EUROZONA: SETTORE SERVIZI SOLIDO, MA NON BASTA - Borsa e Finanza

EUROZONA: SETTORE SERVIZI SOLIDO, MA NON BASTA

L’Europa come l’Italia. Il terziario spinge il Pmi composito di giugno a un netto miglioramento ed evidenzia una ripresa della crescita economica in tutta l’Eurozona alla fine del secondo trimestre. Tuttavia è ancora presto per parlare di crisi alle spalle, alla luce del Pil, in crescita ma solo dello 0,2% tra aprile e giugno, e anche alla luce delle aspettative e della fiducia delle imprese per il 2020, che rimane  basso. La stessa cosa vale per il nostro paese, che da una parte, con il 59% degli occupati, ha registrato il dato più alto dal 1977, dall’altra, come ha fatto notare Confindustria, si tratta comunque di una cifra che lascia l’Italia in fondo alla classifica dei paesi Ue.

LE GUERRE COMMERCIALI CONTINUANO
Colpa del clima internazionale che resta incerto. Di una tregua, quella tra Usa e Cina, che non sembra sia destinata a durare. Inoltre, Donald Trump ha cambiato obiettivo, minacciando dazi non più al colosso asiatico ma all’Unione Europea. Inoltre, l’Iran ha dichiarato di aver superato i limiti consentiti di uranio arricchito stabiliti nel 2015 nel famoso patto per il nucleare, da cui il presidente americano di recente ha preso le distanze. Molto chiari in questo senso i segnali che arrivano dal mercato, con l’oro ai massimi, i bund tedeschi ai minimi, il franco svizzero che guadagna terreno nei confronti dell’euro e del  dollaro e i treasuries Usa ai minimi dal 2016.

EUROZONA AI MASSIMI DELL’ANNO
Nel dettaglio, il Pmi per i servizi nell’Eurozona è avanzato a 53,6 a giugno, al di sopra della stima degli analisti pari a 53,4. Si tratta della crescita più forte da ottobre 2018. A maggio il dato si era attestato a 52,9. Un aumento dovuto a nuovi posti di lavoro creati a un ritmo più rapido nella categoria dei servizi, all’aumento di nuovi volumi di attività. Sul fronte dei prezzi, l’aumento, si registra l’aumento più debole da settembre 2017, mentre le tariffe sono cresciute a un ritmo leggermente più veloce. Come detto, nonostante i dati siano positivi, la fiducia rimane bassa, in particolare quella delle imprese, crollata ai minimi di quattro anni e mezzo nel mese di giugno.

ITALIA: ESPANSIONE PIU’ FORTE IN TRE MESI
Nel nostro paese a giugno l’indice è salito a 50,5, superando il consenso di mercato a quota 50, che poi era anche il valore raggiunto nel mese precedente. La lettura indica la più forte espansione nel settore dei servizi in tre mesi, grazie all’aumento di nuovi posti di lavoro sia a livello nazionale che all’estero, a fronte di una maggiore domanda da parte dei paesi del Regno Unito e dell’Est Europa. Il tasso di creazione di posti di lavoro è aumentato ai massimi da agosto 2007. Nel frattempo, i lavori in sospeso sono diminuiti per il terzo mese consecutivo, il tasso di esaurimento degli arretrati è marginale. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione dei costi di produzione ha frenato a un minimo di 6 mesi, anche i prezzi di produzione sono scesi per il settimo mese consecutivo. Al contrario dell’Europa, il sentiment è migliorato: la fiducia è ai massimi da oltre un anno, tra le aspettative relative all’attività di vendita e agli ordini esteri.

GERMANIA E SPAGNA
L’indice tedesco è stato rivisto con un punteggio di 55,8 a giugno dopo una previsione preliminare e di mercato di 55,6, al di sopra della lettura di maggio, attestata a 55,4. Si tratta dell’espansione più rapida nel settore dei servizi da gennaio. Positivi anche i dati provenienti dalla Spagna, in crescita a quota 53,6 dal 52,8 di maggio. Un risultato che ha sorpreso le previsioni di mercato, fissate a 532,7. Anche in questo caso, grazie soprattutto al traino del mercato domestico, è il dato più alto degli ultimi tre mesi.

PREVISIONI PER IL PIL
Secondo IHS Markit,  i dati pubblicati oggi rispecchiano un rallentamento diffuso della crescita del prodotto interno lordo di Spagna, Francia e Germania. Nel paese iberico è prevista una frenata allo 0,4%, espansione modesta per Germania e Francia: per entrambi i paesi +0,2%. Per l’Italia infine è in arrivo una contrazione dello 0,1%.

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