Dollaro USA rallenta la corsa, ma per gli strateghi il rally riprenderà presto - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Dollaro USA rallenta la corsa, ma per gli strateghi il rally riprenderà presto

Dollaro USA rallenta la corsa, ma per gli strateghi rally riprenderà presto

Il dollaro USA in queste prime sedute del mese di ottobre ha rallentato la sua corsa. Il Dollar Index, che riproduce l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di valute internazionali, ha perso l’1,8% tra lunedì e ieri, riducendo a poco più del 15% la performance positiva da inizio anno. In particolare, ha rialzato la testa la sterlina, che ha sfiorato una quotazione di 1,15 dollari, dopo che all’inizio della scorsa settimana era violentemente affondata al minimo storico di 1,0350. Anche l’euro ha guadagnato parecchie posizioni, agguantando la parità che non vedeva dal 20 settembre scorso.

Ciò che probabilmente ha spinto gli investitori ad allentare gli acquisti di dollari deriva sia dalle quotazioni molto alte raggiunte dalla valuta USA, sia dalla speranza che la paura di un’imminente recessione possa far diventare meno aggressive le principali Banche centrali mondiali. Oggi gli investitori, sono tornati a comprare il biglietto verde, con l’indice del dollaro USA di nuovo in salita.

 

Dollaro USA: gli strateghi di mercato vedono nuovi acquisti

Gli operatori di mercato non sono convinti che il calo del dollaro USA possa essere permanente. Secondo gli strateghi di Canadian Imperial Bank of Commerce, il mercato sta solo prendendo profitto dal rally che ha portato a livelli record la moneta americana. A loro avviso, i segnali accomodanti arrivati dalla Reserve Bank of Australia, che ha effettuato un rialzo dei tassi di interesse inferiore rispetto a quanto si aspettava il mercato, non saranno ripresentati dalle altre Banche centrali. “Bisognava fare una mossa take-profit per il dollaro, ma è troppo presto per dire che la storia del picco dei tassi sia qui per rimanere data la mancanza di prove credibili sul calo dell’inflazione”, ha sostenuto Bipan Rau, responsabile della strategia di cambio presso la banca canadese.

Dello stesso avviso sono gli strateghi valutari di Brown Brothers Harriman, secondo cui “la Federal Reserve non è affatto vicina al pivot, e nemmeno la BCE e la BoE”. Anche da Goldman Sachs giungono indicazioni su uno scenario base con Fed restrittiva. “Il (minore) rialzo dei tassi dell’Australia non è sorprendente dato che l’istituto centrale è stato notevolmente meno aggressivo”, ha scritto la banca d’affari statunitense in una nota ai clienti. Geoffrey Yu, uno stratega senior con sede a Londra presso la Bank of New York Mellon Corp., ha riferito che la Banca centrale australiana si appoggia a parametri di mercato completamente diversi rispetto a quella americana, la quale a suo avviso aumenterà i tassi di almeno 75 punti base nella riunione di novembre.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *