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Economia USA: Goldman Sachs, con i dazi di Trump giù il PIL e su l’inflazione

Economia USA: Goldman Sachs, con i dazi di Trump giù il PIL e su l'inflazione

Il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump alle prossime elezioni americane rischia di cambiare profondamente l’economia USA. Il fatidico giorno delle urne è un evento di primaria importanza nel quadro economico e geopolitico mondiale: i rapporti tesi degli USA con la Cina, il conflitto in Medio Oriente e la guerra Russia-Ucraina sono solo alcune delle grandi questioni da sbrogliare per il prossimo presidente degli Stati Uniti. Trump, in vantaggio attualmente nei sondaggi, ha promesso soluzioni facili che gli hanno procurato consenso ma che per i cittadini americani potrebbero portare importanti cambiamenti economici e modificare il loro stile di vita.

 

Economia USA: gli effetti sui dazi di Trump

In una nota Goldman Sachs si è espressa dicendo che, se sarà eletto, Trump imporrà dei dazi alla Cina che produrrebbero l’effetto di rallentare l’economia USA e rilanciare l’inflazione. A giudizio degli analisti della banca americana, ogni punto percentuale di aumento delle tariffe implicherebbe una riduzione del PIL statunitense fino allo 0,15%, a causa delle ritorsioni di Pechino. Anche tenendo conto delle maggiori entrate derivanti dai tagli fiscali che stimolerebbero la spesa e gli investimenti, il colpo sarebbe comunque almeno di 5 punti base. “Ogni punto percentuale di aumento dei dazi cinesi accrescerebbe le entrate del governo di circa 30 miliardi di dollari all’anno o dello 0,1%, ma l’effetto complessivo non sarebbe positivo per l’economia” ha rimarcato l’economista senior di Goldman Sachs, Ronnie Walker.

Riguardo l’inflazione, i prezzi al consumo core salirebbero di oltre lo 0,1% in quanto le aziende americane trasferirebbero il maggior costo delle importazioni cinesi sui consumatori. Non solo. Alcuni produttori nazionali coglierebbero l’opportunità per aumentare a loro volta i prezzi creando una spirale inflazionistica, precisano gli analisti. “È probabile che l’impatto diretto dell’aumento delle tariffe sul PIL sia moderatamente negativo, con le conseguenze sul reddito reale e sulla spesa dei consumatori derivanti dall’aumento dei prezzi che supererebbero il calo del deficit commerciale”, ha scritto Walker nel rapporto. “Ci sono anche effetti indiretti incerti, come un peggioramento del sentiment delle imprese e uno sconvolgimento della catena di approvvigionamento” ha aggiunto.

 

A quanto potrebbero ammontare i dazi

Ma quanto è realistico che Trump imponga dazi e quale potrebbe essere la portata? Il tycoon ha già ventilato la possibilità di una stretta del 60% se dovesse risultare il vincitore alle elezioni di novembre. E non sarebbe un’eventualità così improbabile visto che durante la sua precedente amministrazione alla Casa Bianca Trump ha imposto dazi sull’import cinese fino al 25% su oltre 300 miliardi di dollari di prodotti. Pechino ha reagito e ciò fa pensare che anche stavolta il governo cinese non resterà a guardare. In realtà la situazione non è cambiata durante l’amministrazione Biden, dal momento che i dazi varati da Trump sono rimasti in vigore: “L’aliquota tariffaria effettiva sulle importazioni cinesi è aumentata di 1,5 punti percentuali tra il 2017 e il 2019 e le proposte di Trump potrebbero aumentarla in modo molto più sostanziale”, si legge nel rapporto di Goldman.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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