La governatrice della Banca centrale europea Christine Lagarde vede l’euro come una valida alternativa al dollaro Usa. In una conferenza a Berlino, la numero uno dell’istituto monetario ha detto che se i governi riuscissero a rafforzare l’architettura finanziaria e di sicurezza dell’Europa, ci potrebbe essere una maggiore considerazione per la moneta unica a livello globale. Tuttavia, “l’euro non acquisirà influenza per default, ma dovrà guadagnarsela”, ha sottolineato. Affinché ciò avvenga, il blocco dei 27 “ha bisogno di un mercato dei capitali più profondo e liquido, deve rafforzare le sue basi giuridiche e sostenere il suo impegno per rendere più sicuro il commercio”, ha aggiunto l’ex direttrice del Fmi.
Da decenni si discute della possibilità di trovare un’alternativa al dollaro americano come asset di riferimento mondiale, anche per smorzare le tensioni di natura economica e geopolitica. Tuttavia, gli investitori hanno preferito finora attività come l’oro, non vedendo dal punto di vista valutario una vera e propria alternativa. Il ruolo dell’euro invece è rimasto immutato, in quanto le istituzioni europee sono state molto lente nel favorire un processo di integrazione dei capitali sollecitato da molto tempo dalla Bce. Ne è conseguito che, nonostante il declino del ruolo del dollaro (ora rappresenta il 58% delle riserve internazionali), la sua posizione rispetto all’euro (circa il 20% delle riserve mondiali) è ancora di assoluto vantaggio.
Euro: l’importanza della geopolitica e del debito congiunto
Lagarde ha rimarcato anche l’importanza della geopolitica nel rafforzamento della posizione dell’euro. In sostanza, tale rafforzamento deve coincidere con una maggiore forza militare che sostiene i rapporti commerciali. “Questo perché gli investitori cercano anche garanzie geopolitiche: investono negli asset di regioni che sono partner di sicurezza affidabili e possono onorare le alleanze con l’hard power“, ha detto.
Inoltre, Bruxelles potrebbe fare dell’euro la valuta preferita dalle imprese che commercio internazionalmente, ha affermato. Ciò potrebbe essere sostenuto dalla stipula di nuovi accordi commerciali, da un rafforzamento dei pagamenti transfrontalieri e da accordi di liquidità con la Bce. Tuttavia, “la riforma dell’economia interna potrebbe essere più urgente, con il mercato dei capitali dell’area dell’euro ancora frammentato, inefficiente e privo di un asset sicuro veramente liquido e ampiamente disponibile a cui gli investitori possano rivolgersi”, ha aggiunto.
Un aspetto importante messo in luce da Christine Lagarde è la necessità di finanziare i beni pubblici congiuntamente, perché ciò “potrebbe fornire all’Europa la base per aumentare gradualmente la sua offerta di attività sicure”. In questo, la presidente della Bce ha toccato un punto dolente. Alcuni membri chiave del blocco, come la Germania, sono molto riluttanti all’indebitamento comune. Essi temono che i propri contribuenti finiscano per dover pagare i comportamenti fiscali irresponsabili di altri. Se però si giungesse a questo obiettivo, “i benefici sarebbroe grandi”, ha sottolineato la governatrice della Bce. “L’afflusso di investimenti consentirebbe agli operatori nazionali di prendere in prestito a costi inferiori, isolare il blocco dai movimenti dei tassi di cambio e proteggerlo dalle sanzioni internazionali”.









