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Economia globale: per OCSE prospettive migliori ma occhio a inflazione

Economia globale: l'OCSE è fiduciosa, ma lancia un monito per l'inflazione

L’OCSE manda un segnale di fiducia per l’economia globale, anche se avverte che l’inflazione potrebbe essere ancora ostica. “Le prospettive per il mondo sono leggermente più luminose all’inizio del 2023 rispetto a quello che pensavamo sarebbe stato solo due o tre mesi fa”, ha dichiarato oggi il segretario generale dell’organizzazione Mathias Cormann. Il capo dell’OCSE ha sottolineato che i prezzi dell’energia e del cibo sono sostanzialmente inferiori rispetto ai loro picchi, grazie alle politiche di diversificazione energetica messe in atto dall’Europa. A ciò si è aggiunto un “inverno benigno”, che ha permesso di contenere la domanda di energia mantenendo bassi i prezzi del gas.

Cormann ora prevede che l’economia globale crescerà molto al di sotto di quelle che erano le aspettative prima dello scoppio della guerra Russia-Ucraina. A suo giudizio, il PIL nel 2022 aumenterà del 3,1%, con un rallentamento al 2,2% nel 2023 e un recupero al 2,7% nel 2024. A contribuire in maniera rilevante dovrebbero essere i mercati emergenti, mentre “Europa e Stati Uniti rallenteranno bruscamente”, ha aggiunto.

 

OCSE: l’inflazione non è ancora sconfitta

Il costo della vita comunque continua a essere un rischio per il numero uno dell’OCSE. “L’inflazione sta iniziando a scendere, ma c’è molto lavoro da fare per affrontarla e questo comporta dei rischi che dovranno essere gestiti bene nel corso delle settimane e dei mesi”, ha affermato. Al riguardo, secondo Cormann, la Federal Reserve ha intrapreso azioni aggressive lo scorso anno alzando i tassi d’interesse per arrestare la crescita dei prezzi. Ora, la Banca Centrale statunitense “continua a combattere l’inflazione in modo più costante, consentendo che le misure in cantiere abbiano effetto”, ha detto. “Questo è ciò che ci aspettiamo che le Banche centrali di tutto il mondo facciano, ossia che continuino a monitorare i dati e ad adeguare le decisioni”, ha aggiunto Cormann.

La Fed è molto attesa nella riunione di marzo, in quanto il mercato teme che i tassi d’interesse possano tornare a una stretta di 50 punti base, dopo che nell’ultima riunione l’istituto monetario americano aveva alzato il costo del denaro solo dello 0,25%. Questa ipotesi è stata ventilata dai presidenti della Fed di Cleveland, Loretta Mester, e della Fed di St. Louis, James Bullard, a seguito degli ultimi dati sull’IPC USA che avevano mostrato una discesa del carovita più lenta delle aspettative.

 

Quanto è importante la Cina per l’economia globale

Il segretario generale dell’OCSE ha affrontato anche il capitolo Cina, reputando che l’allontanamento di Pechino dalla politica zero-Covid portata avanti per tutto il 2022 sia un fattore estremamente positivo per rilanciare la crescita dell’economia globale. “Nel medio-lungo termine, questo è molto positivo in termini di assicurarsi che le catene di approvvigionamento funzionino in modo più efficiente ed efficace, assicurandosi che la domanda in Cina e in effetti il commercio più in generale riprendano in un modello più positivo”, aveva detto Corman al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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