La prima riunione della Fed sotto la presidenza di Kevin Warsh si è chiusa senza modifiche ai tassi di interesse, confermati nell’intervallo 3,5-3,75%, ma con l’attesa di rialzi nelle prossime riunioni. Insomma, nessuna traccia dei tagli richiesti a gran voce da Donald Trump al predecessore di Warsh, Jerome Powell.
In questo articolo:
- Warsh taglia…il comunicato ufficiale
- Fed: restrizione monetaria in arrivo
- Warsh il riformista, come vuole cambiare la Fed
- Le 5 task force di Kevin Warsh
Warsh taglia…il comunicato ufficiale
Pur confermando lo status quo sul costo del denaro, l’esordio del neo-governatore Kevin Warsh, segnala un cambio di rotta rispetto ai suoi predecessori: il comunicato ufficiale è stato drasticamente ridotto nella lunghezza. Scarno, senza alcun accenno di guidance, solo con i fatti emersi sulla sua nella discussione interna al Fomc. Il tono generale è stato comunque hawkish.
La decisione, presa all’unanimità, riflette le preoccupazioni per le pressioni inflazionistiche alimentate dal recente shock dei prezzi energetici legato al conflitto in corso in Iran, a fronte di un mercato del lavoro e di consumi interni che continuano a mostrare una solida resilienza. L’inflazione core (Pce) è stimata al 3,6% per la fine dell’anno mentre l’indice dei prezzi al consumo a maggio ha toccato il 4,2% su base annua, sui massimi dal 2023.
La stabilità dei prezzi è stata indicata come la priorità assoluta dell’azione monetaria, superando momentaneamente i timori sul rallentamento della crescita.
Fed: restrizione monetaria in arrivo
La scelta della Fed di non toccare i tassi ha rispecchiato le attese della vigilia degli operatori di Wall Street, che stimavano una probabilità superiore al 90% per un nulla di fatto. A cambiare radicalmente, tuttavia, sono state le prospettive di medio termine tracciate dal Summary of economic projections (Sep). I mercati, che all’inizio dell’anno scommettevano su una traiettoria di progressivo allentamento monetario, hanno dovuto prendere atto di una svolta rigorista. Il nuovo grafico a punti (“dot plot”) ha rivelato che 9 dei 18 membri del Fomc prevedono ora almeno un aumento dei tassi dello 0,25% entro la fine del 2026, con ben 6 membri che si spingono a ipotizzare due rialzi consecutivi.
Le aspettative degli analisti indicano che i tassi rimarranno bloccati nella forchetta attuale almeno fino all’autunno, con una probabilità del 60% di un incremento del costo del denaro entro la riunione di dicembre se le pressioni inflazionistiche non dovessero rientrare stabilmente verso l’obiettivo del 2%.
Warsh il riformista, come vuole cambiare la Fed
Comunicati brevi ed eliminazione della forward guidance sono i primi due segnali di “riforma” della Fed lanciati da Kevin Warsh.
Il comunicato di accompagnamento è stato ridotto a sole 130 parole, rispecchiando le critiche di Warsh verso l’eccessiva verbosità delle Banche centrali. Secondo Warsh, comunicati troppo dettagliati e una forward guidance eccessivamente vincolante finiscono per ingessare l’azione della Fed, limitandone la flessibilità e costringendola a rincorrere i mercati. Riducendo il testo all’essenziale Warsh mira a recuperare margini più ampi di discrezionalità.
Durante la conferenza stampa, il neo presidente Fed ha delineato una serie di riforme strutturali volte “modernizzare” l’istituto centrale. In particolare, Wardh ha annunciato l’istituzione di cinque “task force” volte a rivedere i meccanismi di gestione della liquidità del sistema bancario.
Tra gli obiettivi vi è la progressiva riduzione della dipendenza della Fed dall’utilizzo massiccio del proprio bilancio per influenzare i mercati, preferendo il ritorno a un controllo ortodosso tramite il solo target del tasso d’interesse di riferimento. Il governatore ha inoltre posto l’accento sulla necessità di studiare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività e sulle dinamiche inflazionistiche di lungo periodo, preannunciando una profonda revisione metodologica dei modelli di previsione macroeconomica della Federal Reserve.
Le 5 task force di Kevin Warsh
Le 5 task force istituite da Warsh sono le seguenti:
- Task Force sulla Comunicazione: ha il compito di ridisegnare radicalmente il modo in cui la Fed parla ai mercati. L’obiettivo è superare la vecchia forward guidance, ritenuta da Warsh fonte di distorsioni e false promesse, e ristrutturare i Sep e il Dot Plot.
- Task Force sul Bilancio Fed: esaminerà la gestione e la progressiva contrazione degli asset detenuti dalla Banca centrale. Warsh vuole ridurre la massiccia presenza della Fed nel mercato dei titoli di Stato e dei mutui ipotecari.
- Task Force sull’uso e l’affidabilità delle Fonti di Dati: il suo obiettivo è rimettere in discussione gli indicatori economici tradizionali su cui la Fed basa le sue decisioni. Warsh ritiene che molte metriche classiche offrano una visione ritardata o parziale della realtà.
- Task Force su Produttività e Lavoro: avrà il compito di valutare l’impatto delle innovazioni tecnologiche, in primis l’intelligenza artificiale generativa, sul tessuto economico statunitense.
- Task Force sui Framework dell’Inflazione della Fed: diverse rivedere i modelli teorici utilizzati per prevedere e misurare la stabilità dei prezzi, senza modificare l’obiettivo finale del 2%.









