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ETF attivi: in Borsa i primi due di Investlinx, ecco le caratteristiche

Mario Bonaccorso e Matteo Solfanelli durante la quotazione dei primi due ETF attivi di Investlinx in Borsa Italiana

La gestione attiva si fa spazio anche nel regno dei fondi passivi. Il fenomeno degli ETF attivi è in accelerazione da almeno un paio di anni e sta attirando sempre più l’attenzione di investitori e asset manager. Tanto che Silvia Bosoni, group head of ETFs di Euronext, si attende ulteriori quotazioni di ETF attivi nel prossimo futuro. “A fine 2022, il patrimonio in gestione di questi fondi ha raggiunto il massimo storico a 3,6 miliardi di euro” ha commentato presentando la quotazione sul mercato ETFPlus di Borsa Italiana dei due nuovi prodotti, i primi, lanciati da Investlinx.

Gli ETF attivi si collocano a metà strada tra i tradizionali ETF passivi e i fondi comuni. Sono infatti quotati e liberamente scambiabili sul mercato di Borsa come gli altri ETF ma non ricalcano un benchmark di riferimento, lasciando libertà ai manager di intervenire sul portafoglio con l’obiettivo di generare un rendimento per chi investe. Inoltre hanno costi inferiori ai fondi comuni. In particolare i due fondi messi oggi in quotazione su Borsa Italiana hanno commissioni inferiori del 35% alla media dei fondi europei secondo le rilevazioni di Morningstar.

 

La filosofia del private equity negli ETF

Mario Bonaccorso, fondatore di InvestlinxMario Bonaccorso (qui accanto in foto) è il fondatore di Investlinx. In precedenza è stato per un quindicennio direttore degli investimenti e vicepresidente esecutivo di Exor, la cassaforte della famiglia Agnelli che è anche azionista del nuovo gestore. Con la nuova iniziativa Bonaccorso si propone di migliorare l’industria del risparmio gestito sui fronti delle performance, dei costi e della complessità. Per farlo ha strutturato il gruppo su diversi pilastri. “Il nostro background è nel private equity – ha spiegato nel corso della cerimonia di quotazione tenutasi in Borsa Italiana – e vogliamo portarne la filosofia anche nel mondo del risparmio gestito”.

In particolare, Investlinx si caratterizza come un investitore di lungo periodo e su questo orizzonte temporale vengono misurati i risultati di gestione ed erogati eventuali premi per i gestori. “Non sono previsti bonus annuali – ha precisato Bonaccorso – che rischiano di introdurre delle distorsioni nelle scelte dei gestori in quanto spingono verso scelte più rischiose per ottenere maggiori performance”. Per lo stesso motivo i prodotti di Investlinx non prevedono commissioni di performance e hanno tutti il medesimo costo: “Di solito – ha ripreso Bonaccorso – i fondi azionari costano di più degli obbligazionari e questo fatto introduce il rischio di un’ulteriore distorsione, ossia spingere i prodotti che rendono di più, gli azionari”.

Altri fattori innovativi che Investlinx vuole introdurre nel mondo degli ETF sono l’allineamento degli interessi dei gestori con quelli degli investitori e la focalizzazione su pochi prodotti. “Come accade nel private equity – ha proseguito il fondatore di Investlinx – il management investe a fianco degli investitori e questo permette un allineamento di interessi. Inoltre i nostri portafogli sono limitati a 30-70 titoli, in maniera da permettere un’analisi più approfondita degli stessi”.

 

Le caratteristiche dei due ETF attivi di Investlinx

Matteo Solfanelli, amministratore delegato di Investlinx

Un bilanciato e un azionario sono i due ETF quotati da Investlinx a partire da oggi su Borsa Italiana. “Abbiamo selezionato a livello azionario società di qualità con un vantaggio competitivo sostenibile, specie nel tech, sanità e beni di consumo. Nell’obbligazionario invece ricerchiamo principalmente un profilo rischio/rendimento ottimale, che al momento posiziona i nostri prodotti su obbligazioni a breve scadenza e con elevata qualità del credito” ha spiegato Matteo Solfanelli, amministratore delegato di Investlinx (nella foto qui accanto).

L’Investlinx Balanced Income ETF, caratterizzato dal ticker LINXB e dal codice ISIN IE000PPEL1I4, investe in titoli obbligazionari e azionari al 50%, con un minimo per ciascuna delle due asset class al 30%. Può acquistare anche titoli dei mercati emergenti in misura non superiore al 20%. La commissione annua complessiva è dello 0,85%. Non sono previsti invece costi di sottoscrizione o di rimborso. L’ETF è ad accumulazione, il che significa che i profitti o le cedole distribuite dalle società in portafoglio vengono reinvestiti. Al 21 febbraio 2023 il portafoglio risulta composto dal 48% di azionario globale, il 30% di corporate bond area euro, il 16% in liquidità e titoli obbligazionari area euro di breve termine e il 6% di governativi Europa. La maggiore esposizione, come conseguenza, è all’area della moneta unica (60%) con il dollaro USA al 36%. Per quanto riguarda la parte del portafoglio dedicata alle obbligazioni sono stati prediletti i bond con rating minimo A-.

L’Investlinx Capital Appreciation Fund investe in titoli azionari di società globali di eccellenza che Solfanelli ha descritto così: “Si tratta di società solide, con indebitamento contenuti e con vantaggi competitivi sostenibili, come per esempio l’avere un marchio forte, il beneficiare di economie di scala rilevanti, la presenza di un management preparato”. Come per il precedente ETF la commissione annua ammonta allo 0,85% senza costi di sottoscrizione o rimborso e i dividendi distribuiti dalle società in portafoglio vengono reinvestiti. Il portafoglio dell’Investlinx Capital Appreciation Fund – prodotto identificato dal ticker LINXC e dal codice ISIN IE0006GUEKQ7 – al 21 febbraio 2023 vede in posizione preponderante il settore IT con il 30% delle quote, seguito dall’health care con il 20% e dai beni di consumo discrezionali al 19%. Tra i 6% e il 7% si aggirano invece i pesi dei comparti materiali, servizi di comunicazione, industriali, finanziari e beni di consumo di prima necessità. Microsoft è il titolo più pesante in portafoglio ma la sua quota è limitata al 6% a testimonianza della diversificazione operata dal gestore. Seguono con il 5% i titoli Visa e United Health, al 4,1% Diageo mentre Autozone, Mastercard, Amazon, Lvmh e Asml sono tutti al 4%.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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