Inizio di settimana pesante per l’euro nei mercati valutari, messo sotto pressione dal terremoto politico scoppiato in Francia con il governo in bilico. La moneta unica sta perdendo terreno contro le principali valute. Nei confronti del dollaro USA è scivolato di circa 70 punti base a 1,05. Il Rassemblement National – il partito di estrema destra francese guidato da Marine Le Pen – ha dato un ultimatum al governo: o farà concessioni nella Legge di bilancio 2025 o andrà incontro a un voto di sfiducia. Nel fine settimana, Le Pen ha dichiarato che il governo del primo ministro Michel Barnier “ha messo fine alle discussioni” sul bilancio. Il RN ha riferito che potrebbe sostenere il voto di sfiducia che l’alleanza di sinistra Nouveau Front Populaire intende presentare se il governo Barnier usasse poteri costituzionali speciali per far passare la Legge di bilancio.
L’esecutivo insomma è appeso a un filo, anche perché le richieste della destra sono molto impegnative. Nelle ultime ore Barnier ha abbandonato l’aumento previsto delle tasse sull’energia e la riduzione degli esborsi sulla sanità, facendo importanti concessioni. Rimane però ancora sul tavolo la richiesta di Le Pen di aumentare le pensioni in linea con l’inflazione a gennaio e il sostegno alle piccole e medie imprese.
La situazione è difficile in quanto, secondo gli economisti, anche se ci dovesse essere un accordo che saprebbe di miracoloso, la tregua sarebbe di breve durata di fronte alle grandi sfide della seconda economia europea. Giocoforza, l’euro rischia di sfaldarsi di fronte a una stabilità politica del blocco che non è più garantita da una nazione così importante. Questo ancor più visto che anche l’altra big (e malata) d’Europa, la Germania, sta attraversando una crisi politica ed economica preoccupante.
Euro: quanto sarà importante la BCE
Il trambusto politico che vi è in Europa in questo momento si lega alla politica monetaria della Banca centrale europea, che il 12 di questo mese sarà chiamata a decidere sui tassi di interesse. Nelle ultime settimane le aspettative per un taglio di 50 punti base si sono fatte più forti, dal momento che l’economia del Vecchio continente zoppica. Le questioni politiche rischiano di esacerbare il rallentamento economico. Tra l’altro, la BCE potrebbe anticipare un allentamento aggressivo in vista dei dazi che il neo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe introdurre per le importazioni USA dalle aziende europee.
Oggi Yannis Stournaras, il governatore della Banca di Grecia e una delle colombe del Consiglio direttivo della BCE, ha dichiarato che a dicembre i tassi saranno tagliati nuovamente, adottando un tono che faceva intendere un largo accomodamento. Una BCE aggressiva sul fronte della riduzione del costo del denaro rischia di far scivolare ancora più in basso l’euro, in quanto ne diminuirebbe il rendimento relativo, soprattutto rispetto al dollaro USA che viceversa potrebbe essere sostenuto da una Federal Reserve più falco di quanto previsto fino a qualche mese fa.
Secondo Lee Hardman, strategist valutario di MUFG, “l’accresciuta incertezza politica potrebbe anche giocare un ruolo marginale nel mantenere vive le aspettative del mercato per un taglio dei tassi della BCE più ampio di 50 punti base questo mese, anche se i dati economici non sono pienamente favorevoli”.









