Economia: ecco lo scenario e le strategie di CFA Society Italy - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Economia: ecco lo scenario e le strategie di CFA Society Italy

Una bussola: la direzione di economia e inflazione è stata discussa nel corso della CFA Society Forecast Dinner 2023

Rallentamento dell’economia mondiale, deglobalizzazione e inflazione sono i nodi fondamentali per comprendere il 2023. Di questi nodi si è discusso nel corso della Chartered Financial Analyst Forecast Dinner 2023 di CFA Society Italy. Nel corso della serata sono intervenuti l’economista della Banca d’Italia, Stefano Siviero; Michele Armanini, managing director Infracapital di M&G Investments; Christophe P.Braun, equity investment director di Capital Group; Gabriel Doz, portfolio specialist PGIM Fixed Income; Anna Guglielmetti, responsabile gestioni istituzionali Asset Management Italy di Credit Suisse.

 

Economia: rischi al ribasso sulla crescita, bilanciati sull’inflazione

Il focus dei mercati sta passando dall’inflazione alla crescita. È l’andamento dell’economia, in rallentamento, che in questo momento preoccupa di più. Stefano Siviero, economista della Banca d’Italia, ha fatto notare che oggi le aspettative sul PIL sono in media inferiori del 2,5% rispetto a quelle di qualche mese fa. Con riferimento all’Italia “la crescita si è affievolita nel corso del 2022 ma si è stabilizzata nel quarto trimestre”. Il Belpaese in questo momento sembra godere di una salute economica migliore di altre nazioni del consesso europeo: “Siamo uno dei paesi che ha effettuato più passaggi nell’attuazione del Pnrr – ha ripreso Siviero – e c’è un recupero generale degli indici PMI che sono tornati sopra quota 50”.

Rimane il freno attivato dalla crescita dell’inflazione, in particolare del prezzo delle materie prime energetiche. Anche se le quotazioni del gas naturale sono ben lontane dai picchi di agosto scorso, la volatilità rimane elevata: “L’Italia ha fatto grandi passi avanti – ha spiegato Stefano Siviero – nella riduzione della dipendenza dalla Russia, passando dal 50% al 20% della quota di importazioni totali. Inoltre i livelli di stoccaggio di gas naturale in Europa sono ai livelli più elevati degli ultimi cinque anni, favoriti anche da un clima benevolo nel corso dell’inverno”.

Nel complesso i prezzi al consumo stanno calando con le aspettative forward a 5 anni che, secondo Siviero “non hanno mai dato preoccupazioni in quanto viaggiano in area 2,2%-2,3%”. Tra i rischi sul fronte dei prezzi al consumo l’economista inserisce la riapertura della Cina: “I cinesi hanno risparmiato tanto durante i lockdown forzati e la riapertura si trasformerà in una forte domanda che potrebbe mettere sotto pressione il mercato delle materie prime”. Tuttavia, considerando la forza produttiva della Cina nel comparto delle risorse, un aumento della domanda verrebbe in parte compensato da un incremento dell’offerta.

Le aspettative di inflazione a 5 anni in Europa rimangono contenute sotto il 2,5%
L’andamento del 5y5y Inflation Swap, che riflette le aspettative di inflazione a 5 anni in Europa – Fonte: Bloomberg

 

Le ricette per affrontare lo scenario economico

Per Michele Armanini, managing director Infracapital di M&G Investments, lo scenario di aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e le tensioni geopolitiche che non accennano a rientrare consigliano di spostarsi su attività resilienti e sostenibili, in grado di sopportare un rallentamento dell’economia. In questo senso una buona opportunità è costituita dalle infrastrutture europee, che hanno mostrato resilienza nel corso degli ultimi anni. “È un asset class tradizionalmente protetta dall’inflazione che offre rendimenti relativamente stabili nel tempo e una valida fonte di diversificazione”. Sul mercato delle infrastrutture inoltre, agiscono i grandi trend macroeconomici di lungo termine come la transizione energetica o la digitalizzazione.

La solidità delle imprese è il metro di analisi che guida Christophe P.Braun, Equity investment director di Capital Group che sceglie, per il suo portafoglio, le aziende tradizionali ma solide che pagano dividendi: “Troviamo opportunità di questo tipo in tutto lo spettro del mercato, ad esempio nei settori sanitario, energetico, informatico e alcuni finanziari. Per individuare tali società nel lungo periodo, non basta guardare solo ai titoli con i rendimenti da dividendo più elevati. È più che mai importante effettuare previsioni accurate per determinare la reale proiezione della crescita futura dei dividendi. La noia sta diventando un investimento eccitante a lungo termine per gli investitori” ha concluso Braun.

Il settore del credito, grande protagonista nel primo mese del 2023 è l’ambito in cui si muove Gabriel Doz, portfolio specialist PGIM fixed income. Secondo Doz sono diversi i punti di ingresso interessanti che si manifesteranno nel corso dei prossimi mesi, dando l’occasione agli investitori di ottenere forti performance a lungo termine.

Positiva sull’obbligazionario, prudente sull’azionario si è infine dichiarata Anna Gugllielmetti, responsabile gestioni istituzionali Asset Management Italy di Credit Suisse: “Ci aspettiamo che per il 2023 la correlazione negativa tra asset class torni a funzionare. Il rallentamento di economia e inflazione dovrebbe favorire un ritorno di interesse verso l’obbligazionario. Le valutazioni sull’azionario non sono attraenti dopo il recente rimbalzo e la crescita gli utili potrebbe riservare delle sorprese negative”.

AUTORE

Picture of Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *