Fed alza i tassi ma sfumature accomodanti fan festeggiare i mercati - Borsa e Finanza

Fed alza i tassi ma sfumature accomodanti fan festeggiare i mercati

La Fed alza i tassi ma mantiene sfumature accomodanti, i mercati festeggiano

La Fed ha alzato i tassi d’interesse e ridotto il suo bilancio da 9.000 miliardi di dollari, come era nelle attese del mercato. Per la prima volta dal 2000 vi è stato un aumento di mezzo punto percentuale del costo del denaro, giustificato da una lotta all’inflazione che ha raggiunto il picco degli ultimi 40 anni. Jerome Powell ha dichiarato nella sua conferenza stampa alla fine della consueta riunione periodica di 2 giorni della Federal Reserve che l’inflazione è troppo alta e, con le difficoltà che sta creando, l’istituto centrale si sta muovendo rapidamente per riportarla giù ripristinando la stabilità dei prezzi. Questo significherà probabilmente altri aumenti di 50 punti base, sostiene il Governatore, ma niente di più aggressivo. Tali affermazioni quindi escluderebbero almeno per il momento la mossa di una stretta dello 0,75% nel mese di giugno, come preconizzato da molti.

Oltre al discorso dei tassi, la Fed ridurrà la disponibilità degli asset sul suo bilancio che aveva acquistato durante la pandemia per rilanciare l’economia americana. Ciò avverrà in fasi. A partire dal 1° giugno, il piano si ridimensionerà di 30 miliardi di dollari di titoli di Stato e 17,5 miliardi di dollari di mutui ipotecari. A settembre vi sarà un raddoppio rispettivamente a 60 e 35 miliardi di dollari.

Powell ha precisato che l’economia americana è molto forte e ben posizionata per gestire una politica monetaria più restrittiva, prevedendo per l’economia un atterraggio morbido. Queste parole hanno trasmesso ai mercati una sfumatura accomodante nel messaggio politico, i quali hanno reagito in maniera molto positiva. L’S&P 500 ha chiuso con un rialzo del 2,99%, il Dow Jones del 2,81% e il NASDAQ del 3,19%. Acquisti anche sui T-Note USA con i rendimenti a 10 anni finiti sotto la soglia del 3%. Anche le Borse europee oggi sono ben intonate in scia all’andamento di Wall Street, registrando guadagni vicini al 2%.

 

Decisioni Fed: le opinioni degli analisti

Gli analisti sono poco sorpresi da quanto è emerso ieri sera nel meeting della Banca Centrale statunitense. Collin Martin, strategist del reddito fisso presso Charles Schwab ha affermato che tutto è andato come nelle attese, con la novità forse che la Fed potrebbe essere meno aggressiva. A suo avviso l’inflazione si sta avvicinando al picco e, se dovesse diminuire nel corso dell’anno, vi sarebbero margini di manovra per rallentare il ritmo aggressivo.

Aneta Markowska, capo economista finanziario di Jefferies, ha dichiarato che il rally del mercato si è acceso eliminando la prospettiva di un più ampio rialzo dei tassi, il che annullerebbe parte del lavoro che ha fatto la Fed negli ultimi mesi con un percorso politico più aggressivo. L’esperta ha aggiunto che più i mercati festeggiano, più la Fed dovrà appoggiarsi a questo.

David Kelly, capo stratega globale di JP Morgan, sostiene che l’istituto guidato da Jerome Powell è una colomba che ora cerca di parlare con un linguaggio da falco, ma alla fine risulta sempre accomodante e nel corso dell’anno tornerà alla sua vera natura.

Una complicazione al quadro generale giunge dal fatto che il tasso di neutralità, attraverso cui si riesce a domare l’inflazione senza determinare disastri sull’economia, non è una cosa che potrà essere identificata con precisione, come ha ammesso Powell. Ad oggi i funzionari della Fed ritengono che la neutralità si abbia con tassi dal 2% al 3%, mentre l’inflazione viaggia al 2%. Alcuni economisti però sono persuasi che in questo momento il tasso neutro sia molto più alto data la pressione sui prezzi, ovvero fino al 5%. Seth Carpenter, capo economista globale per Morgan Stanley e che ha trascorso 15 anni presso la Banca Centrale USA, ha affermato che bisognerà andare oltre la neutralità per rallentare l’economia e la parte difficile è farlo senza causare una recessione.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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