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Elezioni midterm USA: 5 punti in gioco per l’economia americana

Elezioni mid-term USA: 5 punti in gioco per l'economia americana

L’8 novembre gli americani saranno chiamati a votare nelle elezioni di midterm, con cui verranno rinnovate la Camera e un terzo dei seggi del Senato degli Stati Uniti. La votazione arriva in un momento delicato per l’economia mondiale, in cui dovranno essere prese delle decisioni importanti su molti aspetti che riguardano l’economia e la politica. La guerra Russia-Ucraina, l’inflazione galoppante, la questione geopolitica con la Cina, la crisi degli approvvigionamenti e il possibile arrivo di una recessione saranno solo alcuni dei grandi temi che dovranno essere affrontati dal Congresso che si formerà dopo le elezioni mid-term.

Gli ultimi sondaggi dicono che il risultato più probabile sarà un’affermazione dei repubblicani alla Camera, senza escludere la possibilità di una conquista anche del Senato. Questo implicherà una divisione tra l’esecutivo della Casa Bianca e il controllo parlamentare. In fondo questo scenario sarebbe anche gradito ai mercati finanziari, sebbene gli investitori sarebbero preoccupati da un aumento del rischio di shutdown del governo, in merito soprattutto ai programmi di spesa e al tetto del debito che verrà deciso tra la metà e la fine del 2023. In ballo, comunque, ci sono almeno 5 questioni che riguardano l’economia, come di seguito illustrato.

 

Spesa fiscale

La spesa fiscale americana si confronta strettamente con l’inflazione e l’arrivo di una recessione. Il piano di stimolo messo in atto durante la pandemia ha generato negli Stati Uniti un aumento dei prezzi al consumo che non si vedeva da 40 anni. Per questo, anche se l’economia USA dovesse subire una contrazione forte, difficilmente il Congresso avanzerebbe ulteriori programmi di sgravi fiscali. Ancor più se dalle elezioni midterm dovesse uscire fuori una maggioranza repubblicana. Questo significherebbe che la questione di una possibile recessione economica graverebbe tutta sulle spalle della Federal Reserve, che a quel punto si troverebbe a dover equilibrare la sua politica monetaria per cercare di abbattere l’inflazione senza mandare in crisi il paese. Discorso diverso se dovessero spuntarla i democratici, più propensi a sostenere la spesa.

 

Tetto del debito

Quello del tetto del debito è sempre stato un tema rovente. L’anno prossimo rischia di diventare incendiario. L’accordo tra democratici e repubblicani spesso è corso sul filo di lana, a poche ore dalla scadenza ultima. Se entro la fine dell’estate del prossimo anno il Congresso non riuscirà a fissare un limite all’aumento del debito pubblico, le conseguenze per i mercati potrebbero essere disastrose vista anche la situazione parecchio delicata. Una vittoria repubblicana alle elezioni mid-term potrebbe significare la richiesta alla controparte di effettuare tagli alla spesa sanitaria, che il presidente Joe Biden ha sempre respinto in maniera vigorosa.

 

Politica fiscale

La spaccatura sulla politica fiscale è sempre stata netta tra i due partiti. I repubblicani parteggiano tradizionalmente per un taglio alle tasse per rilanciare l’economia. Quindi, nel caso dovessero impossessarsi di Camera e/o Senato si opporrebbero a qualsiasi aumento delle tasse per i prossimi due anni, propoendendo per un piano futuro di tagli generalizzati per ridurre la pressione fiscale. Viceversa, i democratici hanno da sempre avanzato proposte per far pagare di più ai ricchi e anche stavolta, in caso di vittoria, cercherebbero di aumentare le entrate attraverso una maggiore tassazione per sostenere i piani di spesa fiscale. Come? Ad esempio con un aumento dell’aliquota d’imposta per le famiglie più ricche, sulle plusvalenze e sulle società.

 

Politica agricola

Il prossimo anno i legislatori dovranno mettere a punto il Farm Bill, il principale strumento legislativo di politica agricola che tipicamente viene approvato in modo bipartisan ogni due anni. Ogni partito può lasciare la propria impronta sulla legislazione in funzione della rappresentatività alle due camere. In linea di massima, i repubblicani tenderebbero a ridurre le dimensioni del programma di assistenza nutrizionale supplementare, noto in precedenza come “programma buoni pasto”. Per i democratici il punto su cui concentrare maggiormente l’attenzione invece riguarda tutte le questioni sul cambiamento climatico e sul sostegno ai produttori più disagiati.

 

Politica estera e sicurezza

In tema di politica estera e sicurezza vi sono delle aree in cui democratici e repubblicani sembrano convergere, altre in cui la distanza è ancora ampia. Nel primo caso c’è una certa sintonia di fondo sul Chips and Science Act, un disegno di legge volto ad aumentare la produzione nazionale dei semiconduttori e a risolvere le problematiche alla catena di approvvigionamento. Quanto alle divisioni, vi è in testa il tema delle spese militari nella guerra Russia-Ucraina. I repubblicani stanno cominciando a diventare insofferenti di fronte agli aiuti militari al paese guidato da Volodymyr Zelensky. Quindi, in caso di un’affermazione delle forze di destra, il sostegno potrebbe essere più in attrezzature e meno in denaro.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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