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Fed: 3 punti chiave da osservare questa sera

Fed: 3 punti chiave da osservare questa sera

Sale l’attesa per la pubblicazione delle linee di politica monetaria da parte della Federal Reserve (Fed) nella giornata di oggi che conclude la riunione di due giorni. Non ci sono aspettative di cambiamenti immediati nel livello dei tassi di interesse e pertanto tutta l’attenzione sarà concentrata su ciò che dirà il governatore Jerome Powell in conferenza stampa.

Wall Street non ha gradito la frenata degli alti funzionari della Banca centrale in merito ai tagli sui tassi di interesse. L’inflazione si mostra ancora resistente, creando i presupposti per tassi alti più a lungo, almeno fino a quando i prezzi al consumo non si indirizzeranno verso  l’obiettivo di lungo termine al 2%. Lo ha ribadito lo stesso Powell durante la sua recente testimonianza al Congresso USA, in cui ha asserito che il percorso dell’inflazione è avviato verso il target ma che ancora occorrono altre prove affinché si giunga al traguardo e si possa iniziare a tagliare il costo del denaro.

 

Fed: ecco a cosa guardare stasera

I punti chiave del meeting della Fed che il mercato metterà sotto osservazione stasera sono diversi. Innanzitutto c’è la questione dei tassi di interesse. È praticamente certo che non ci saranno variazioni questo mese, quindi il costo del denaro rimarrà confinato nell’intervallo 5,25 – 5,50%. Ciò che conta davvero è il dot plot dei responsabili del FOMC che traccia le intenzioni sui tassi di interesse per i prossimi mesi e anni. I 19 membri votanti hanno finora aspettative di tre tagli nel 2024, quattro nel 2025, tre nel 2026 più altri due tagli eventuali in modo da portare i tassi Fed al 2,5%.  Quest’ultimo è un livello che viene considerato di neutralità, ovvero in cui l’economia non sarà né stimolata, né contratta.

Gli analisti non si aspettano che il FOMC cambi queste prospettive ma basterebbe che qualcuno dei componenti diventasse più “aggressivo” nelle previsioni che il quadro generale potrebbe mutare con un certo impatto sui mercati finanziari. “Ci aspettiamo ancora che la Fed tagli i tassi di interesse a giugno, anche se non ci aspettiamo che i funzionari forniscano una forte sterzata né a favore né contro dopo la riunione di marzo”, ha scritto Paul Ashworth, capo economista per il Nord America di Capital Economics.

Un secondo punto chiave da monitorare riguarda le proiezioni economiche della Fed su inflazione e crescita, che mancano da dicembre. Tre mesi fa, l’istituto monetario aveva stimato per il 2024 un’inflazione al 2,4% e un PIL all’1,4%. Secondo un sondaggio condotto da Bloomberg dall’8 al 13 marzo su 49 economisti, le proiezioni dovrebbero salire al 2,5% per l’inflazione e all’1,7% per il PIL. Michael Gapen, economista di Bank of America, ha scritto che “sebbene l’inflazione sia un ostacolo, i dati sulle attività suggeriscono che l’economia non si sta surriscaldando”. Pertanto, “pensiamo che la Fed preveda ancora tre tagli dei tassi quest’anno”, ha aggiunto.

Un altro aspetto molto importante concerne la visione della Fed sul quadro generale a livello economico e geopolitico. In base a questo, la Banca centrale potrà orientare la sua politica monetaria che inevitabilmente finirà a impattare sulle valute straniere e sui prezzi dei beni e servizi di altri Paesi. “Il resto del mondo sta aspettando la Fed”, ha detto Mark Zandi, economista di Moody’s. “Preferirebbe che le valute nazionali non scendessero di valore e non esercitassero un’ulteriore pressione al rialzo sull’inflazione. Quindi vorrebbe davvero che la Fed iniziasse a fare da apripista con il taglio dei tassi”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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