi 9,2 miliardi di dollari sono stati distribuiti dalle società quotate italiane.

Federico Pons, responsabile per l’Italia di Janus Henderson, sottolinea il peso del settore bancario e, al suo interno di Unicredit “che ha contribuito in maniera significativa al dato dopo aver praticamente raddoppiato il dividendo”. Il settore bancario è il più generoso anche fuori dall’Italia tanto che la metà della crescita dei dividendi è ascrivibile al settore bancario. Le banche hanno potuto incrementare il margine di interesse grazie al rialzo dei tassi di interesse. Tuttavia sono finite sotto pressione per l’incremento del differenziale tra tassi sui mutui e sui finanziamenti e tassi sui conti correnti, mantenuti a livelli vicini a zero.

Ciò ha spinto il governo verso l’introduzione di una tassa sugli extra-profitti bancari ancora in gestazione che potrebbe impattare sui bilanci bancari. Non sarebbe un impatto significativo ma bisogna aggiungere le incertezze dello scenario economico in rallentamento che potrebbe portare a un aumento delle insolvenze.
Tra i settori che meglio hanno performato nel secondo trimestre c’è anche quello automobilistico che ha inanellato il settimo aumento di fila nel secondo trimestre anno su anno con le case automobilistiche tedesche che hanno distribuito metà dell’incremento.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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