L’economia USA si trova nuovamente in una fase di crescita, sfidando le previsioni di recessione e mantenendo la posizione di leadership globale. Sebbene il panorama economico sia incoraggiante, le sfide che attendono la nuova amministrazione riecheggiano quelle del passato. Il contesto geopolitico si complica con le tensioni in Ucraina, Medio Oriente e con la Cina, mentre il populismo minaccia di invertire le politiche di libero scambio. Sul fronte dei mercati, il 2024 ha mostrato un’elevata volatilità, con valutazioni azionarie USA su livelli storicamente alti, suggerendo la possibilità di una correzione.

È il contesto descritto nell’outlook 2025 di Capital Group, presentato Julie Dickson, direttrice investimenti azionari, e Flavio Carpenzano, direttore investimenti in reddito fisso della società di asset management. Un contesto che fa emergere l’importanza di un approccio d’investimento a lungo termine, capace di bilanciare crescita e conservazione del capitale, come ha sottolineato in apertura di lavori il responsabile Client group Italy, Matteo Astolfi.
La tecnologia, con l’intelligenza artificiale, e l’assistenza sanitaria, offrono prospettive di crescita, mentre le obbligazioni si confermano come strumento di stabilità con la normalizzazione dei tassi d’interesse. La ricerca fondamentale e una gestione attenta del rischio restano i pilastri per affrontare le incertezze di mercato.
In questo articolo:
- L’economia USA è alla metà del suo ciclo;
- Reddito fisso e diversificazione: il ritorno delle obbligazioni;
- Mercati emergenti e opportunità globali.
L’economia USA è alla metà del suo ciclo
L’economia statunitense è stata paragonata al personaggio di Benjamin Button da Julie Dickson. Button, protagonista di un film e interpretato da Brad Pitt, sembra ringiovanire passando da una fase di fine ciclo a una di metà ciclo. Così accade all’economia americana, con gli indicatori del 2024 che hanno segnalato un aumento degli utili aziendali, una maggiore domanda di credito e una politica monetaria neutrale. Storicamente, questa fase ha garantito un rendimento medio annuo del 14% per l’azionario statunitense, con una crescita economica attesa tra il 2,5% e il 3,0%. noltre, il mercato azionario si sta ampliando, con una crescente attenzione verso i titoli a dividendo e a piccola capitalizzazione, grazie alle politiche pro-business della nuova amministrazione.
La forza dell’economia USA è confermata anche nei dati del Fondo monetario internazionale, che ne ha rivisto al rialzo la crescita al 2,2%, in grado di controbilanciare a livello globale il rallentamento di altre economie avanzate. Tra queste è l’India a mettersi in luce con un’espansione prevista del 6,5%, grazie alla diversificazione delle catene di approvvigionamento e alla crescente domanda di semiconduttori. Rimangono indietro Europa e Cina che affrontano ostacoli strutturali, anche se molte aziende europee generano ricavi significativi al di fuori del continente.
Un elemento chiave di questo ciclo è il ruolo dell’intelligenza artificiale, che attrae investimenti miliardari da giganti come Amazon, Alphabet, Meta e Microsoft, con una previsione di spesa di 500 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Dickson ha sottolineato che sebbene il settore possa attraversare un “inverno dell’IA”, il potenziale di lungo termine rimane elevato e le opportunità stanno emergendo lungo l’intero sistema tecnologico, dai semiconduttori di Nvidia e Asml fino ai servizi cloud e ai modelli linguistici avanzati.
Reddito fisso e diversificazione: il ritorno delle obbligazioni
Dopo un periodo di tassi elevati tra il 2022 e il 2023, il mercato obbligazionario è tornato a offrire rendimenti competitivi, con il Treasury statunitense che rischia, quando si avvicina al 5% di rendimento, di mettere il bastone tra le ruote alle azioni. Nonostante l’avvio di un ciclo di riduzione dei tassi, i livelli di rendimento restano superiori alle medie storiche, ha evidenziato Carpenzano, offrendo agli investitori del reddito fisso un’interessante opportunità di diversificazione.
Le obbligazioni investment-grade in dollari USA rendono circa il 5%, con prospettive di ritorni totali a una cifra nei prossimi 12-18 mesi. “Con l’inflazione in fase di normalizzazione verso il target del 2% della Federal Reserve, il reddito fisso riafferma il suo ruolo di stabilizzatore del portafoglio” ha affermato il direttore degli investimenti obbligazionari.
Le obbligazioni corporate e high yield statunitensi traggono vantaggio dall’espansione economica e dal miglioramento degli utili aziendali. Con uno stock di 12.000 miliardi di dollari in titoli investment-grade e 17.000 obbligazioni disponibili, la selezione dei titoli diventa cruciale. Si privilegiano settori difensivi di alta qualità, come farmaceutico, utilitiy e bancario, mentre la preferenza per obbligazioni investment-grade rispetto all’high yield si basa su spread storicamente compressi.
Mercati emergenti e opportunità globali
L’evoluzione degli emergenti presenta scenari divergenti con l’India, come detto, tra le favorite, in grado di superare la Cina negli ultimi cinque anni, sostenuta dalla digitalizzazione e dalla crescita del settore tecnologico. Al contrario, le tensioni geopolitiche e le politiche commerciali aggressive pongono sfide per il mercato cinese. Tuttavia, Taiwan Semiconductor, Samsung e SK hynix beneficiano della forte domanda di semiconduttori IA. Nel frattempo, il riallineamento della supply chain globale apre opportunità per Brasile, Messico e Indonesia.
Nonostante le incertezze legate all’amministrazione USA, i mercati emergenti mostrano una maggiore resilienza rispetto al passato, con bilance commerciali solide, tassi reali positivi e inflazione in calo. Molti Paesi hanno allungato la scadenza del debito e aumentato l’emissione in valuta locale, riducendo la vulnerabilità ai movimenti della Fed. In Asia, alcune economie sono pronte ad anticipare l’allentamento della Fed grazie a mercati finanziari più solidi.









