Fed: per gli economisti i tassi non verranno abbassati prima del 2024
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Fed: per gli economisti i tassi non verranno abbassati prima del 2024

Fed: per gli economisti i tassi non verranno abbassati prima del 2024

Domani iniziano i due giorni di riunione del FOMC per decidere sui tassi d’interesse e tracciare le linee guida della politica monetaria della Fed per i prossimi mesi. Il mercato in questo momento è in fibrillazione, nella spasmodica attesa di capire se i dati agghiaccianti sull’inflazione della scorsa settimana determineranno una Banca Centrale che chiude definitivamente le porte verso ogni forma di accomodamento. L’istituto guidato da Jerome Powell dovrebbe alzare il costo del denaro dello 0,75% per la terza volta consecutiva, ma c’è anche chi pronostica una stretta ancora più forte.

Quest’anno la Federal Reserve ha aumentato i tassi al ritmo più veloce degli ultimi 40 anni e un inasprimento ulteriore rischia di far piombare l’economia americana in recessione. Ormai tale eventualità sembra una cosa scontata, ma sarà il National Bureau of Economic Research l’arbitro ufficiale che dovrà decretarlo ufficialmente. Tecnicamente già ci sono le condizioni, in quanto per due trimestri consecutivi il PIL americano ha registrato crescita negativa. I parametri che l’istituto usa però sono anche altri, come ad esempio il livello di occupazione, che negli USA si mantiene a livelli molto alti.

 

Fed: cosa pensano gli economisti sull’aumento dei tassi

Il dibattito su dove arriverà il tasso terminale della Fed si fa rovente in questo momento tra gli economisti. Fino a poco prima dei dati sull’inflazione americana, il mercato scontava un livello del 4%, ma dopo il 13 settembre le condizioni sono cambiate e la stima ora viaggia tra il 4,5% e il 5%. Un sondaggio condotto dal Financial Times in collaborazione con l’Initiative on Global Markets presso la Booth School of Business dell’Università di Chicago tra il 13 e il 15 settembre, suggerisce che per la maggior parte di 44 tra i principali economisti accademici, la Banca Centrale a stelle e strisce porterà il costo del denaro al di sopra del 4%, mantenendolo per oltre il 2023 in modo da eliminare definitivamente l’inflazione. Più specificatamente, il 70% ritiene che il tasso terminale si collocherà tra il 4% e il 5%, mentre il 20% sostiene che addirittura potrà superare tale limite.

Il 68% degli intervistati, inoltre, crede che i tassi non saranno abbassati prima del 2024. Tra questi, il 25% stima un allentamento solo a partire almeno dalla seconda metà del 2024. Eric Swanson, professore presso l’Università della California, Irvine, che prevede un tasso terminale tra il 5% e il 6%, ha affermato che la Fed deve aumentare il tasso dei fondi federali al di sopra dell’inflazione core se vuole rallentare l’economia. L’indice dei prezzi al consumo core è stimato dalla maggior parte degli economisti al 3,5% nel 2023, con il 30% che si aspetta che superi il 3% 12 mesi dopo.

Oltre un terzo degli interpellati ritiene anche che la Fed, se non aumenterà i tassi d’interesse oltre il 4% entro la fine di quest’anno, non riuscirà a controllare l’inflazione in maniera adeguata. Jón Steinsson dell’Università della California, Berkeley, ha dichiarato che tutti quanti hanno sperato che i prezzi al consumo iniziassero a scendere e sono rimasti ripetutamente delusi; quindi, “si è arrivati a un punto in cui la Fed rischia l’erosione della sua credibilità”.

Quanto al pericolo di una recessione in arrivo, quasi il 70% degli economisti reputa che verrà dichiarata ufficialmente nel 2023, soprattutto tra il primo e il secondo trimestre. La maggior parte si aspetta che una contrazione economica duri per due o tre trimestri, mentre il 20% stima addirittura un’estensione per almeno quattro trimestri. Tutto ciò andrà a colpire la forza lavoro statunitense, con un tasso di disoccupazione che per il 57% degli intervistati dovrebbe stabilizzarsi tra il 5% e il 6%, nettamente sopra il 3,7% attuale. Il 33% del campione invece vede la disoccupazione americana oltre il 6%. “Questo ricadrà sui lavoratori che meno possono permetterselo quando avremo aumenti della disoccupazione a causa di questi incrementi dei tassi ad un certo punto. Ed è un vero dolore per le famiglie reali che non sono preparate a resistere a questo tipo di shock”, ha detto Julie Smith al Lafayette College.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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