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Dollaro USA: il rischio di shutdown lo spinge ai massimi di 10 mesi

Una statua in marmo di Thomas Jefferson davanti al sepolcro dove riposa uno dei padri della patria degli USA

Il dollaro USA è l’asset valutario del momento come dimostrano anche gli acquisti di oggi sul biglietto verde.  Il Dollar Index – che misura l’andamento del dollaro rispetto a un paniere delle principali valute mondiali – è arrivato a 105,70, massimo da dicembre 2022.

Gli investitori si stanno rifugiando nel dollaro USA a causa delle molteplici tensioni che in questo periodo investono l’economia e i mercati finanziari. Una grande spinta è stata data dalla Federal Reserve, che nella riunione della scorsa settimana ha promesso tassi d’interesse alti più a lungo di quanto si aspettasse il mercato e soprattutto ha annunciato solo due tagli nel 2024 al posto dei quattro attesi. Ciò rende più redditizio detenere dollari ma anche attira gli investitori verso un bene rifugio in uno scenario meno ideale per la crescita e lo sviluppo dei mercati.

 

Dollaro USA: l’importanza dello shutdown

Attualmente vi è un altro fattore che sta tenendo il mercato con il fiato sospeso e che porta ad acquistare dollari: il rischio di uno shutdown del governo negli Stati Uniti. Si tratta di una procedura che entra in azione ogni volta che il Congresso USA non riesce ad approvare una legge per il finanziamento di alcune attività amministrative. Negli Stati Uniti, l’anno fiscale inizia il 1° ottobre e questa è la data in cui il Congresso deve vagliare i piani di spesa dello Stato, che possono essere equiparati alla Legge di Bilancio in Italia. Se le forze parlamentari non si mettono d’accordo per l’approvazione, si determina un arresto (shutdown, appunto) delle attività governative non essenziali fino a quando non verrà approvata la legge.

L’agenzia Moody’s, unica ancora a mantenere il massimo del rating per il debito USA, ha lanciato un severo avvertimento affermando che uno shutdown danneggerebbe il credito del paese. Tutto ciò ha innescato vendite sui titoli di Stato facendo salire i rendimenti su tutte le scadenze. Inoltre la concorrenza per il biglietto verde si fa più debole con lo yen che continua la sua fase calante a causa della politica ultra-accomodante della Bank of Japan e con l’oro che ha perso smalto negli ultimi tempi essendo un asset non redditizio e quindi meno adatto a un contesto di tassi d’interesse alti.

 

Le opinioni degli analisti

Il dollaro USA trae forza anche dall’economia statunitense in grande spolvero, che si sta mostrando straordinariamente resiliente ai tassi d’interesse più alti degli ultimi quattro decenni. “Il dollaro è un rullo compressore”, ha dichiarato Joe Tuckey, responsabile dell’analisi FX presso il broker Argentex. Stiamo solo vedendo che i dati macroeconomici sono costantemente forti negli Stati Uniti”.

Secondo Andrew Ticehurst, stratega dei tassi presso Nomura Inc. a Sydney, la valuta statunitense è “un bene rifugio sicuro ad alto rendimento e ad alta crescita”. L’esperto si aspetta che “la forza dell’USD continui, trainata dalle divergenze di crescita, dai tassi più elevati e da potenziali ulteriori avversioni al rischio”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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