EUR/USD: con guerra Russia-Ucraina parità entro fine 2022
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EUR/USD: con guerra Russia-Ucraina parità entro fine 2022

EUR/USD: con guerra Russia-Ucraina parità entro fine 2022

L’EUR/USD raggiunge il minimo da maggio 2020 a 1,10 e secondo alcuni analisti la moneta unica è destinata alla parità nei confronti del Dollaro USA. Tale convinzione si è intensificata negli ultimi giorni con la situazione sul fronte della guerra Russia-Ucraina che si fa sempre più tesa. Stamattina è stata colpita la più grande centrale nucleare d’Europa in Ucraina dagli attacchi russi, dopo che i negoziati di pace tra le 2 delegazioni si erano chiuse con risultati molto scarni nella giornata di ieri. L’accordo si è limitato agli aiuti umanitari, ma nessun cenno all’eventualità di un cessate il fuoco che tutto il mondo attende con il fiato sospeso. 

L’incedere di un conflitto iniziato da una settimana ma vecchio di quasi un decennio sta mettendo sotto pressione il cambio EUR/USD, perché gli investitori tendono a rifugiarsi nel biglietto verde quando vi è tempesta sui mercati. Ma non è solo questo. L’Europa è più vicina agli Stati Uniti in questa guerra, non solo dal punto di vista geografico, ma anche sotto il profilo dei risvolti economici e geopolitici. 

Una chiusura en tranchant dei rapporti con la Russia avrebbe delle ripercussioni dal punto di vista energetico ben più pesanti nel Vecchio Continente, che languirebbe per la mancanza di forniture di gas e petrolio. La dipendenza degli Stati Uniti da Mosca è molto più sfumata, nonostante di riflesso questo clima surreale produca effetti sul carovita molto indesiderati. 

In Europa però si teme una recessione, o peggio ancora una stagflazione con il rincaro energetico che ha spinto i prezzi al consumo a impennarsi del 5,8%. Tutto ciò significa che la Banca Centrale Europea difficilmente si schioderà dalla sua politica monetaria accomodante e con ogni probabilità per quest’anno non toccherà i tassi d’interesse. Viceversa la Federal Reserve si prepara al primo aumento del costo del denaro di un quarto di punto nella riunione del 15-16 marzo, ma soprattutto effettuerà tra i 5 e i 7 rialzi da qui alla fine del 2022. Questa divergenza netta nella politica dei 2 istituti centrali tenderà verosimilmente a indebolire l’euro e a rafforzare il Dollaro.

 

 

EUR/USD: ecco perché raggiungerà la parità

La normalizzazione della politica monetaria della BCE suggerita in queste ultime settimane da illustri esponenti all’interno del Consiglio Direttivo dovrà essere ritardata, secondo gran parte degli osservatori di mercato. Il rischio che la guerra Russia-Ucraina faccia deragliare la ripresa economica è molto alto, come ritiene Qi Gao, strategist sulle valute per Scotiabank a Singapore. A suo giudizio, se il conflitto si trascinerà a lungo c’è il rischio che l’euro possa avvicinarsi alla parità rispetto al Dollaro. 

L’ultima volta che i prezzi delle 2 divise si sono equivalsi è stato circa 20 anni fa, dopo che i mercati internazionali erano stati coinvolti nello scoppio della bolla delle dot-com di inizio millennio. Adesso sembra che vi siano le condizioni perché si possa configurare uno scenario che sembrava quasi impossibile solo pochi mesi fa. 

Secondo Stephen Miller, consulente per gli investimenti presso GSFM, non è inimmaginabile vedere la parità in un orizzonte temporale di 12-18 mesi, perché le conseguenze del conflitto Russia-Ucraina dureranno per molto tempo, quindi l’euro è lo short più liquido disponibile per i trader. Anche George Boiboursa, capo della ricerca presso l’hedge fund K2 Asset Management di Melbourne, vede una maggiore pressione sulla valuta europea da qui in avanti, in considerazione della possibile longevità di un conflitto che rappresenterà una grande sfida per tutta l’Europa.

 

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