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Tassi Fed: 3 tagli entro fine anno, ecco perché

Il palazzo sede della Federal Reserve

Mentre ci avviamo verso la seconda metà dell’anno, l’attenzione degli analisti economici si concentra sulle possibili mosse della Federal Reserve (Fed) e della BCE riguardo i tassi di interesse. Per Francoforte le previsioni degli analisti si attestano tra i due e i tre tagli entro fine anno, negli Stati Uniti oscillano tra uno o due tagli, con la prima opzione in vantaggio nelle preferenze. C’è chi tuttavia la pensa diversamente e si aspetta tre tagli anche negli USA entro fine anno. Mondher Bettaieb-Loriot, responsabile obbligazionario corporate di Vontobel Asset Management, ha spiegato nel corso di una presentazione alla stampa, perché la Fed sorprenderà e che cosa ciò significherà per il mercato obbligazionario.

 

L’inflazione è vicina all’obiettivo della Fed

Per capire quanti tagli dei tassi di interesse farà la Federal Reserve entro la fine dell’anno, per Bettaieb-Loriot bisogna guardare innanzitutto all’inflazione, la cui riduzione al target del 2% è il principale obiettivo delle Banche centrali. “L’inflazione – ha spiegato il responsabile obbligazionario di Vontobel – ha mostrato segni di rallentamento e ciò crea spazio per possibili tagli dei tassi di interesse. Inoltre le previsioni di inflazione sono in calo”. A mostrarlo, secondo l’esponente dell’asset manager svizzero, è la riduzione dei costi in due settori che hanno molta influenza sui prezzi al consumo: assicurazioni auto e affitti. “Questi trend indicano che l’inflazione potrebbe continuare a rallentare, offrendo alla Fed la possibilità di tagliare i tassi senza compromettere la stabilità economica”.

 

Il grafico a linee mostra l'avvicinamento dell'indice PCE prezzi USA su base annua agli obiettivi della Fed
Indice PCE prezzi USA – Fonte, Ned Devis, BLS, BEA, LSEG, Vontobel. Dati in variazione percentuale annua a maggio 2024

 

E il mercato del lavoro, la cui tenuta è il principale argomento di chi sostiene che la Federal Reserve non taglierà i tassi di interesse? Bisogna considerarlo, secondo Bettaieb-Loriot, all’interno dell’intera dinamica economica degli USA: “L’aumento del numero di lavoratori immigrati ha contribuito a mantenere forti i livelli occupazionali, limitando al contempo le pressioni salariali. Il Congressional Budget Office nel 2023 ha censito 3 milioni di nuovi immigrati e prevede un numero simile per il 2024. Questo incremento nel bacino di lavoratori potrebbe portare a una moderata crescita salariale e a un aumento della disoccupazione verso un tasso naturale del 4,3-4,4%”.

 

Il grafico mostra il picco di immigrazione verificatosi negli USA nel 2024
Il picco di immigrazione negli USA – Fonte, Congressional Budget Office. Dati a maggio 2024 in milioni

 

La rivoluzione industriale dell’intelligenza artificiale

C’è un’altra ragione per cui, secondo il responsabile obbligazionario di Vontobel AM, non bisogna essere preoccupati per l’inflazione: l’intelligenza artificiale: “L’IA rappresenta la prossima rivoluzione industriale e sarà estremamente positiva per le aziende. Le persone potrebbero essere invitate a lavorare di meno ma a essere più produttive”. La crescita della produttività compensa gi incrementi salariali. Le persone potrebbero essere pagate in modo diverso.

Un esempio virtuoso dell’effetto dell’IA sull’economia proviene dal mondo bancario. “Le banche utilizzano sempre di più l’intelligenza artificiale per ridurre i loro costi – ha spiegato Bettaieb-Loriot -. Negli ultimi anni il sistema bancario si è rafforzato”.

L’implicazione positiva per le economie è che le banche sono ricche di patrimonio e sono disposte a prestarlo. Solo che ai tassi elevati attuali, poche aziende e poche persone hanno interesse a chiedere un finanziamento. “Se tale situazione permarrà ancora a lungo – aggiunge – l’economia potrebbe subire dei danni. Per questa ragione sarebbe positivo abbassare i tassi di interesse”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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