Elezioni italiane: cosa significa per mercati formazione nuovo Governo?
Cerca
Close this search box.

Elezioni italiane: cosa significa per mercati formazione nuovo Governo?

Elezioni italiane: cosa significherà per i mercati la formazione di un nuovo Governo?

È partito ormai il conto alla rovescia per sapere quale Governo uscirà dalle elezioni italiane che si terranno domenica 25 settembre. La vittoria della coalizione del centrodestra guidato da Giorgia Meloni sembra ormai scontata, stando alle previsioni e ai sondaggi. Fratelli d’Italia, con a capo la 45enne romana, dovrebbe confermarsi primo partito nazionale, salvo clamorosi colpi di scena. Più incerta è invece la distribuzione dei voti tra le altre forze politiche, il cui esito avrà un riflesso non banale sui mercati.

Posto che a trionfare alle urne sarà lo schieramento di centrodestra, bisognerà vedere quanto forte sarà la presenza della componente centrista di Forza Italia. Se questa dovesse essere poco rilevante, al punto che Fratelli d’Italia e Lega sarebbero quasi in grado di governare da soli, i mercati potrebbero vedere un Governo troppo spinto verso una direzione non troppo gradita all’Europa. Lo stesso discorso va fatto se 5 Stelle e/o l’alleanza Azione-Italia Viva prendono più voti del previsto, impedendo in questo modo il delinearsi di una maggioranza stabile in Parlamento. A quel punto, i mercati potrebbero avvertire incertezza e instabilità governativa e “reagire male”.

 

Elezioni italiane: gli effetti sui mercati

Ma cosa significa realmente “reagire male”? Il primo pensiero va allo spread BTP/Bund tedeschi, termometro delle tensioni sul debito pubblico italiano, arrivato a livelli vicini all’insostenibilità. Oggi il divario è salito a oltre 230 punti base, ancora distante dalla soglia psicologica di 240 punti che aprirebbe scenari poco rassicuranti sul mercato. Se dalle elezioni italiane dovesse uscire una maggioranza poco stabile o troppo sbilanciata a destra, non è escluso che lo spread salga repentinamente, salvo che i partiti di maggioranza non diano rassicurazioni concrete che non si schiereranno a muso duro contro l’Europa e le riforme da attuare per il PNRR.

Citi recentemente non ha mostrato grande ottimismo e prevede una risalita del differenziale tra i nostri titoli di Stato a 10 anni e gli equivalenti tedeschi a 275 basis point. Questo sarebbe devastante per le finanze italiane, che devono fare i conti con un indebitamento monstre di 2.770 miliardi di euro, il più alto di sempre. La legge di bilancio che il nuovo Governo dovrà attuare entro la fine dell’anno sarà il segnale più eloquente, forse, per testare le reali intenzioni dell’esecutivo.

Il secondo aspetto dei mercati che bisognerà valutare riguarda le azioni. Oggi Piazza Affari è affondata, perdendo a fine seduta il 3,31%, in un contesto di grande agitazione per la crisi energetica, le minacce di Putin e le strette monetarie della BCE. Sarà probabilmente una scelta del nuovo Governo quella di cercare di calmare le acque oppure di gettare benzina sul fuoco. Il decorso delle azioni è legato a quanto si deciderà di fare in termini di tassazione e piani di spesa, tenuto conto che la crisi energetica potrà imporre uno sforamento di bilancio se in Europa non si arriva presto a una decisione comune, come quella ad esempio di un tetto ai prezzi del gas.

Tuttavia, ciò che i mercati potrebbe non apprezzare riguarda alcune riforme nel programma di centrodestra come la flat tax e la cancellazione della legge Fornero sulle pensioni. Il timore che ciò possa mettere sotto pressione i conti dello Stato rischierebbe di creare agitazione nei titoli azionari. Il sistema bancario, comunque, è più solido rispetto a qualche anno fa, grazie a diverse operazioni di capitalizzazione. Quindi, un eventuale sell-off che colpisce le azioni dei finanziari probabilmente sarebbe più contenuto.

Infine vi è da valutare quale potrà essere l’effetto sull’euro delle elezioni italiane. La moneta unica continua a perdere posizioni sul dollaro USA, collocandosi a 0,97, minimo di oltre 20 anni. Se l’Italia va in difficoltà con il nuovo Governo, anche l’euro segue a ruota. L’Italia è troppo grande per essere lasciata al suo destino, ma è anche troppo grande per essere salvata. Questo assume grande importanza in relazione allo scudo anti-spread della BCE. Se le cose si mettono male, avrà l’istituto centrale le risorse tali per fare da tampone agli attacchi a un Paese così rilevante? Ammesso che ciò fosse possibile, nel frattempo si saranno create tante e tali di quelle tensioni che molti metteranno in dubbio persino la stessa sopravvivenza dell’euro.

 

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *