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Fed: per Goldman Sachs tassi al 3,25% entro fine 2026

Nell'immagine, una riunione del Comitato di politica monetaria della Fed

Non sarà né un percorso rapido, né un percorso continuo, ma alla fine ci si potrà dire soddisfatti della riduzione dei tassi Fed. David Mericle, analista di Goldman Sachs, vede infatti la possibilità che la Federal Reserve riduca i tassi sui Fed funds due volte già nel corso del 2024, con il primo taglio che dovrebbe arrivare a settembre, poi quattro nel 2025 e altri due nel 2026.

È leggermente meglio di quanto prevede il mercato che assegna poco più del 50% di probabilità a un taglio dei tassi di interesse na settembre. “Rimaniamo fiduciosi nelle nostre previsioni economiche principali secondo cui la crescita del PIL supererà le aspettative quest’anno, il mercato del lavoro rimarrà forte e il restante eccesso di inflazione si invertirà alla fine senza la necessità di indebolire l’economia” ha scritto Mericle in un report.

Secondo Mericle il primo taglio dei tassi di interesse a settembre arriverà dopo cinque mesi consecutivi di buone notizie sui prezzi al consumo e in scia alla pressione, minima ma presente, dei tagli già effettuati da altre Banche centrali.“Dopo settembre, ci aspettiamo tagli trimestrali dei tassi fino a un tasso terminale del 3,25-3,5%. Ciò implica un secondo taglio a dicembre per un totale di due tagli nel 2024, altri quattro nel 2025 e altri due nel 2026. I rischi al rialzo e al ribasso di questa visione sembrano ampiamente bilanciati” specifica l’analista, secondo cui la previsione mediana sull’inflazione core che verrà resa nota nel corso della riunione di stasera sarà rivista al rialzo dello 0,2% al 2,8% mentre “non ci aspettiamo cambiamenti significativi nella dichiarazione del FOMC o nel messaggio del Presidente Powell”.

 

Tassi Fed, le previsioni dei gestori

Francois Rimeu, senior strategist di La Francaise, non si discosta molto dallo scenario disegnato da David Mericle. Solo aggiunge un ulteriore taglio dei tassi Fed in coda, nel 2026, per portare il livello finale dei Fed funds al 3,1%. Nel lungo termine le aspettative dell’asse manager si posizionano al 2,6%.

Con riferimento alle parole che il presidente della Fed, Jerome Powell, pronuncerà al termine della riunione del Fomc, Rimeu si attende un riferimento alla necessità di avere “maggiore fiducia nella decelerazione dell’inflazione prima di poter iniziare a tagliare il tasso d’interesse riferimento”.

Nel complesso, lo strategist di La Francaise vede Powell “cautamente ottimista” sul raggiungimento di un obiettivo di ‘inflazione al 2% entro il 2026. Sinead Colton Grant, direttrice degli investimenti di BNY Mellon Wealth Management invita a guardare il dot plot, ovvero lo schema delle intenzioni dei membri del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve riguardo i tassi di interesse: “Continueremo a monitorare l’aggiornamento del Summary of Economic Projections con un focus particolare sull’inflazione e sulla dot plot in vista di dicembre 2024” ha commentato. “Recentemente, diversi segnali indicano che l’attività economica negli USA sta rallentando, che è quello che la Fed vuole vedere. Tuttavia vediamo dei consumi resilienti e, sebbene il mercato del lavoro USA abbia rallentato in una certa misura, il tasso di disoccupazione è ancora al di sotto del 4. Ci aspettiamo ancora un taglio dei tassi dalla Fed quest’anno a dicembre”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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